La Commissione europea ha presentato un progetto di modifica della direttiva nitrati per ampliare le possibilità di utilizzo di determinati digestati derivati dagli effluenti di allevamento.
La proposta, che era stata annunciata con il Piano d’azione Ue per i fertilizzanti e della Strategia europea per l’allevamento (vedi qui) promuove il recupero e il riutilizzo delle sostanze fertilizzanti presenti nei reflui zootecnici puntando a ridurre i costi sostenuti dagli agricoltori per la fertilizzazione e la dipendenza dai concimi chimici, rendendo le aziende agricole europee meno esposte alle oscillazioni dei prezzi legate alle tensioni geopolitiche e alle perturbazioni dei mercati internazionali.
Renure, un'alternativa ai concimi minerali
La modifica consentirebbe agli Stati membri una maggiore flessibilità nell’autorizzare l’impiego di specifiche tipologie di digestati liquidi, caratterizzati da un contenuto di nutrienti e da proprietà sufficientemente simili a quelli dei fertilizzanti minerali. Il loro utilizzo potrebbe rappresentare un’alternativa ai concimi chimici, a condizione che siano rispettati criteri adeguati a garantire la protezione delle acque e dell’ambiente.
Il progetto si inserisce in un quadro normativo nel quale sono già previste deroghe per l’impiego di fertilizzanti ottenuti dai reflui zootecnici recuperando l’azoto tramite trattamnenti di separazione e concentrazione. Da marzo 2026 è possibile infatti di utilizzare questi prodotti oltre il limite di 170 kg di azoto per ettaro all’anno previsto dalla direttiva nitrati.
La nuova iniziativa mira a estendere tale flessibilità anche a determinate categorie di digestati liquidi, che possono soddisfare i criteri Reunure. L’intento è ampliare le possibilità di recupero dei nutrienti di origine zootecnica e ridurre il ricorso ai fertilizzanti di sintesi, mantenendo le necessarie garanzie ambientali.
La valutazione scientifica e l’iter della proposta
A sostegno dell’iniziativa, la Commissione europea ha presentato una nuova relazione del Centro comune di ricerca (Jrc), che analizza il potenziale di utilizzo sicuro dei digestati agricoli come materiali fertilizzanti.
Il progetto di modifica è attualmente sottoposto alla consultazione pubblica. Cittadini e portatori di interesse, tra cui agricoltori, organizzazioni della società civile, autorità pubbliche e ricercatori, possono trasmettere le proprie osservazioni entro il 13 novembre 2026.
Una volta esaminati i contributi ricevuti, la Commissione sottoporrà la proposta agli Stati membri nell’ambito del comitato sui nitrati. In caso di voto favorevole, il testo passerà al Parlamento europeo e al Consiglio, che avranno tre mesi di tempo per sollevare eventuali obiezioni.
L’eventuale modifica della direttiva dovrà quindi completare questo percorso prima di poter produrre effetti. L’obiettivo è offrire agli agricoltori ulteriori strumenti per contenere i costi della fertilizzazione e valorizzare i nutrienti recuperati dagli effluenti zootecnici, conciliando le esigenze economiche delle aziende con la salvaguardia delle risorse idriche.









