Il sistema italiano delle Indicazioni geografiche (Ig) compie un importante passo avanti: con il nuovo decreto ministeriale adottato dal ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste in attuazione del Regolamento europeo 1143 del 2024 (vedi qui MASAF-2026-0264637-MASAF-2026-0257501-Allegato-12_DMconsorziagro_2026cxdocx_030606DEF__signed) vengono, infatti, ridefinite funzioni, strumenti e governance dei Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp, rafforzandone il ruolo strategico all’interno delle filiere
A sottolinearne l’importanza è Origin Italia, l’associazione che rappresenta i Consorzi di tutela italiani, che accoglie con soddisfazione il decreto definendolo uno dei principali pilastri nazionali di applicazione della nuova normativa europea. Secondo Origin Italia il decreto rappresenta un passaggio fondamentale per il sistema delle Indicazioni Geografiche italiane e consente di rilanciare strategicamente il comparto, riconoscendo ai Consorzi una funzione sempre più ampia che va oltre le tradizionali attività di promozione e vigilanza.
Ai Consorzi viene infatti attribuito un ruolo centrale nella gestione complessiva delle denominazioni, nella tutela della reputazione dei prodotti, nella valorizzazione dei territori, nelle politiche di sostenibilità, nel turismo e nella regolazione dell’offerta.
Tra gli aspetti più significativi del provvedimento figura l’aggiornamento dei criteri di riconoscimento dei Consorzi, interpretati in maniera più moderna e flessibile per adattarsi alle diverse realtà produttive, territoriali e organizzative delle filiere Dop e Igp italiane. Una novità considerata essenziale soprattutto per le denominazioni di minori dimensioni, che potranno così dotarsi di strumenti di rappresentanza più efficaci.
«Con questo decreto – ha sottolineato Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia – si compie un passaggio decisivo nell’attuazione nazionale del Regolamento Ue 1143 del 2024. Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche ha bisogno di Consorzi forti, riconosciuti, rappresentativi e dotati di funzioni moderne per garantire la qualità agroalimentare. Un ringraziamento per il lavoro svolto al ministro Francesco Lollobrigida, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e in particolare al Dipartimento della Qualità».
Possibile un solo Consorzio per più Ig
Particolarmente rilevante è anche la possibilità di costituire un unico Consorzio per più Ig, anche appartenenti a filiere differenti. Una scelta che punta a favorire l’aggregazione tra produttori e operatori, superando frammentazioni storiche e creando strutture consortili più solide, efficienti e stabili, pur mantenendo l’autonomia decisionale delle singole denominazioni.
Il decreto aggiorna inoltre le norme statutarie di riferimento, definendo con maggiore chiarezza i criteri di rappresentanza delle diverse categorie produttive negli organi sociali e rafforzando i principi di trasparenza, equilibrio e partecipazione.
Più competenze su tutela, mercati e web
Uno degli aspetti più qualificanti del provvedimento è il pieno recepimento delle nuove funzioni attribuite dal Regolamento Ue ai gruppi di produttori riconosciuti. I Consorzi vengono confermati come soggetti centrali per la promozione, la valorizzazione, la vigilanza e la tutela giuridica delle denominazioni, con competenze rafforzate anche in materia di proprietà intellettuale, monitoraggio dei mercati e contrasto agli utilizzi illeciti, compresi quelli online.
Tra le nuove attribuzioni rientra anche la gestione dell’utilizzo delle denominazioni nei prodotti composti, elaborati o trasformati, attraverso il rilascio delle autorizzazioni e la tenuta degli elenchi degli operatori autorizzati.
Sostenibilità e turismo entrano nel sistema
Il decreto introduce inoltre in modo organico nuove competenze in materia di sostenibilità e turismo legato alle Ig. I Consorzi potranno infatti promuovere iniziative ambientali, sociali ed economiche coerenti con i disciplinari di produzione e con i territori di riferimento, oltre a definire linee guida per lo sviluppo del turismo enogastronomico collegato alle Dop e alle Igp.
Un altro capitolo riguarda la regolazione dell’offerta. Il provvedimento disciplina la possibilità di proporre misure temporanee finalizzate a migliorare la programmazione produttiva, l’equilibrio dei mercati, la valorizzazione delle produzioni e la trasparenza del sistema di offerta, nel rispetto delle norme europee sulla concorrenza.
Origin Italia ha inoltre confermato il proprio impegno ad accompagnare i Consorzi nella fase di adeguamento alle nuove disposizioni ministeriali, soprattutto in vista delle scadenze previste per l’aggiornamento degli statuti e della documentazione.
Beduschi: «Le Ig sono strumenti di sviluppo»
Positivo anche il giudizio di Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia e presidente di Arepo, l’Associazione delle regioni europee per i prodotti d’origine. «Accolgo con grande favore questo provvedimento, che riconosce ai Consorzi un ruolo sempre più centrale nella difesa e nella valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari» afferma Beduschi.
«Con questo decreto – aggiunge – le Ig vengono finalmente riconosciute per ciò che sono: non semplici marchi di qualità, ma autentici strumenti di sviluppo economico territoriale. I Consorzi non saranno più soltanto organismi di controllo e promozione, ma soggetti sempre più protagonisti nella governance delle filiere, nella programmazione strategica e nella valorizzazione del legame tra prodotto, territorio e comunità».
L’assessore ha ricordato, inoltre, che il 15 e 16 ottobre Mantova ospiterà l’Assemblea generale di Arepo. «Sarà un’occasione importante per confrontarsi sul futuro delle Indicazioni Geografiche e per mostrare come qualità, identità territoriale, innovazione e competitività possano continuare a generare valore, occupazione e sviluppo sostenibile per le nostre comunità».
Una Dop economy da 20,7 miliardi
Il sistema italiano delle Ig continua, intanto, a rappresentare una delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare. La Dop economy nazionale vale oggi 20,7 miliardi di euro alla produzione, mentre l’export delle produzioni certificate ha superato nel 2024 i 12 miliardi di euro. L’Italia mantiene inoltre il primato europeo per numero di prodotti Dop e Igp riconosciuti.
In questo scenario la Lombardia si conferma tra le regioni leader del settore. Nel 2024 la Dop economy lombarda ha raggiunto un valore di 2,9 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente, grazie all’attività di oltre 8.200 operatori e a un patrimonio costituito da 75 prodotti certificati tra Dop, Igp e Stg.
A trainare il comparto è il settore lattiero-caseario, che supera i 2 miliardi di euro di valore e rappresenta circa il 70% dell’intera Dop economy regionale, confermando la Lombardia come prima regione italiana per valore delle produzioni casearie certificate.
AICoT: «Inizia una nuova fase»
Favorevole anche il giudizio di AICoT, l’Associazione italiana Consorzi di tutela: «Questo provvedimento segna l’inizio di una nuova fase per il mondo delle Ig – ha affermato il vicepresidente Emilio Ferrara –. «I Consorzi di tutela vedono finalmente riconosciuto e rafforzato il loro ruolo strategico non solo nella difesa delle denominazioni, ma anche nella crescita economica delle filiere, nella promozione dei territori e nella tutela del patrimonio agroalimentare italiano sui mercati internazionali».
Ferrara hafatto notare, inoltre, il rafforzamento degli strumenti di vigilanza e di contrasto agli utilizzi impropri delle denominazioni: «La protezione delle Dop e delle Igp oggi si gioca anche online. Disporre di strumenti più efficaci per contrastare imitazioni, evocazioni e utilizzi scorretti delle denominazioni significa difendere produttori, consumatori e reputazione delle nostre eccellenze».
Sul fronte della sostenibilità e del turismo aggiunge: «Le Dop e le Igp non rappresentano soltanto prodotti di qualità. Sono espressione di comunità, tradizioni, paesaggi e competenze che generano valore diffuso. Il decreto riconosce questa funzione e offre ai Consorzi strumenti più adeguati per accompagnare lo sviluppo dei territori».
Confeuro: «Più aggregazione e competitività»
«Accogliamo con favore – ha fatto sapere il presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso – il nuovo decreto firmato dal ministro Lollobrigida per il rafforzamento dei Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp» dichiara .
Secondo Confeuro il provvedimento introduce elementi innovativi e strategici per il futuro delle Ig italiane, a partire dal rafforzamento delle attività di tutela e vigilanza, dal sostegno alla regolazione dell’offerta e dalle misure dedicate alla promozione dei territori e del turismo legato alle eccellenze agroalimentari.
Particolarmente apprezzata è la possibilità di favorire l’aggregazione all’interno di strutture consortili più forti, coinvolgendo imprese agricole impegnate nella produzione di diverse Indicazioni Geografiche anche appartenenti a filiere differenti.
«Aggregare competenze, risorse e progettualità significa aumentare la capacità di investimento, rafforzare la rappresentanza dei produttori, sviluppare strategie comuni di valorizzazione e migliorare la presenza sui mercati nazionali e internazionali anche dei prodotti tipici di nicchia» osserva Tiso.
«Da una parte il decreto certifica e rafforza il ruolo dei Consorzi di tutela, dall’altra introduce nuovi strumenti capaci di accompagnare le filiere verso modelli più moderni, sostenibili e integrati, con benefici che possono estendersi all’intero sistema produttivo e ai territori rurali».








