Coldiretti, +15% mangimi biotech free. E nasce il marchio

Nella foto il marchio della nuova linea di mangimi NO OGM dei Consorzi Agrari d'Italia (Cai), presentato all'Expo

In controtendenza rispetto alla crisi, il mercato dei mangimi senza Ogm è cresciuto in Italia del 15% negli ultimi tre anni. E’ quanto emerge da uno studio presentato da Consorzi agrari d’Italia (Cai) nel padiglione della Coldiretti ad Expo in occasione della presentazione del marchio mangimi NO OGM. I Consorzi agrari aderenti a Cai, spiega Coldiretti, "hanno fatto una scelta di campo avanzata, a tutela del prezioso patrimonio alimentare Made in Italy, convertendo tutti i mangimifici alla produzione di mangimi NO OGM. Dalla conversione degli impianti già per l’annata in corso si prevede la produzione di 280mila tonnellate di mangimi NO OGM che saranno tutte commercializzate con l’unico marchio di Consorzi agrari d’Italia. Si tratta di una vera svolta per i Consorzi Agrari aderenti a Cai che rappresentano una quota produttiva importante pari a circa il 8% sul totale nazionale, a significare che l'elemento valoriale del NO OGM assume sempre più un ruolo strategico a salvaguardia della qualità e della distintività del Made in Italy". I Consorzi agrari sono peraltro gli unici attori sul mercato che possono controllare la filiera partendo dal seme, giocano un ruolo nevralgico e propulsivo nel panorama agroalimentare nazionale. Il tutto si traduce in grandi opportunità sia per gli allevatori che intendono distinguere e valorizzare le loro produzioni ma anche per i cerealicoltori che attraverso contratti di filiera possono accorciare le filiere e valorizzare le produzioni locali di qualità, sull'intero territorio nazionale. Consorzi agrari d'Italia, con le strutture di riferimento sul territorio, si pone dunque l’obiettivo della valorizzazione dell’identità territoriale nazionale, proponendosi, dice Coldiretti, "come elemento aggregante in un contesto generale agricolo in cui fattori quali esperienza, professionalità, capillarità territoriale, efficienza nel fornire servizi alle imprese, possono risultare elementi strategici fondamentali e vincenti". “Recenti studi dimostrano che la disponibilità a pagare di piu’ per prodotti ogm free è spesso elevato e raggiunge negli Usa in media tra il 14 ed il 21%” ha affermato il Professor Felice Adinolfi del'Università di Bologna nel sottolineare che peraltro “i valori sono più elevati per la carne, per la quale i consumatori statunitensi spenderebbero 7 dollari in più al chilo per averla certificata come proveniente da alimentazione priva di ogm”.  “Di fronte alle incertezze legislative comunitarie abbiamo avviato con responsabilità un percorso di trasparenza unico in Europa per rispondere alle nuove domande che vengono dal mercato” ha affermato il presidente di Consorzi agrari d’Italia Mauro Tonello, nel sottolineare che “i Consorzi Agrari di Cai con questa scelta si pongono l’obiettivo di diventare leader di mercato nello specifico settore”. (fonte: Coldiretti)

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