Balzo di 10 euro/ton per la soia italiana

Dopo l’annuncio dei dazi cinesi sulle importazioni dagli Usa, in una sola settimana, il costo di questa materia prima raggiunge un massimo di 395 euro per tonnellata

Secondo le rilevazioni effettuate durante la prima settimana di aprile, ovvero quella che va dal 2 al 7 aprile prosegue la fase di sostanziale stabilità dei prezzi nel mercato del grano tenero, con qualche segnale di rialzo per i panificabili, complice anche una minore disponibilità.
Difficoltà nel reperire merce sul mercato che ha impresso ancora aumenti ai prezzi dell’orzo, sia di provenienza estera che di origine nazionale.
Leggero aumento su base settimanale per il mais.
Tra le farine proteiche, segno più per girasole e colza.
Infine, deciso rialzo per i prezzi della soia, conseguenza della tensione in atto nel mercato internazionale a causa della guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina, con la possibilità che quest’ultima imponga dazi sull’export americano di soia. E proprio su quest’ultimo prodotto vediamo di seguito il commento di Coldiretti.
«Le quotazioni della soia di produzione nazionale sono balzate di altri dieci euro in una sola settimana raggiungendo un massimo di 395 euro per tonnellata, dopo l’annuncio dei dazi cinesi sulle importazioni dagli Usa». È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulle ultime quotazioni della borsa merci di Milano nel giorno del ricorso al Wto annunciato dalla Cina contro i dazi di Trump. Nella lista dei prodotti americani che verranno colpiti dai dazi cinesi ci sono oltre alla soia, anche, sottolinea la Coldiretti, mais e farina di mais, grano, carne di manzo, mirtilli, succo d’arancia, whisky e tabacco che rappresentano i simboli dell’economia agricola statunitense.
«L’aumento del prezzo mondiale della carne potrebbe essere il primo effetto sui consumatori poiché la soia – sottolinea la Coldiretti – è uno dei prodotti agricoli più coltivati nel mondo, largamente usato per l’alimentazione degli animali da allevamento, con gli Stati Uniti che si contendono con il Brasile il primato globale nei raccolti seguiti, sul podio, dall’Argentina per un totale dell’80% dei raccolti mondiali. L’Unione europea – continua Coldiretti – è il secondo importatore al mondo di soia, dopo la Cina, e un andamento anomalo delle quotazioni metterebbe a rischio la competitività degli allevamenti e la produzione di carne anche nel vecchio continente. Un problema che riguarda anche l’Italia che è il primo produttore europeo con circa il 50% della soia coltivata e un raccolto pari a tre volte quella del secondo paese che è la Francia. L’estendersi della guerra dei dazi tra i due giganti dell’economia mondiale ai prodotti agroalimentare apre scenari inediti e preoccupanti nel commercio mondiale anche con il rischio di anomali afflussi di prodotti sul mercato comunitario che – conclude la Coldiretti – vanno attentamente monitorati per verificare l’opportunità di attivare, nel caso di necessità, misure di intervento straordinarie».

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