Foraggi, convegno di Apa Padova a Limena, 24 febbraio 2015 / LE RELAZIONI

Le tre relazioni del convegno «Costi di produzione dei foraggi e costi di produzione del latte - Cosa è importante guardare?», organizzato dall'Apa di Padova e dal Cps di Padova a Limena (Pd) il 24 febbraio 2015.

A) Introduzione, elenco relazioni

B) Veneto Agricoltura, settore ricerca agraria

C) Borreani e Tabacco, Università di Torino

D) Rota

Cliccando sulle scritte colorate pubblicate qui sopra si potranno consultare le relazioni del convegno «Costi di produzione dei foraggi e costi di produzione del latte - Cosa è importante guardare?», organizzato dall'Apa di Padova e dal Cps di Padova a Limena (Pd) il 24 febbraio 2015. Ecco l'elenco dei relatori e delle relazioni:

Alberto Sartori (di Veneto Agricoltura, sostituì Lorenzo Furlan): «La sperimentazione a supporto delle aziende agricole».

Giorgio Borreani ed Ernesto Tabacco (dell'Università di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari / Disafa): «Sistemi foraggeri per l’azienda zootecnica da latte in Pianura Padana: gestione agronomica e costi».

Cristian Rota (libero professionista, consulente aziendale negli allevamenti da latte): «Costi alimentari e valutazione economica degli allevamenti da latte: cosa è importante guardare?».

Come anticipato, gli organizzatori del convegno erano due: l'Apa di Padova e il Cps di Padova. Ecco i loro recapiti:

A.P.A. PADOVA:  Corso Australia 67 - 35136 Padova - Tel. 049.8724822 - Fax 049.8724742 - Email apapadova@apapd.it

C.P.S. PADOVA (Cooperativa Prodotti e Servizi): Tel. 049.8171860 - Fax 049.8171869 - Email: distribuzione.seme@apapd.it , sandra.tollio@apapd.it , sandra.borgato@apapd.it

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L'INTERVENTO DELL'UNIVERSITA' DI TORINO

Particolarmente denso e impegnato al convegno di Limena l'intervento del Dipartimento Disafa dell'Università di Torino, con la relazione esposta dal professor Giorgio Borreani. Lo stesso Borreani ha così riassunto all'Informatore Zootecnico i punti principali del suo intervento:

Sistemi foraggeri per l’azienda zootecnica da latte in Pianura Padana: gestione agronomica e costi  - di Giorgio Borreani ed Ernesto Tabacco - Dip. Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA).

Le problematiche attuali dell’allevamento intensivo da latte in Pianura Padana, sono legate alla staticità del sistema colturale improntato prevalentemente sulla coltivazione del mais in monosuccessione; incremento e forte volatilità dei prezzi delle materie prime per l’alimentazione degli animali, sul reperimento della frazione proteica prevalentemente da fonti extra-aziendali; da carichi animali per unità di superficie elevati; da elevati impatti ambientali (surplus di azoto e fosforo, ed utilizzo di grandi quantità di risorse energetiche non rinnovabili) che nel loro complesso hanno determinato un aumento dei costi di produzione del latte.

Da diverse fonti emerge che l’alimentazione degli animali in produzione incide mediamente per il 50% dei costi totali di produzione del latte. Questo porta sempre di più a considerare la SAU aziendale come una risorsa preziosa di approvvigionamento di alimenti per contribuire al contenimento dei costi di alimentazione degli animali allevati in azienda (Figura 1). Figura1

La forte volatilità del mercato delle materie prime osservata a partire dal 2008 ha portato ad una divario sempre crescente tra il prezzo di mercato della farina di estrazione della soia (driver del costo della componente proteica) e quello della granella di mais (driver del costo dell’energia). Tale volatilità dei prezzi determina una convenienza variabile alla coltivazione della sola componente energetica sulla SAU aziendale. Infatti a seconda del rapporto tra il prezzo delle due materie prime driver, il costo della componente proteica può incidere da un minimo del 30% del costo della razione ad oltre il 60%. Questo fa si che sia necessario riconsiderare l’importanza delle componenti alimentari autoprodotte, con un investimento della SAU aziendale da modulare in relazione all’andamento dei prezzi delle materie prime driver dei mercati, secondo il nuovo concetto di sistemi colturali dinamici.

Per poter rendere più remunerative e competitive le aziende zootecniche da latte, inoltre è sempre più importante lavorare sul miglioramento dell’efficienza dei sistemi produttivi degli alimenti zootecnici, con particolare attenzione alla qualità dei foraggi. I sistemi foraggeri misti offrono una risposta interessante a questi problemi, e recenti lavori effettuati in aziende commerciali pilota dal Forage Team dell’Università di Torino dimostrano che attraverso l’ottimizzazione e la rivisitazione del sistema foraggero nel suo complesso è possibile intensificare le produzioni incrementando la quantità di sostanza secca e proteina per ettaro di SAU aziendale, senza aumentare gli impatti ambientali del sistema “azienda”. Tali sistemi foraggeri devono però essere pensati e costruiti in sinergia con i nutrizionisti che devono massimizzare l’utilizzo nella dieta delle componenti alimentari autoprodotte, ridurre il contenuto medio di proteina della razione. Con l’obbiettivo di trovare la massima efficienza della componente proteica e nel contempo contribuire a ridurre le escrezioni azotate nei reflui. Tale integrazione ha dimostrato di migliorare in modo molto marcato la sostenibilità economica degli allevamenti permettendo di migliorare la loro competitività e capacità di creare nuovi investimenti strutturali, senza aumentare l’impatto ambientale. I sistemi colturali misti permettono anche di poter modulare il rapporto tra l’autosufficienza energetica e proteica dei foraggi e concentrati prodotti e quindi adattarsi meglio alle variazioni del mercato delle materie prime (Figura 2). Figura2

Le principali strategie che devono essere messe in atto per migliorare l’efficienza nella valorizzazione potenziale della proteina e dell’energia netta latte prodotta per ettaro devono prevedere: la scelta dei cantieri per valorizzare il taglio precoce dei foraggi prativi; la scelta delle macchine operatrici adeguate per gestire tempestivamente e a basso costo i cantieri di raccolta dei foraggi su ampie superfici; l’utilizzo delle previsioni meteorologiche per gestire le fasi di campo (epoca di taglio, appassimento e cantieri di raccolta); la minimizzazione delle perdite di s.s. e di Energia Netta Latte attraverso una gestione ottimale della fase di conservazione.

Tali risultati richiedono però di poter disporre di un’assistenza tecnica altamente qualificata e una informatizzazione di tutti i processi aziendali, per permettere ai professionisti di poter lavorare sui numeri e non sulle impressioni come troppo spesso si è fatto negli ultimi anni.

A questo riguardo, in Piemonte è nato un nuovo servizio di assistenza tecnica del Sistema Allevatori del Piemonte in collaborazione con il Forage Team dell’Università di Torino, il "Dairyself", che offre alle aziende zootecniche da latte un servizio completo di assistenza e consulenza aziendale, terzo e indipendente, con tecnici altamente specializzati e un moderno laboratorio di analisi per aiutare gli imprenditori agricoli a rendere competitive e vincenti le proprie aziende sul mercato sempre più globalizzato e complicato.

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