L’avventura di Biagru Farm a Cavenago d’Adda per molti aspetti è un paradigma inedito di impresa all’avanguardia, già a partire dall’idea di unire due esperienze imprenditoriali e fondare una società fra soggetti che fra loro non hanno legami di parentela. Un inedito, tutto sommato, nel panorama agricolo così legato alla tradizione e alla dimensione familiare. Un’avventura che è, innanzitutto, caratterizzata da un elevato tasso di innovazione, che porterà ad avere a regime 1.200 vacche in mungitura, gestite da un sistema di 26 robot di mungitura in Batch Milking. Una storia interessante, che ha tutte le carte in regola per essere seguita anche da altri imprenditori che si trovano a dover fare i conti con i vincoli di dimensione, innovazione, ricambio generazionale.
Per questo l’Informatore Zootecnico – la rivista che da oltre 70 anni è un punto di riferimento per gli allevatori - ha deciso di raccontarla a puntate, sul magazine cartaceo e attraverso video su YouTube.
Guarla la prima puntata su YouTube
Con un sistema a Batch Milking che colloca a semicerchio 26 robot di mungitura (ripetiamo: 26!), solo per quello meriterebbe di essere raccontata su queste pagine come stalla innovativa. Non sono molte, anche nella Pianura Padana leader nella produzione di latte a livello nazionale (la sola Lombardia produce il 47% del latte italiano), le realtà che si strutturano con un tasso così elevato di innovazione. Ma Giuseppe Elias e Gianenrico Grugni, due allevatori visionari che hanno pensato di unire le forze in un percorso nato davanti a un panino, avevano esigenze specifiche: rafforzare la produzione per creare quell’economia di scala che oggi è un assioma, se si vuole puntare a fare redditività nel settore agro-zootecnico; garantire il ricambio generazionale, elemento non sempre facile, come dicono i numeri.
Oggi in Italia i capi azienda che hanno meno di quarant’anni sono poco più del 9%, in calo del 2% rispetto al 2010. E senza prospettive le aziende lasciano. In Europa fra il 2010 e il 2020 hanno chiuso i battenti oltre 3 milioni di imprese agricole, passate da 12 milioni a 8,9 milioni in un decennio e il trend continua a registrare una contrazione.
Altro elemento chiave che ha spinto i due imprenditori a unire le forze: l’esigenza di migliorare il benessere animale, che in una stalla con 50 anni di storia sulle spalle era un fardello pesante da sostenere. E poi, altra sfida connessa con lo specchio socio-economico dei tempi, l’esigenza di introdurre tecnologie innovative e automatizzate per fronteggiare le note difficoltà connesse a reperire manodopera qualificata.
A fare da collante per sostenere un obiettivo ambizioso, complesso da realizzare dal punto di vista burocratico, la solidità e la visione di Elias e Grugni, due imprenditori seri e non sovrapponibili per alcune considerazioni che ogni tanto li collocano agli antipodi (“Tu tutta tecnologia”, dice Grugni a Elias; “E tu volevi spendere poco”, ribatte Elias in uno scambio di battute), in grado di mettere in fila i diversi aspetti di un progetto articolato, valido al punto da aver ottenuto un finanziamento all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
La nuova società è stata ribattezzata Biagru Farm, la sede sorgerà a Cavenago d’Adda, nel Lodigiano, e sostituirà le stalle ormai obsolete dell’azienda agricola di Giuseppe Elias. Un anno e mezzo i tempi tecnici di realizzazione, con la nuova struttura in grado di ospitare a regime 1.200 vacche in lattazione.
La stalla, completamente hi-tech per garantire appunto facilità di gestione, efficienza, competitività, attenzione ai costi e benessere per gli animali e per gli uomini che lavoreranno nella struttura, avrà un sistema di mungitura robotizzato. La soluzione individuata dai due imprenditori è il Batch Milking di Tdm, realtà leader con sede a San Paolo, nel Bresciano, nel cuore della zootecnia lombarda, prima regione in Italia con oltre il 47% delle consegne di latte nazionali.
Come detto, complessivamente saranno 26 i robot di mungitura installati, oltre a due collocati separatamente per le vacche al primo parto e, dunque, alla prima mungitura, e per la prima fase di colostratura.
Viene inoltre ridotta al minimo la necessità di manodopera, combinando i vantaggi della mungitura robotizzata e della mungitura convenzionale. Nella futura stalla di Biagru Farm, stima Giuseppe Elias, “il lavoro sarà estremamente ottimizzato; in particolare, riteniamo di riuscire a gestire questo allevamento con circa 10-12 persone. Un allevamento di tipo tradizionale ne richiederebbe più del doppio”. L’obiettivo, aggiunge Gianenrico Grugni, “non è la sostituzione del personale, ma arrivare ad aumentare la professionalità degli addetti all’allevamento, magari giovani, laureati, che trovano nel lavoro in stalla un motivo di soddisfazione perché viene coniugata la qualità di vita dell’uomo e dell’animale”.
Una volta a regime, terminata l’opera infrastrutturale – oggi in fase di realizzazione – saranno quattro le stalle con l’area per le bovine in lattazione, le manze, la vitellaia e l’area “recovery”, tutte studiate per facilitare i percorsi degli animali, l’efficienza gestionale, la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Sono infatti previsti un impianto fotovoltaico per la produzione di energia rinnovabile (in una fase successiva sarà valutato un impianto di biogas o biometano), così da migliorare l’impatto ambientale e risolvere gli aspetti di gestione dei reflui zootecnici. Inoltre, sono stati studiati impianti di ventilazione e di raffrescamento ad alto tasso di efficienza, abbeverate con acqua a temperatura controllata per garantire il massimo benessere per gli animali.
Fra i partner tecnici individuati, oltre a Tdm, Evoteck che ha fornito attrezzature e impianti per la realizzazione delle stalle, Cmp per la parte elettrica e impiantistica e per i sistemi di ventilazione e raffrescamento, illuminazione e idraulica; Aza International per l’automazione dei servizi della mangimistica.
A gestire l’azienda, sul piano operativo, sarà la famiglia Grugni, con Gianenrico affiancato dal nipote Michele.
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