Ara Lombardia, dati e analisi per produzioni virtuose

produzioni virtuose
1. Il direttore di Aral Massimo Battaglia tra Paolo Marconi, veterinario Sata (a destra) e Gianmario Tramanzoli, direttore dell’Apa di Sondrio (a sinistra).
Dai laboratori di Aral a Crema (Cr) importanti novità offerte in termini di analisi e consulenza agli allevatori per migliorare il loro lavoro in azienda, a partire dalla conta delle cellule differenziali per la riduzione del farmaco e l’asciutta selettiva

20.000 campioni di latte provenienti da tutta la Lombardia analizzati ogni giorno, 200 controllori nelle stalle e 40 tecnici al servizio di oltre 5mila soci.
Questi sono i numeri di Aral e se si parla di qualità del latte non si può prescindere dai dati e dalle analisi che l’associazione mette a disposizione degli allevatori, che consentono loro di avere non solo un quadro preciso delle caratteristiche funzionali del latte, ma anche di quelle intrinseche legate alla sua produzione, come per esempio il benessere degli animali, il rispetto dell’ambiente e il ridotto uso di farmaci.

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Ogni giorno arrivano ai laboratori di Aral circa 20mila campioni da analizzare.

Quest’ultimo è un tema di grande attualità, in Europa molti ritengono che la applicazione di protocolli per l’asciutta selettiva sia il principale ambito di intervento, tuttavia, per ora, la difficoltà da superare è l’utilizzo di numeri consistenti di analisi costose e da ripetere costantemente, oltre a rischi per la mandria se dovessero compiersi errori.
Il lavoro di un allevatore è infatti per certi versi paragonabile al camminare sulla sottile lastra di ghiaccio rappresentata dalla redditività della sua azienda; basta un passo falso per sprofondare. In una situazione del genere, le informazioni e i dati sono come la terraferma: un solido appiglio su cui fare leva per andare avanti con passo più sicuro, ma devono avere fondamenta solide, essere sperimentate e non incidere nella economia aziendale in modo esuberante le possibilità.

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I tecnici del laboratorio agroalimentare.

«L’obiettivo principale di Aral, e di tutto il sistema italiano degli allevatori, - dice il direttore Massimo Battaglia - è quello di essere di supporto agli allevatori nel migliorare la redditività delle aziende nel pieno rispetto di tutto il complesso di norme relative all’anagrafe, al benessere animale, alla sicurezza del consumatore, all’ambiente che regolano le nostre produzioni. Questo significa soddisfare le esigenze delle produzioni sia con strumenti consolidati che il Sistema Allevatori fornisce in numero consistente, sia promuovendo nuove opportunità con analisi e protocolli innovativi come le indagini in qPcr sulle masse e quelle svolte nei laboratori sensoriali».
Nel corso degli anni, Aral ha molto incrementato il ventaglio della sua offerta di analisi, e oggi sono a disposizione degli allevatori informazioni specifiche in vari ambiti.
Parlando di Controlli Funzionali vengono determinati non solo grasso, proteine e cellule somatiche, ma anche urea, acidi grassi, acetone, proteine associate alla gravidanza, progesterone e paratubercolosi, giusto per fare solo qualche esempio. Tutti dati che, se incrociati e applicati alle attività quotidiane in stalla, possono portare notevoli benefici all’azienda. Ma l’offerta più recente sui campioni dei Controlli Funzionali riguarda le cellule differenziali.
«Questa analisi esplode il dato della conta delle cellule somatiche rendendolo molto più preciso - aggiunge Paolo Marconi, veterinario Sata -. Teniamo conto infatti che non è detto che un numero basso di cellule somatiche significhi automaticamente che la vacca sia completamente sana. La figura 1 incrocia i dati Dscc (Differential Somatic Cell Count) e Scc (Somatic Cell Count) e ci fornisce alcune informazioni particolarmente interessanti: nel quarto in basso a sinistra possiamo individuare animali con predominanza di linfociti nel latte, e quindi ghiandola mammaria sana; in alto a sinistra animali con predominanza di neutrofili nel latte e quindi con indice di precoce infiammazione intramammaria nonostante cellule somatiche basse; in alto a destra infiammazioni subcliniche o cliniche; in basso a destra infiammazioni croniche od a rischio cronicità.produzioni virtuose
La conta delle cellule differenziali è molto innovativa e va nella direzione dell’asciutta selettiva che, oltre a rispondere ad una precisa direttiva europea sul divieto all’utilizzo massivo dei farmaci, consentirà agli allevatori di risparmiare denaro e di migliorare la qualità della produzione. Il costo previsto per le 9 o 11 analisi sui campioni di chi aderisce ai Controlli Funzionali non supererà i 2 euro all’anno per singola vacca».
Il primo strumento per la conta delle cellule differenziali (ora sono due nel laboratorio cremasco) è stato acquistato da Aral nell’estate 2017 e la sperimentazione è ormai conclusa.
«È stato un investimento decisamente importante – interviene Battaglia - ed è la dimostrazione che il sistema delle Associazioni Allevatori continua ad investire in nuove soluzioni da proporre ai soci per migliorare il loro lavoro, per valorizzare il loro latte e per certificarne le qualità, intrinseche e di processo.
Non ci si pensa, ma la raccolta di campioni di latte ben fatta è molto impegnativa e costosa, in particolare quando riguarda le singole bovine; è strategico ricavarne il maggior numero possibile di informazioni che possono essere utili agli allevatori nella gestione di loro allevamenti».
Tra queste, un’attenzione particolare riguarda i progetti di Aral per gli allevamenti situati in zone difficili dal punto di vista logistico come la montagna.
«Naturalmente forniamo il medesimo servizio sia ai grandi allevamenti di pianura, sia ai piccoli produttori nelle zone montane - sottolinea Gianmario Tramanzoli, Direttore dell’Apa di Sondrio -. Le aziende zootecniche di montagna sono spesso in condizioni di difficoltà nell’usufruire del necessario supporto alle proprie attività, e per questo l’intervento di Aral risulta ancora più importante in questi territori dove, attraverso il servizio dei controlli funzionali, l’allevatore può disporre di una moltitudine di dati tecnici fra i quali, molto apprezzato, l’accertamento di gravidanza (PAGs)».
La montagna lombarda è ancora ricca di un patrimonio produttivo articolato che vede nella trasformazione casearia il suo punto di forza, da qui la necessità di avere dai laboratori Aral analisi accurate per presentarsi sul mercato delle latterie e del dettaglio con una qualità certificata.
Un esempio su tutti, le analisi sulla caseina, che risultano particolarmente importanti nei rapporti con i caseifici anche per il pagamento dei premi qualità.

Ara Lombardia, dati e analisi per produzioni virtuose - Ultima modifica: 2018-12-20T12:09:30+00:00 da Lucia Berti

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