Decreto di riconoscimento per il consorzio Sigillo italiano

Per valorizzare la carne prodotta in Italia che oggi deve fare i conti con l’anonimato e la difficoltà enorme per i consumatori di riconoscerla facilmente

«Ho provato tanta emozione nell’apprendere della firma da parte del capo dipartimento Luca Bianchi del Decreto di riconoscimento del “Consorzio Sigillo Italiano” – ha detto Fabiano Barbisan, presidente del Consorzio Italia Zootecnica e dello stesso Consorzio Sigillo Italiano -. È dal 2009 che stiamo lavorando a un progetto globale per la zootecnia italiana è ad ogni angolo del nostro percorso abbiamo trovato resistenze al cambiamento di passo che volevamo proporre, fino ad arrivare, in certi casi, a un vero e proprio ostruzionismo. Non è certo questo il momento di fare polemiche – aggiunge Barbisan – poiché dobbiamo festeggiare un traguardo ambito, indispensabile, che mancava e che si aggiunge agli altri già raggiunti. Per chi vorrà leggerle, queste le date delle tappe principali che hanno caratterizzato il nostro percorso, iniziato, appunto, nel 2009:
- 4/3/2011, l’uscita del Dm che istituisce i Sistemi di Qualità Nazionale Zootecnia (Sqnz).
- 25/10/2011, la pubblicazione delle “Linee guida per la redazione dei disciplinari di qualità”
- il 20/3/2012, la presentazione del primo Disciplinare di qualità del «Vitellone e/o Scottona ai Cereali» e del disciplinare «Vitello al Latte e Cereali»
- il 16/10/2015, l’approvazione del Disciplinare del “Vitellone e/o Scottona ai cereali”
- il 28/4/2016, l’emanazione del 1° Decreto applicativo dell’Sqnz del Disciplinare del “Vitellone e/o Scottona ai cereali”
- il 26/10/2016, la conferma da parte del Mipaaf dell’equivalenza del Disciplinare del “Vitellone e/o Scottona ai cereali” tra Sqnz e Sistema di qualità regionale Qualità Verificata;
- il 26/10/2017, la costituzione del “Consorzio sigillo italiano”
- il 28/2/2018, il riconoscimento, con Decreto del Consorzio Sigillo Italiano».
In sede di costituzione è stato anche approvato il marchio, una “grande Q”, che ricorda la bandiera italiana, visto che i disciplinari di produzione certificati, che i soci del Consorzio utilizzeranno per fregiarsi del marchio “Sigillo Italiano”, sono tutti nati in Italia, dall’esperienza e dalla professionalità di allevatori e tecnici e sono stati ufficialmente approvati dalla Commissione europea.
Il potenziale di aziende di allevamento pronte al primo ingresso nei Disciplinari e già censite dai costitutori sono di oltre 1.100 per il “Vitellone e/o Scottona ai cereali” per circa 264 mila tonnellate di carne bovina. Per il Sistema di Qualità “dell’Uovo + Qualità ai cereali” le aziende sono circa 200 con una produzione di circa 150 mila tonnellate di uova commercializzabili con il marchio.
Per completare la squadra sono adesso attesi i rappresentanti dell’Sqnz “Fassone di Razza Piemontese” e del “Bovino Podolico al Pascolo”.
Barbisan ha già inviato una lettera di ringraziamento, a Luca Bianchi, capodipartimento e a Francesco Saverio Abate, direttore generale, sottolineando che la loro fiducia nel progetto di Piano carni presentato dal Consorzio Italia Zootecnica è stata ben riposta poiché ci sono tutte le condizioni per dare un nuovo futuro commerciale alla zootecnia italiana.
Barbisan ha ringraziato anche il capo segreteria tecnica del dipartimento, Giovanni Di Genova, che non solo ha tradotto nel Decreto di riconoscimento le richieste degli allevatori, nel modo migliore, ma ha pure aggiunto degli spunti veramente costruttivi, per migliorare ancora di più il percorso del Consorzio.
Nella lettera al ministero, sperando sia di buon auspicio, Barbisan ha pure citato l’interprofessione in itinere che, se sarà riconosciuta in tempi brevi, per applicare l’erga omnes, si potrà rimpinguare il finanziamento di 200 mila euro, recato dal bando Mipaaf/Ismea, recentemente partecipato dal Consorzio Sigillo Italiano (in attesa di comunicazione ufficiale di approvazione) e iniziare un percorso nazionale di comunicazione per valorizzare la carne prodotta in Italia che oggi deve fare i conti con l’anonimato e la difficoltà enorme per i consumatori di riconoscerla facilmente, per poter iniziare un percorso di recupero di quel 42% di quote di mercato disponibili, oggi rappresentate dalla carne estera.
Il Marchio “Consorzio Sigillo Italiano” diventerà la Melinda della zootecnia? Se nessuno si metterà di traverso – conclude Fabiano Barbisan – ci arriveremo presto.

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