Coldiretti protesta a Parma: «Sulla carne sintetica l’Europa deve garantire la trasparenza»

Gli agricoltori di Coldiretti sono scesi in piazza a Parma sede dell'Efsa, per chiedere regole più stringenti sulle autorizzazioni dei cibi di laboratorio

Parma
In un incontro con i rappresentanti dell'Efsa il presidente nazionale di Coldiretti Prandini e il segretario generale Gesmundo hanno chiesto che le autorizzazioni cibi da laboratorio si basino su studi clinici e preclinici rigorosi

Ventimila agricoltori di Coldiretti in piazza a Parma per una manifestazione che non è stata solo una protesta, ma una vera e propria chiamata alle armi a difesa del modello agroalimentare italiano. Il corteo, guidato dal presidente nazionale dell’organizzazione agricola, Ettore Prandini, e dal segretario generale, Vincenzo Gesmundo, ha raggiunto la sede dell'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, per chiedere regole più stringenti sui cibi di laboratorio e maggiore trasparenza nelle valutazioni scientifiche.

A fianco degli agricoltori, numerosi rappresentanti di associazioni di categoria come Codacons, Adusbef e Federbio, oltre a sindaci e amministratori locali, oltre 1000 comuni rappresentati con molti gonfaloni provenienti da tutto il Paese, tra cui il comune di Pollica, comunità emblematica della Dieta Mediterranea patrimonio Unesco, presente con il sindaco Stefano Pisani. Anche due importanti organizzazioni agricole europee hanno manifestato il proprio sostegno con Juan Luis Delgado, vicepresidente della spagnola Asaja, e Patrick Benezit, presidente della francese Fnb.

A rafforzare il messaggio della manifestazione, la campagna digitale #facciamoluce, che punta a sensibilizzare i consumatori sui possibili rischi dei cibi sintetici e promuovere la consapevolezza alimentare.

Necessari studi clinici e preclinici per autorizzare i cibi di laboratorio

Al centro della protesta di Coldiretti il tema delle autorizzazioni dell'Ue ai cibi sintetici: L'organizzazione agricola chiede a Efsa che prima di autorizzare i cibi derivati da colture cellulari e fermentazione di precisione, debbano essere condotti studi clinici e preclinici rigorosi.

«Abbiamo avuto un confronto aperto e costruttivo con i vertici dell'Efsa. Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’Efsa – ha sottolineato Prandini – anche ad accogliere con favore la conferma che le richieste di autorizzazione presentate prima del 1° febbraio 2025 saranno valutate secondo i più alti standard scientifici, utilizzando criteri aggiornati contenuti nelle ultime linee guida. Questo rappresenta una garanzia fondamentale per assicurare che ogni nuovo alimento venga sottoposto agli stessi rigorosi parametri di sicurezza, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda».

«La nostra iniziativa fin dal primo momento aveva l'obiettivo di rafforzare la ricerca medica e il ruolo di Efsa – ha ribadito Gesmundo  –. Ora continueremo il nostro impegno a Bruxelles per ulteriori potenziamenti delle regole e della trasparenza sui cibi fatti in laboratorio e sui prodotti ultraformulati».

L'Europa e la sicurezza alimentare: «I cittadini non sono cavie»

Gli agricoltori, arrivati da tutta Italia, hanno sventolato le bandiere gialle di Coldiretti accanto a quelle blu dell'Unione Europea, segno di un attaccamento al progetto comunitario, ma con una richiesta di cambiamento. «Non siamo contro la scienza, né vogliamo frenare il progresso – ha precisato Prandini – ma la salute dei cittadini e la tutela del nostro modello agroalimentare devono rimanere le priorità assolute».

Tanti  gli slogan esposti dai manifestanti: "Cibo dalle campagne, non dai laboratori", "I cittadini europei non sono cavie", "Più ricerca medica" e "L'Europa ci serve come il pane" e la protesta si è trasformata in un'ampia riflessione sul futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura europea.

"L'Europa è la nostra casa, ma vogliamo un'Europa migliore, più equa, più forte, più generosa," si leggeva nei materiali distribuiti durante la manifestazione. La richiesta di Coldiretti non si limita ai cibi di laboratorio, ma tocca temi più ampi come la necessità di regole più stringenti sui cibi ultraformulati e la tutela dell'origine dei prodotti agroalimentari.

Efsa rassicura: «Valutazioni scientifiche rigorose e trasparenti»

L'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, attraverso Alberto Spagnolli, senior policy coordinator, ha voluto rispondere alle preoccupazioni sollevate da Coldiretti che incontrato Bernhard Url, il direttore dell'Efsa. «Abbiamo avuto una discussione costruttiva che ha contribuito a chiarire le preoccupazioni e le istanze sollevate da Coldiretti  – ha dichiarato Spagnolli –. L'obiettivo di Efsa è garantire la sicurezza dei consumatori attraverso le valutazioni più rigorose».

Efsa ha assicurato che anche le richieste di autorizzazione presentate prima del 1° febbraio 2025 saranno sottoposte agli standard scientifici più elevati. I nostri panel di esperti analizzeranno ogni singolo prodotto notificato, includendo test pre-clinici e clinici quando necessario  –  ha ribadito Spagnolli  –. Tutto questo avviene in maniera pienamente trasparente, con dati e studi accessibili al pubblico».

La manifestazione davanti alla sede dell'Efsa

Il presidio davanti alla sede dell'Efsa è stato uno dei momenti più intensi della giornata. Gli agricoltori hanno portato simbolicamente prodotti tipici delle loro terre, a dimostrazione della ricchezza e della qualità del cibo naturale. "Non accettiamo che le nostre tradizioni vengano minacciate da prodotti artificiali senza un'adeguata valutazione scientifica," ha detto un allevatore proveniente dall'Emilia-Romagna.

Necessaria un’etichetta chiara sull’origine dei cibi sintetici

La protesta ha ottenuto un importante risultato: oltre all'impegno dell'Efsa per massima trasparenza e rigore nelle valutazioni, Coldiretti ha annunciato che continuerà a monitorare il processo regolatorio a Bruxelles, chiedendo anche che venga introdotta un’etichettatura chiara per distinguere i cibi naturali da quelli di laboratorio. «I cittadini devono sapere – ha aggiunto Prandini – cosa portano in tavola. Non possiamo permettere che la carne coltivata venga venduta senza una chiara indicazione della sua origine».

Un'Europa più forte e coraggiosa

«L'Europa è la nostra casa, ma vogliamo un'Europa migliore, più equa, più forte, più generosa» si legge nei materiali distribuiti durante la manifestazione. La richiesta di Coldiretti non si limita ai cibi di laboratorio, ma tocca temi più ampi come la necessità di regole più stringenti sui cibi ultraformulati e la tutela dell'origine dei prodotti agroalimentari. «Per questo chiediamo più controlli alle frontiere e reciprocità negli accordi internazionali – ha spiegato Gesmundo –. Non è accettabile che i prodotti importati non rispettino gli stessi standard di sicurezza e qualità richiesti ai nostri agricoltori»

La battaglia continua, dunque, e si sposta ora nelle sedi istituzionali europee, dove Coldiretti porterà avanti il proprio impegno per garantire un'agricoltura sostenibile, sicura e rispettosa della salute pubblica.

Coldiretti protesta a Parma: «Sulla carne sintetica l’Europa deve garantire la trasparenza» - Ultima modifica: 2025-03-19T18:36:28+01:00 da Francesca Baccino

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