Non solo negli Usa ma anche in Europa si spaccia il falso per autentico. È successo all’edizione 2026 di Sial a Parigi, una delle più importanti manifestazioni fieristiche al mondo dedicate al food & beverage: l’attività di vigilanza del Consorzio del Parmigiano Reggiano ha riscontrato situazioni non conformi a proposito di due formaggi e altri quattro prodotti con ingredienti che evocano la Dop.
L’ente consortile ha fatto intervenire come da regolamento Ue sulle Ig le autorità francesi competenti (la Direction Départementale de la Protection des Populations de la Seine-Saint-Denis) per due formaggi che utilizzavano nomi evocativi e per sei prodotti trasformati che indicavano come ingrediente “Parmesan” di cui quattro in modo illecito e due da verificare.
«Il tempestivo intervento delle autorità francesi conferma l’efficacia del sistema UE a tutela delle Dop, che oggi obbliga gli Stati membri a una vigilanza diretta sulle denominazioni d’origine», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio.
«È un livello di protezione purtroppo ancora lontano in molte aree extra-Uem dove le contraffazioni continuano - ha aggiunto - a danneggiare le nostre esportazioni e a ingannare i consumatori. Tuttavia, questo ennesimo caso di violazione all’interno dell’Unione dimostra che serve un ulteriore salto di qualità: abbiamo bisogno di regole comuni per tutti gli enti fieristici europei affinché garantiscano eventi realmente “fake free”, evitando ai consorzi e ai tribunali di dover intervenire a posteriori con costi inutili e gravosi».
Per dare un'idea di quanto valga il cosiddetto italian sounding nel caso del Parmigino Reggiano o dei falsi spacciati per la Dop il Consorzio stima che il giro d’affari del falso Parmigiano Reggiano fuori dall’Unione europea sia di oltre 2 miliardi di euro, circa 200mila tonnellate di prodotto, ossia quasi tre volte il volume del Parmigiano Reggiano esportato.
Due falsi Parmigiano Reggiano e quattro prodotti senza la Dop come ingrediente
Nello specifico il Consorzio ha segnalato: un formaggio non conforme prodotto in Usa chiamato «Shredded Parmesan cheese», un formaggio ucraino recante la denominazione evocativa «Parmental cheese».
Per quanto riguarda il Parmigiano Reggiano presente come ingrediente è stato individuato un sugo con la denominazione «Creamy Basil with Parmesan Cheese» che non conteneva Parmigiano Reggiano, una salsa al formaggio, prodotta in Egitto, recante la denominazione «Ranch Parmesan – Sauce», non contenente la Dop.
In vetrina al Sial anche altri prodotti recanti rispettivamente le denominazioni «Buffalo Garlic Parmesan Sauce» e «Truffle Parmesan Sauce», non contenenti Parmigiano Reggiano, un prodotto da cucina denominato «Préparation culinaire à base de Sel Parmesan Basilic» e una crema denominata «Crème de Courgette Parmesan & Basilic».
Rimossi dalle autorità francesi i sei prodotti irregolari
L’autorità francese, con la quale il Consorzio ha collaborato anche nelle scorse edizioni della fiera, ha agito tempestivamente rimuovendo i sei prodotti non conformi dall’esposizione al pubblico, mentre ha accertato che gli ultimi due utilizzavano effettivamente Parmigiano Reggiano.
Sentenza presso la Corte di Giustizia Ue
Non è la prima volta che, nel corso della fiera, il Consorzio individua casi di illecito, in particolare di usi di nomi evocativi della Dop vietati all’interno dell’Unione Europea: grazie alla sentenza ottenuta dalla Commissione e dal Consorzio nel febbraio 2008 presso la Corte di Giustizia Ue, è stato infatti sancito che il termine “Parmesan” non è generico ma dev’essere considerato un’evocazione della denominazione “Parmigiano Reggiano” e non può essere utilizzato per formaggi non conformi al disciplinare della Dop.
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