Bruxelles ha sospeso l'import dal Brasile, ora Aop Italia Zootecnica vuole fare lo stesso per l'Argentina. Entrambi i Paesi dell'America Latina sono compresi nel blocco dell'accordo Mercosur e Ue hanno stipulato.
Aop ha quindi chiesto, oggi, 1 ottobre 2026, al ministro della Salute Orazio Schillaci e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida l’attivazione urgente di una procedura per la sospensione cautelativa delle importazioni di carne bovina dall’Argentina.
Lo ha reso noto la stessa associazione spiegando come l'iniziativa sia successiva alla recente decisione dell’Unione europea di bloccare le importazioni di carne bovina e di altri prodotti di origine animale provenienti dal Brasile. La motivazione «l’insufficienza delle garanzie offerte sull’utilizzo degli antimicrobici negli allevamenti».
Standard sanitari e controlli devono essere gli stessi nei mercati extra-Ue
Secondo Aop Italia Zootecnica si tratta di «una questione di coerenza nell’applicazione degli standard sanitari e dei controlli alle produzioni provenienti dai Paesi terzi. Non possiamo accettare - ha detto Alessandro De Rocco, presidente di Aop Italia Zootecnicache - che ai nostri allevatori vengano imposte regole rigidissime, controlli continui, costi sempre più elevati e standard sanitari tra i più severi al mondo, mentre contemporaneamente il mercato europeo continua ad aprirsi a produzioni provenienti da Paesi sui quali emergono dubbi rilevanti in materia di tracciabilità e utilizzo degli antimicrobici».
I dubbi sollevati sull’Argentina
A sostegno della propria richiesta, l’associazione ha citato uno studio scientifico pubblicato nel settembre 2026, che avrebbe rilevato la presenza di monensin, un antibiotico appartenente alla classe dei polieteri ionofori, nel terreno di tutti i 27 gli allevamenti intensivo all'aperto argentini analizzati con livelli particolarmente elevati. La stessa Aop segnala inoltre anomalie documentali che, secondo quanto riportato nella lettera, interesserebbero oltre il 40% degli allevamenti esaminati.
Si tratta, sottolinea l’associazione, di elementi che non costituiscono una prova diretta della presenza della sostanza nella carne esportata verso l’Unione europea, ma che a suo giudizio sollevano interrogativi sull’affidabilità dei sistemi di controllo e certificazione.
Per AOP Italia Zootecnica la questione non riguarda quindi soltanto la concorrenza sul mercato, ma anche le garanzie sanitarie offerte ai consumatori e la credibilità complessiva del sistema europeo di sicurezza alimentare.
La richiesta alla Commissione europea
L’associazione chiede al Governo italiano di attivarsi presso la Commissione europea per avviare una verifica straordinaria sul sistema di produzione e certificazione della carne bovina argentina e per rendere disponibili i dati relativi ai controlli effettuati sulle importazioni.
Tra le richieste figura inoltre l’applicazione del principio di precauzione fino alla piena dimostrazione della conformità agli standard dell’Unione europea, insieme alla garanzia di una maggiore reciprocità sanitaria e produttiva tra le produzioni europee e quelle provenienti dai Paesi terzi.
«Non è comprensibile che l’Europa invochi il principio di precauzione nei confronti del Brasile e non applichi la stessa attenzione all’Argentina. La sicurezza alimentare non può avere due pesi e due misure», sostiene De Rocco. Secondo AOP, ai consumatori europei devono essere assicurate garanzie equivalenti a quelle richieste agli allevatori dell’Unione.
La richiesta si inserisce così nel più ampio confronto sul rapporto tra gli standard imposti alla zootecnia europea e le condizioni produttive delle carni importate dai Paesi terzi. Per l’associazione, la tutela della salute dei consumatori e la salvaguardia della competitività della zootecnia italiana devono procedere insieme, attraverso regole e controlli ritenuti coerenti lungo tutta la filiera.









