Prezzo del latte, accordo per sei mesi e prezzo in crescita fino ai 50 centesimi al litro

Sqnba
Previsto anche un meccanismo di equa correlazione del prezzo dedicato al Grana Padano

Raggiunto un accordo sul prezzo del latte alla stalla per il secondo semestre 2026 al tavolo convocato la sera del 24 giugno 2026 al ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Prevista una progressione del listino della materia prima nel Nord-Italia: per i mesi di luglio e agosto sarà pagata 48 centesimi al litro (un centesimo in più rispetto al trimestre aprile–giugno 2026, vedi qui) . A settembre e ottobre il valore salirà a 49 centesimi, per arrivare a 50 centesimi nei mesi di novembre e dicembre. La quotazione media semestrale del latte alal stalla ammonta, pertanto, a 49 centesimi al litro.

Questi prezzi saranno riconosciuti ai produttori che rispetteranno i quantitativi prodotti nel 2025 anno record per i volumi del settore. L'eventuale produzione eccedente rispetto a tale soglia sarà invece oggetto di trattativa diretta tra il singolo produttore e l'industria acquirente, configurandosi come contrattazione privata al di fuori dei parametri stabiliti dall'accordo.

Un ulteriore elemento è la trasparenza sui controlli da parte di enti terzi: si interverrà sull'analisi del dato produttivo 2026 rispetto al 2025 evitando qualsiasi forma distorsiva di mercato che deve fotografare esattamente le quantità prodotte.

L'intesa introduce, inoltre, un meccanismo di equa correlazione specifico per il Grana Padano, che verrà applicato a fine anno e che punta a rafforzare il legame tra andamento del mercato e remunerazione della materia prima.

I prezzi del latte da inizio d’anno

In base al precedente tavolo latte convocato al ministero il prezzo del latte alla stalla riconosciuto agli allevatori era stato di 47 centesimi al litro per il trimestre aprile-giugno 2026. Il precedente gentleman agreement stipulato nel dicembre 2025 aveva fissato un prezzo della materia prima di 0,54 centesimi a litro a gennaio 2026, sceso poi 0,53 a febbraio 2026 e 0,52 a marzo 2026.

La durata semestrale offre certezze alla filiera

Ad annunciare l'esito positivo del confronto è stato il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha sottolineato come l'intesa sia stata possibile grazie al lavoro di mediazione svolto dal dicastero e al senso di responsabilità dimostrato dalle organizzazioni rappresentative della filiera. Il Masaf ha, evidenziato come il nuovo prezzo sia in rialzo rispetto al trimestre precedente e come la validità semestrale possa offrire a produttori e trasformatori un orizzonte temporale più ampio per programmare le proprie scelte economiche. Secondo il Ministero, la combinazione tra durata semestrale dell'accordo e miglioramento delle condizioni economiche dovrebbe pertanto contribuire a garantire maggiori certezze a una filiera chiamata a confrontarsi con dinamiche produttive particolarmente complesse.

Messo un argine alle speculazioni

Positiva la valutazione espressa da Coldiretti al termine del tavolo ministeriale al quale ha partecipato il presidente Ettore Prandini. L'organizzazione agricola considera l'intesa un passaggio importante per assicurare una fase di stabilità agli allevamenti italiani in un momento caratterizzato da continui incrementi delle produzioni lattifere a livello europeo.

In particolare, Coldiretti evidenzia come l'accordo definisca il prezzo base per il latte del Nord Italia attraverso sistemi differenziati e introduca il nuovo meccanismo di equa correlazione legato al Grana Padano. «Ci siamo impegnati – ha concluso Coldiretti – per garantire stabilità agli allevatori per i prossimi 6 mesi, e contrastare le speculazioni sul prezzo del latte mettendo garanzie e paletti».

Equilibrio per il mercato e capacità di programmazione

Anche Cia-Agricoltori Italiani ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto:  l'accordo semestrale sul prezzo del latte alla stalla offre maggiori certezze agli allevatori in una fase che richiede equilibrio e capacità di programmazione. «L'intesa che abbiamo raggiunto – ha sottolineato il presidente nazionale, Cristiano Fini – dà prospettiva alle stalle, ma manterremo alta la guardia. Il prezzo pieno al 100% è vincolato ai volumi del 2025: l’eccedenza sarà demandata alla trattativa privata con l'industria, un fronte delicato per la tenuta contrattuale dei produttori. Importante la trasparenza sui controlli terzi per i dati 2026, ma l'obiettivo resta la difesa strutturale del reddito agricolo. Dunque, in un periodo di ulteriori criticità per il comparto, continuiamo a garantire collaborazione lungo tutta la filiera».

Anche Confagricoltura accoglie positivamente l’intesa sul prezzo del latte, ma, come ha fatto notare Alberto Statti, componente di Giunta di Confagricoltura intervenuto al tavolo latte «l’intesa non è una soluzione definitiva ai problemi del settore, ma è un passo avanti importante perché cerca di dare stabilità al comparto in un momento di forte fluttuazione del mercato europeo e mondiale. L'export sta trainando bene il settore, ma i costi di produzione stanno superando i 50 centesimi, raggiungendo anche i 55 centesimi in alcune aree, creando forte preoccupazione tra gli operatori».

Necessario un programma europeo per la riduzione volontaria della produzione

Per il presidente della Copagri, Tommaso Battista restituisce un po’ di ossigeno agli allevamenti italiani, da tempo stretti nella morsa tra i costi di produzione in aumento e il calo dei prezzi dovuto agli eccessi produttivi del Nord Europa, anche se non risolve le forti criticità che continuano a pesare sulla filiera”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista a margine della riunione al Masaf del Tavolo latte, durante la quale le parti hanno identificato un percorso condiviso per il resto del 2026.

Battista ha sottolineato tuttavia come il prezzo concordato «rischi di non essere sufficiente a contenere i forti aumenti che gravano sui produttori. Per questo, come già fatto in occasione delle precedenti riunioni, torniamo a ribadire l’importanza di strutturare il confronto sul piano nazionale e continuare a lavorare sul versante comunitario, dove non è più rinviabile l’avvio di un serio ragionamento sull’attivazione di un programma europeo per la riduzione volontaria della produzione, come previsto nel Piano straordinario Ue per la crisi del settore lattiero-caseario europeo, elaborato dal Masaf e presentato a gennaio 2026 al Consiglio Agrifish».

La sfida si sposterà ora sul monitoraggio dei volumi produttivi e sull'applicazione delle regole concordate con l'obiettivo di evitare squilibri di mercato e mantenere sostenibile la remunerazione del latte alla stalla.

Prezzo del latte, accordo per sei mesi e prezzo in crescita fino ai 50 centesimi al litro - Ultima modifica: 2026-06-25T12:46:18+02:00 da Francesca Baccino

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