Assemblea Assolatte: Italia seconda potenza mondiale dell’export caseario nel 2025

L’export di formaggi italiani è arrivato a 6,7 miliardi (+4,6%) e posizionandosi dietro agli Usa ha superato in valore la Nuova Zelanda

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Con un fatturato di 28,5 miliardi il settore lattiero caseario nazionale rappresenta l’11% dell’export e l’11% del giro d'affari alla produzione dell’intera industria alimentare italiana

Le tensioni geopolitiche internazionali e gli effetti dei dazi statunitensi non fermano il settore lattiero-caseario italiano che continua a dimostrare una straordinaria capacità di crescita sui mercati mondiali. Il 2025 si è chiuso con un nuovo record per l'export di formaggi Made in Italy, che ha raggiunto i 6,7 miliardi di euro, in aumento del 4,6% rispetto all'anno precedente. Una dinamica positiva che non si è arrestata nemmeno nei primi mesi del 2026. Tra gennaio e marzo, infatti, le esportazioni hanno registrato un ulteriore incremento del 3,8%.

Sono i dati presentati oggi, 18 giugno, a Milano nel corso dell'assemblea di Assolatte, l'associazione italiana delle industrie lattiero-casearie, dal suo presidente, Paolo Zanetti, alla presenza del ministro all’Agricoltura, sovranità Alimentare e foreste Francesco Lollobrigida e del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.

Gli altri mercati compensano la frenata degli Stati Uniti

A pesare sull'andamento delle vendite estere è stato il rallentamento del mercato Usa. Le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno infatti subito una contrazione dell'11,4%. Il calo è stato però ampiamente compensato dalla crescita registrata in numerosi altri mercati strategici.

In Germania le esportazioni sono aumentate del 7,8%, in Spagna del 5,2%, nel Regno Unito del 4,5% e in Francia del 3,3%. Particolarmente brillanti anche le performance nei mercati extraeuropei, con il Canada che ha segnato un incremento del 22,2% e il Giappone del 13,6%.

Le spedizioni all'estero di formaggi italiani superano in valore la Nuova Zelanda

La crescita delle esportazioni ha consentito all'Italia di raggiungere un traguardo storico. Con 2,01 miliardi di euro di esportazioni verso i Paesi extra-Ue, il nostro Paese ha infatti superato la Nuova Zelanda, diventando il secondo esportatore mondiale di prodotti lattiero-caseari per valore, alle spalle soltanto degli Stati Uniti.

Il mercato europeo continua comunque a rappresentare il principale sbocco commerciale per le produzioni nazionali. Oltre 4 miliardi di euro del fatturato estero del settore vengono infatti realizzati all'interno dell'Unione europea, che assorbe più di 479 mila tonnellate di formaggi italiani.

Numeri che contribuiscono a portare il valore complessivo del comparto a 28,5 miliardi di euro. Un peso economico rilevante che vale l'11% dell'export dell'intera industria alimentare italiana, l'11% del fatturato alla produzione del settore alimentare e il 9% dell'occupazione, con oltre 43 mila addetti.

Cresce il latte italiano trasformato e diminuisce quello importato

L'industria lattiero-casearia ha aumentato gli acquisti di latte italiano. Nel corso del 2025 sono state trasformate complessivamente 13,5 milioni di tonnellate di latte vaccino, con una crescita del 2,1% rispetto all'anno precedente.

A rafforzarsi è soprattutto il ruolo della materia prima nazionale. La quota di latte estero impiegata dall'industria, già scesa al 6% del totale alla fine del 2025 grazie a una riduzione del 7% delle importazioni, ha registrato un'ulteriore flessione del 22,5% nel primo trimestre del 2026.

La maggiore disponibilità di latte ha consentito alle imprese di aumentare quasi tutte le principali produzioni. In particolare il latte alimentare è cresciuto dell'1,7%, i prodotti fermentati del 4,8%, il burro del 6,8%, le creme del 5% e i formaggi vaccini dello 0,5%.

Rapporto Strategico 2026 "Il sistema lattiero-caseario italiano - Valore sostenibile per il Paese"

Nel 2025 la filiera italiana del latte  ha raggiunto un fatturato complessivo di 31,9 miliardi di euro, di cui 28,5 miliardi generati dall'industria: lo riporta il Rapporto Strategico 2026 "Il sistema lattiero-caseario italiano - Valore sostenibile per il Paese", realizzato da Teha Group in collaborazione con Assolatte e presentato nel corso dell'Assemblea annuale dell'Associazione a Milano.

Il settore genera inoltre 6,4 miliardi di valore aggiunto, attiva investimenti per 1,2 miliardi e realizza esportazioni per 6,7 miliardi. Nell'ultimo decennio il comparto ha registrato una crescita media della proiezione internazionale del 12% all'anno, quasi il doppio rispetto alla media agroalimentare.

Accanto ai risultati economici, il rapporto evidenzia una trasformazione strutturale guidata dagli investimenti e dalla sostenibilità: il 100% delle imprese coinvolte nella survey condotta da Teha ha gia' avviato almeno un percorso Esg e circa otto aziende su 10 considerano oggi la sostenibilità un driver strategico e di mercato.

Lollobrigida: «Un modello virtuoso che il mondo ci invidia»

«Il settore lattiero-caseario - ha detto il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervendo all'assemblea di Assolatte - è un modello virtuoso che ci viene invidiato dal mondo e che rappresenta appieno il Made in Italy. Il Made in Italy significa qualcosa di più del semplice "fatto in Italia": significa bello, buono, di qualità e, fortunatamente, richiesto dai consumatori. I dati dimostrano come, anche in una fase complessa come quella che stiamo vivendo, il nostro prodotto lattiero-caseario riesca ad affermarsi e a crescere sia nei mercati consolidati sia nei mercati in espansione, i cosiddetti nuovi mercati del mondo».

Il ministro ha poi evidenziato il sostegno fornito alle imprese impegnate nei processi di internazionalizzazione: «Stiamo accompagnando le nostre aziende, permettendo ai nostri imprenditori di avere le spalle coperte quando decidono di investire in nuove esperienze di mercato, riuscendo a contaminare in senso positivo il resto del pianeta con ciò che sappiamo fare e con quanto abbiamo garantito in termini di benessere. Questo, ovviamente, produce benessere anche per la nostra comunità nazionale, offrendo crescita della ricchezza e del lavoro. Questi erano gli obiettivi che ci eravamo posti e sono gli obiettivi che stiamo raggiungendo insieme al mondo della produzione lattiero-casearia».

Lombardia regione leader del latte italiano

«La Lombardia continua a essere il cuore della produzione lattiero-casearia nazionale - ha ricordato l'assessore all'Agricoltura, sovranità alimentare e foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi -; realizza il 46,5% del latte italiano e genera un valore superiore ai 2 miliardi di euro. Ma il dato economico, da solo, non basta a spiegare il successo di questa filiera. Il vero punto di forza è il modello lombardo, costruito negli anni grazie a un'alleanza solida tra agricoltori, allevatori, cooperazione e industria di trasformazione, capace di condividere una visione strategica comune».

«Una scelta vincente è stata quella di puntare con decisione sulla trasformazione di oltre la metà del latte lombardo in prodotti Dop - ha aggiunto l'assessore lombardo -. Abbiamo superato una logica che considerava il latte una semplice commodity, creando invece valore aggiunto lungo tutta la filiera, rafforzando la competitività delle imprese e garantendo una maggiore stabilità anche nei momenti di tensione sui mercati. Le recenti difficoltà legate alla remunerazione del latte hanno inciso meno in Lombardia proprio grazie a questa impostazione, che considero non solo economicamente efficace, ma anche eticamente corretta».

Da sinistra Alessandro Beduschi e Paolo Zanetti
Assemblea Assolatte: Italia seconda potenza mondiale dell’export caseario nel 2025 - Ultima modifica: 2026-06-18T13:25:46+02:00 da Francesca Baccino

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