La crescita delle produzioni, il consolidamento del Piemonte come area trainante e la capacità di aprire nuovi mercati nonostante le turbolenze dello scenario internazionale. Nel 2025 il Gorgonzola ha chiuso un bilancio positivo: i dati diffusi da Antonio Auricchio, presidente del Consorzio del Gorgonzola, durante l’assemblea annuale dei soci, che si è svolta a Milano lo scorso 7 maggio, indicano che la produzione complessiva ha raggiunto 5.414.026 forme, con un incremento del 2,58% rispetto al 2024 (pari a 136.305 forme in più). Il confronto con il 2023 evidenzia una crescita ancora più marcata: +4,34%, equivalente a 235.051 forme aggiuntive.
Il dato conferma la solidità strutturale di uno dei principali formaggi Dop italiani, capace di mantenere un trend espansivo nonostante l’aumento dei costi energetici e delle materie prime registrato soprattutto nella seconda metà del 2025.
I picchi produttivi più rilevanti sono stati rilevati a giugno (+9,1% rispetto allo stesso mese del 2024), settembre (+8%) e dicembre (+9,9%). Segnali che indicano una domanda ancora sostenuta sia sul mercato interno sia su quello internazionale, pur in un contesto economico meno favorevole rispetto agli anni precedenti.

Da 30 anni il Gorgonzola è Dop
L'assemblea annuale di quest'anno ha assunto un valore simbolico: ricorre, infatti, il 30° anniversario dell’inserimento del Gorgonzola tra i prodotti Dop (giugno 1996).
L’evento, moderato da Francesca Romana Barberini, ha visto dialogare il presidente del Consorzio Auricchio con esperti come Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita e Origin Italia, nonché autore de "La filosofia della DOP Economy", assieme al divulgatore Federico Quaranta, all’antropologa del cibo Ilaria Vitali e al food-creator Federico Fusca.
Per l’evento il Consorzio ha scelto l’esaustivo titolo “Un gusto unico da più di mille anni” mettendo in evidenza il viaggio che il Gorgonzola ha compiuto dalla sua nascita, che si fa risalire all’anno 1007 tra Piemonte e Lombardia, fino a diventare un prodotto senza eguali nel mondo capace di intercettare con successo anche i nuovi codici comunicativi e diventare il quinto prodotto certificato per importanza nell'agroalimentare italiano (Rapporto Ismea-Qualivita).
In Piemonte l’offerta accelera con un aumento del 3,66%
La crescita della Dop nel 2025 è stata trainata soprattutto dal Piemonte, che consolida ulteriormente il proprio ruolo centrale all’interno dell’area produttiva del Gorgonzola, distribuita in 15 province tra Piemonte e Lombardia.
Nel 2025 il Piemonte ha prodotto 3.962.282 forme, con un incremento del 3,66% rispetto al 2024. Più contenuta, invece, la crescita lombarda, che si ferma a +0,26%, per una produzione totale di 1.451.744 forme.
Il forte legame tra produzioni e territori
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha ribadito il sostegno del Governo alle filiere Dop e alla crescita dell’export intervenendo all’assemblea del Consorzio del Gorgonzola. «Abbiamo messo in campo una strategia per sostenere le produzioni, aiutare la protezione dei nostri prodotti di eccellenza e creare valore aggiunto attraverso la promozione».
Ampio spazio è stato dedicato al tema della crescita internazionale del comparto lattiero-caseario e agroalimentare italiano: «I numeri registrati dal Gorgonzola e da molti altri formaggi italiani - ha ha detto Lollobrigida - non li considero un punto d’arrivo, ma il punto di partenza per fare di più».
Il ministro ha poi insistito sul forte legame tra produzioni e territori, elemento che contribuisce sia alla crescita del valore dei prodotti sia all’attrattività turistica del Paese: «L’Italia è una piccola nazione dal punto di vista geografico, ma ricca di tanti prodotti e di tanti luoghi nei quali, con la maestria dei nostri imprenditori, vengono realizzate eccellenze che il mondo ci invidia»
In calo il Gorgonzola piccante che scende al 13% sul totale
Sul fronte delle tipologie produttive emerge invece una frenata del Gorgonzola Dop piccante. Nel 2025 la produzione si è attestata a 698.880 forme, in calo del 5,42% rispetto all’anno precedente. La quota sul totale resta comunque significativa, attorno al 13% della produzione complessiva.
Il segmento aveva segnato una crescita particolarmente sostenuta nel 2024. Si tratta quindi più di un assestamento che di un vero arretramento della domanda.
Rimane, invece, stabile la produzione di Gorgonzola biologico, che continua a rappresentare circa l’1% del totale annuo.
Export fondamentale anche se in lieve flessione
Nel 2025 le esportazioni hanno assorbito il 39,17% della produzione totale. Tuttavia, dopo quindici anni di crescita pressoché continua, il commercio estero mostra segnali di rallentamento a causa del clima di incertezza internazionale e gli aumenti della materia prima e dell’energia.
Le esportazioni hanno registrato, infatti, una flessione dell’1,9% rispetto al 2024, nonostante la produzione sia aumentata del 2,58%. In tonnellate il calo complessivo è stato del 2,1%.
A pesare sono stati soprattutto la contrazione dei consumi in diversi Paesi europei e l’incremento dei costi produttivi lungo tutta la filiera. In particolare, le esportazioni nell’Ue hanno subito una riduzione del 2,5%, mentre quelle extra-Ue sono rimaste sostanzialmente stabili.
Il quadro che emerge è quello di alcuni mercati storici che rallentano e nuovi sbocchi che invece accelerano. La Francia si conferma il principale mercato mondiale del Gorgonzola Dop. Nel 2025 ha importato 511.494 forme, con una crescita del 2,38% rispetto all’anno precedente. Da sola assorbe circa un quarto dell’intero export globale della Dop. Molto positivo anche il dato della Spagna, che sale a 175.580 forme importate (+3,17%).
Il dato più significativo riguarda, invece, la Germania, secondo mercato di riferimento, dove le esportazioni crollano del 6,9%, fermandosi a 432.793 forme. In forte difficoltà anche i Paesi Bassi, che scendono a 90.737 forme importate, con una contrazione del 16%.Segnali negativi arrivano anche dai principali mercati dell’Europa orientale. La Polonia registra un calo dell’1,9%, la Romania del 15,7% e l’Ungheria del 7,61%.
Accanto alle flessioni emergono però alcuni mercati in forte espansione. La Lettonia mette a segno un incremento record del 153%, mentre la Danimarca cresce del 25%. Nel Regno Unito, nonostante il consolidamento post-Brexit delle relazioni commerciali, il Gorgonzola arretra del 6,58%, con 38.314 forme esportate. Molto rilevante invece il risultato del Lussemburgo, che cresce dell’8,8% raggiungendo 113.952 forme importate e diventando il quarto mercato mondiale del Gorgonzola Dop per volumi.
Volano le esportazioni in Canada rimbalzo del 113%
Sul fronte extraeuropeo gli Stati Uniti, che nella seconda metà del 2025 hanno introdotto dazi sulle importazioni dei prodotti europei, riducono gli acquisti di Gorgonzola Dop del 2,62%, fermandosi a 31.440 forme. In netta controtendenza invece il Canada, che registra un incremento del 113%, confermandosi uno dei mercati nordamericani più dinamici per il comparto caseario italiano.
Positivo anche l’andamento del Giappone che ha acquistato 41.758 forme, in crescita del 2,5% sul 2024. Un risultato significativo considerando che il mercato nipponico presenta tradizionalmente consumi limitati di latticini.
Tra i Paesi con crescita a tre cifre figurano inoltre Perù, Kazakistan e Vietnam, mercati ancora marginali nei volumi, ma indicativi delle potenzialità di espansione internazionale della Dop.








