Floriano De Franceschi: innovazione, sfida accettata dagli allevatori veneti

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"Quanto è accaduto ai pastori sardi non ci ha lasciato indifferenti perché è capitato anche a noi". Dall'editoriale del presidente Arav Floriano De Franceschi (nella foto) pubblicato sul n. 7.2019 dell'Informatore Zootecnico

 

Allevatore per passione e per tradizione. Ripercorrendo la mia vita credo che potrei definire in questo modo il percorso che ho fatto e che sto portando avanti, in perfetta simbiosi con la mia famiglia.
Senza la passione nessun lavoro ha un senso. E per chi fa l’allevatore questo è senza dubbio vero, in quanto si tratta di un’attività che costa molta fatica e non lascia tempo libero.
Sono anche un allevatore per tradizione, però, poiché eredito da mio padre l’amore per gli animali e l’allevamento, sebbene stravolto dal punto di vista dell’innovazione tecnologica.
Non c’era dialogo sull’argomento. Lui era fermamente convinto che l’allevamento dovesse essere quello tradizionalmente inteso. Io già parecchi anni fa pensavo che si potesse guardare al futuro sfruttando l’informatica e la semplificazione dei processi, nonché la domotica. È stata una sfida, ma il tempo mi ha dato ragione.
Oggi ne parliamo quotidianamente e la sfida con l’innovazione non viene messa in dubbio praticamente da nessuno. Si può discutere del rapporto costi/benefici, ma non certo della sua utilità.

Smantellando le fake news

L’attività agricola e allevatoriale è da qualche anno sotto i riflettori, per questo, sempre in un’ottica di innovazione, abbiamo modificato il nostro modo di porci rispetto al cittadino consumatore. Abbiamo stravolto la filiera, cercando di azzerare il gap produttore/consumatore. Ci siamo messi in diretto dialogo con il cittadino, cercando di fare informazione, soprattutto chiarezza, su molte dicerie.
Il burro fa ingrassare, i formaggi aumentano il rischio cardiovascolare, il latte provoca innumerevoli malattie. Tutte fake news che, una ad una, attraverso convegni con qualificati relatori, abbiamo smantellato.
Iniziative alle quali hanno preso parte anche molti cittadini, come avvenuto in occasione di Passione Veneta, l’evento organizzato ai primi di marzo a Vicenza per celebrare i formaggi e le tipicità della nostra terra.

Il prezzo del latte

Occorre stringere i denti. Quanto è accaduto ai pastori sardi qualche mese fa non ci ha lasciato indifferenti, perché è capitato anche a noi. Sappiamo cosa significa portare avanti battaglie per scontare qualche centesimo in più e riuscire ad aumentare i margini per andare avanti.
Anche noi abbiamo combattuto e siamo riusciti ad ottenere qualche centesimo in più sul latte alla stalla, ma non siamo ancora arrivati ad un prezzo del latte capace di garantire adeguati margini di redditività per gli allevamenti veneti.

I cittadini, la gdo

Dalla nostra parte ci sono sempre stati i cittadini, che hanno compreso il nostro impegno sul versante del benessere animale e della qualità, così come della sostenibilità delle stalle.
Con la Gdo non è facile dialogare, se non in casi circoscritti, in quanto per i colossi industriali la priorità è il prezzo. Per i cittadini, invece, non è così. Per loro, infatti, è prioritario mangiare bene, per vivere in salute.
Sembra facile, ma ci dobbiamo quotidianamente scontrare con campagne marketing molto spinte, che hanno la capacità di orientare i consumi e, il più delle volte, non proprio nell’interesse di chi acquista. A testimonianza di ciò il fatto che le etichette, pur essendo “parlanti”, non sono così immediate nella lettura. E, purtroppo, anche il consumatore ha una parte di colpa: ci mettiamo ore a scegliere un paio di scarpe, ma quando dobbiamo fare la spesa dedichiamo soltanto pochi minuti.
La scarsa trasparenza è sempre un rischio. Anche la Gdo che riconosce il valore della qualità, infatti, il più delle volte si trincera dietro a prodotti a proprio marchio, di cui non si conosce la vera origine: non c’è nessun produttore che ci mette la faccia.
Per tutte queste ragioni l’Associazione regionale allevatori del Veneto, con Aia (l’Associazione italiana allevatori), le principali latterie cooperative del territorio, i Consorzi di tutela dei formaggi Dop ed altri partner strategici, da tempo promuove iniziative di informazione trasparente e chiara.
Il mondo della ricerca Universitaria riveste un ruolo fondamentale in questo processo di comunicazione di alto livello. Disporre di dati precisi su cui ragionare, infatti, è un punto di partenza imprescindibile per fare un lavoro serio e capace di portare dei risultati.

Il progetto Stalla 4.0

Tornando alla modernizzazione delle nostre stalle, non possiamo non far riferimento al progetto Stalla 4.0, che trova fondamento in due principi: il benessere animale e la buona gestione aziendale. Migliorare il benessere animale e la gestione aziendale significa, infatti, agire sul fronte dei costi di produzione del latte, sul suo contenuto etico e sulla mitigazione dell’impatto ambientale delle aziende che lo producono.
Temi sui quali non soltanto i cittadini consumatori, ma anche gli allevatori moderni sono sensibili.
Ogni attività è oggi possibile a partire dalla raccolta dati e dalla loro conseguente attenta lettura. Dati che potranno essere direttamente rilevati e disponibili in stalla, attraverso un gestionale accessibile da Pc, tablet e smartphone.
Viviamo in un mondo di numeri, ma non possiamo farcene beffa. Sono gli stessi numeri che ci permettono di vivere e di mandare avanti i nostri allevamenti, accantonando il più possibile l’improvvisazione e cercando di dare un fondamento scientifico ad ogni processo.
Immagino ed auspico un futuro degli allevamenti sempre più moderno e capace di cogliere, al contempo, le esigenze dei cittadini consumatori e dei mercati, in quanto dobbiamo guardare a bacini sempre più globali, ai quali potremo prospettarci soltanto se il mondo allevatoriale sarà compatto, un vero Sistema allevatori, come andiamo da tempo sostenendo. Non ci sono alternative a questo approccio se si vuole assicurare qualità e continuare ad operare nel rispetto del benessere animale e della sostenibilità ambientale.

Floriano De Franceschi: innovazione, sfida accettata dagli allevatori veneti - Ultima modifica: 2019-04-09T13:59:35+02:00 da Giorgio Setti

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