Accordo sul prezzo latte certezze per qualche mese

prezzo latte
Tre diverse quotazioni per ottobre, novembre e dicembre 2018, con 38,5 centesimi di euro al litro in dicembre. Poi da inizio 2019 si innescherà il noto meccanismo di indicizzazione. Dove il prezzo base sarà più elevato nei mesi caldi

La trattativa si è tenuta un po’ sottotraccia, ma alla fine ha partorito l’accordo sul prezzo del latte per il 2019. Stiamo parlando dell’intesa firmata nelle scorse settimane da Italatte da un lato e le organizzazioni professionali agricole dall’altro. Italatte è la principale azienda di trasformazione di latte crudo operante in Italia, appartiene alla multinazionale francese del lattiero-caseario Lactalis e ha in portafoglio i principali marchi italiani del settore, tra i quali spiccano Galbani, Vallelata, Invernizzi, Cademartori, Locatelli.
L’accordo firmato è ovviamente vincolante per i soli allevatori conferenti al gruppo Italatte, ma è prassi più che consolidata che proprio i contratti con questo gruppo abbiano anche valenza più generale, quale punto di rifermento di un mercato – quello del latte crudo alla stalla regolato dai contratti di conferimento con le tante aziende lattiero casearie, soprattutto nel Nord Italia – che rimane libero ma che, per orientarsi, guarda spesso a quanto accade in casa Italatte. Ecco perché i termini dell’accordo appena firmato sono molto rilevanti.
Vediamoli.

Dicembre 2018: 38,5 cent/litro

Vengono innanzitutto prefissati tre livelli di prezzo che rappresentano la remunerazione per il latte acquistato dagli allevatori per i mesi di ottobre (a 37,5 centesimi di euro al litro) novembre (a 38 centesimi di euro al litro) e dicembre (a 38,5 centesimi di euro al litro).
Come detto, si tratta di prezzi prefissati, cioè già determinati in partenza senza l’intervento di alcun meccanismo di indicizzazione, come invece è stato applicato da Italatte per il pagamento agli allevatori per il prodotto acquisito da gennaio 2017 a settembre 2018.
Ma l’indicizzazione ritornerà a inizio 2019, e con lo stesso meccanismo varato a fine 2016 (sempre attraverso un accordo tra le organizzazioni professionali agricole e Italatte) e applicato nel 2017 e nella prima parte del 2018, anche se con una novità di rilievo. Vediamo meglio la questione.

Poi l’indicizzazione

Il sistema di indicizzazione utilizzato sino a poche settimane fa prevede l’aggancio a due prezzi di riferimento, quello del mercato del latte europeo e quello del Grana Padano.
Il primo, che collega il latte crudo italiano al contesto continentale, parte da un valore base di 32 euro/100 litri, pesa nel paniere di indicizzazione per il 70%, viene rilevato come prezzo “Ue-28” e lo si trova come “Eu historical prices” (nella colonna weighted average, ritrovabile nel sito http://ec.europa.eu/agriculture/market-observatory/milk ). Un prezzo che IZ tiene periodicamente monitorato nella sezione della rivista denominata “Mercato, i trend”.
Il mercato del Grana Padano pesa nel paniere per il restante 30%, ne vengono calcolate le variazioni del prezzo medio mensile (media tra maggior e minore) del formaggio a stagionatura di nove mesi o oltre, quotato alla borsa merci della Camera di commercio di Milano, partendo da un valore base di 6,82 euro/Kg (con indice di conversione fissato a 13,5 litri di latte per 1 kg di formaggio).
Se i due prezzi base dei prodotti del paniere vengono confermati nel nuovo accordo di fine ottobre 2018, la novità riguarda il prezzo base del latte crudo; un dato importante perché influenza l’intero calcolo dell’indicizzazione.
L’intesa firmata nel dicembre 2016 ne stabiliva l’importo a 37 euro/100 litri, e con questo valore è stata calcolata l’indicizzazione da gennaio 2017 a febbraio 2018. Poi, ad aprile 2018 Italatte avvertiva per lettera i produttori conferenti di voler abbassare unilateralmente e retroattivamente (da marzo) il valore base da 37 a 35,5 euro/100 litri, suscitando le proteste delle organizzazioni agricole.

La novità del prezzo base

Con l’accordo firmato poche settimane fa se ne prevede un ritorno a valori un poco più alti. Valori che cambieranno – ecco la novità principale – nel corso dell’anno.
Viene infatti stabilito che il prezzo base di riferimento del latte alla stalla, nel corso del 2019, sarà pari a:
- 36,5 euro/100 litri per gennaio, febbraio, marzo e dicembre;
- 37,0 euro/100 litri per aprile, maggio, giugno e novembre;
- 37,5 euro/100 litri per luglio, agosto, settembre e ottobre.
Guardando a questa articolazione di valori, ciò che va sottolineato è che il prezzo base maggiore sarà applicato al periodo più caldo dell’anno. Il che sembra riconoscere al latte un valore (almeno di base) più elevato nel momento in cui questo prodotto accusa fisiologicamente un calo di offerta.

Le reazioni

Secondo Ettore Prandini, da poche settimane presidente di Coldiretti, questa intesa deve essere interpretata come un punto di partenza «per gettare le basi per la programmazione delle imprese agricole nei prossimi mesi. Il valore del latte in Lombardia è uno strategico punto di riferimento per le quotazioni a livello nazionale, considerato che nelle stalle lombarde si munge oltre il 40% di tutto il prodotto italiano».
«La situazione generale del mercato ha permesso di chiudere la difficile trattativa con Italatte – sottolinea Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia – con un prezzo che riteniamo in questa fase moderatamente soddisfacente. Inoltre questo accordo garantisce un orizzonte di certezza fondamentale per la programmazione delle imprese agricole. Ora auspichiamo che anche le altre industrie di trasformazione rivedano al rialzo la remunerazione riconosciuta ai produttori».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome