Grana Padano, un 2014 record: produzione +6%, export +4,5%

I dati usciti dall'assemblea del Consorzio di Tutela del formaggio dop, tenutasi il 24 aprile 2015. Brescia e Mantova insieme producono oltre il 50% delle forme di Grana Padano 2014

“Nel 2014 abbiamo dovuto mettere in campo tutte le nostre forze per resistere e fronteggiare la crisi internazionale. Anche se l'export ha fatto segnare una nuova e significativa crescita del 4,5%, abbiamo dovuto fare i conti con l’embargo russo. Ora però gli sforzi e le attenzioni di Grana Padano sono concentrati su Expo 2015, dove ci presentiamo come il più importante player italiano del settore lattiero caseario. Siamo certi che, anche grazie al nostro impegno, l'Italia farà bella figura. Metteremo in campo la dignità ed il coraggio di chi si presenta al mondo nella chiarezza e nella trasparenza. Esattamente il contrario della strategia di consumo dei similari che nascondono, finché potranno, le loro origini e il loro disinvolto percorso produttivo, cercando di assomigliarci e confondersi con noi”.

Con un invito ad un forte impegno per i prossimi mesi Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Tutela Grana Padano, ha chiuso l’Assemblea Generale a Desenzano del Garda, che ha approvato la relazione del consiglio d’amministrazione sull’attività del 2014 e il piano produttivo per il 2015, il primo dopo la fine del regime delle quote latte.

Il Consorzio Tutela Grana Padano più di dieci anni fa ottenne per primo dall’Unione Europea il via libera ad uno strumento che collegasse andamento delle produzioni ad interventi di promozione, aprendo una strada che solo due anni fa il Parlamento europeo ha inserito nelle normativa comunitaria. “I Piani sono necessari per far crescere la produzione in modo ordinato e secondo le esigenze del mercato – ha ribadito nella sua relazione il Direttore Generale Stefano Berni – Lo testimoniano le performance del Grana Padano, che, dal 1998 ad oggi, ha fatto registrare un incremento in quantità del 45,71% e dal 2003 ad oggi del 27,5%, accompagnati da una crescita esponenziale delle esportazioni, cresciute da 350.000 forme di 17 anni fa a 1.588.000 nel 2014”.

Con la consapevolezza di questa forza, il Consorzio Grana Padano affronta le incertezze del mercato cogliendo le grandi opportunità offerte da Expo 2015, dove sarà presente in ben sette location. “Crediamo molto nella capacità di attrazione che la manifestazione planetaria avrà – ha affermato il presidente Baldrighi – Si attendono 20 milioni di visitatori, 8 milioni dei quali stranieri. Quindi, la presenza del Grana Padano punterà proprio a rafforzare il suo appeal internazionale, che da anni gli ha fatto conquistare la leadership di formaggio dop più consumato nel mondo”.

Nel 2014 la produzione di Grana Padano è salita a 4.840.019 forme, il 6,02% in più rispetto all’anno precedente, con il 59,27% lavorato nei caseifici cooperativi e il 40,73% nelle industrie casearie. A fare la parte del leone le province di Mantova e Brescia, rispettivamente con 1.392.299 e 1.040.213 forme, unici territori a superare una produzione a sette cifre. Seguono Cremona con 792.288 forme e Piacenza con 544.339.

Sul fronte dei consumi interni, Grana Padano con TrentinGrana ha confermato la sua leadership nella categoria "formaggi duri tipici italiani" con una quota nei volumi del 49,4% e un incremento sul 2013 del 1,4%. Il 64% del formaggio è stato venduto in pezzi e in forme, circa il 28% grattugiato. Nuova decisa crescita per le esportazioni, con un +4,5% rispetto al 2013 e 1.588.000 forme vendute all’estero, due su tre nell’Unione Europea. Primo mercato si è confermata la Germania, con 373.192 forme, seguita dagli Usa con 142.608 e dalla Svizzera con 142,554 forme.  L’aumento più significativo, pari al 29%, si è registrato in Spagna, al nono posto tra i paesi importatori con 58.702 forme, davanti all’Australia, salita oltre le 40mila forme importate. Il servizio di vigilanza contro le contraffazioni ha effettuato oltre 8.200 controlli, comprese 45 verifiche su siti di e-commerce che offrivano Grana Padano a prezzi fuori mercato. Circa 2.700 le ispezioni compiute all’estero.

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