Nuova emergenza, il latte finto

Ettore Prandini è il presidente della Coldiretti.
Ottenuto da un mix di fermentazione e composto chimico. Con l’utilizzo anche di microbi geneticamente modificati. Ma noi della Coldiretti continueremo a batterci per bloccare i finanziamenti alla produzione dei nuovi prodotti alimentari chimici. (Editoriale di Ettore Prandini sul n. 11.2022 dell’Informatore Zootecnico)

 

Dopo il caro costi un’altra tegola si abbatte sulle nostre stalle: il latte finto. È questa la nuova emergenza che la zootecnia italiana deve affrontare.

In programma infatti ci sono le bistecche prodotte in laboratorio e ora anche il latte che del sano prodotto della mungitura ha solo il colore. Bianco come quello naturale, ma ottenuto da un sapiente mix di fermentazione e composto chimico con l’utilizzo anche di microbi geneticamente modificati che  ne copiano perfettamente il sapore.  Dalla polvere si possono ottenere anche yogurt, formaggi e gelati.

Una multinazionale non europea si prepara a realizzare un mega stabilimento in Danimarca e da lì a partire all’attacco dei mercati. E così in breve i nuovi prodotti sbarcheranno sulle nostre tavole.

Non lo si può mettere sullo stesso piano

Abbiamo diffuso qualche mese fa un dettagliato dossier per smontare le fake sugli alimenti realizzati in laboratorio.

Abbiamo  dimostrato che la carne finta non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle vacche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore e non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato.

Per il latte valgono le stesse considerazioni. Non si può mettere sullo stesso piano un prodotto  naturale frutto dei nostri allevamenti che rispettano le regole e l’ambiente con un preparato chimico.

Sono passi che marciano dritti verso quella Dieta universale che noi combatteremo con tutte le nostre forze. Non accetteremo mai la strategia delle multinazionali che prodotto dopo prodotto, oggi il latte dopo la carne, con abili operazioni di marketing puntano  a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione.

Se perdiamo le nostre stalle

L’attività zootecnica non ha solo una funzione alimentare, ma ha una rilevanza economica, sociale e ambientale. Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate.

Se perdiamo le stalle inoltre aumenteremo la dipendenza dall’estero che già oggi pesa sulla bilancia agroalimentare in una situazione segnata da speculazioni, accaparramenti e riduzione degli scambi alimentari determinata dalla guerra in Ucraina.

Il nostro Paese, proprio in questa difficile fase segnata dalla guerra in Ucraina  che ha fatto balzare il cibo al centro delle strategie mondiali, deve produrre di più e non può perdere posizioni nella catena alimentare. E per farlo serve garantire un reddito adeguato alle aziende e alle stalle italiane che si sono trovate ad affrontare aumenti vertiginosi dei costi che sono arrivati al +170% dei concimi, passando dal +90% dei mangimi. Senza dimenticare il 129% del gasolio.

Come Coldiretti abbiamo calcolato che complessivamente l’impennata dei costi per l’insieme delle aziende agricole rappresenta una tassa di 9 miliardi.

Non possiamo tollerare che sui nostri bilanci si abbatta la speculazione. Per questo abbiamo spinto molto per accelerare l’applicazione del decreto di contrasto alle pratiche sleali e siamo in prima linea per affiancare le nostre imprese che vogliono denunciare condizioni capestro  per quanto riguarda sia i prezzi che le modalità di vendita.

Contratti di filiera strada maestra

Abbiamo anche ottenuto il via libera allo stanziamento di 1,2 miliardi del Pnrr per sostenere i contratti di filiera che riteniamo la strada maestra per garantire un’equa distribuzione del reddito  dai campi allo scaffale.

Così come abbiamo ottenuto nuove risorse per la ristrutturazione e rinegoziazione dei debiti che le aziende sono state costrette a contrarre per le difficoltà economiche.

Sempre per quanto riguarda il Pnrr grazie anche alle nostre battaglie sono stati inseriti finanziamenti per interventi per le agroenergie e le infrastrutture idriche.

Oggi con i prezzi della benzina e del gasolio che continuano a volare siamo convinti che per le stalle gli impianti per la produzione di biogas e biometano possano rappresentare una boccata di ossigeno. Così come abbiamo incassato un altro risultato importante. Non solo la possibilità di produrre agroenergie, anche dal fotovoltaico, con pannelli installati esclusivamente sui tetti dei fabbricati rurali, ma anche  di venderla.

Siamo anche pronti ad avviare i cantieri per realizzare bacini di accumulo  delle acque piovane per combattere la siccità e aumentare le rese produttive.

Il pressing Coldiretti sul governo

Da tempo abbiamo avviato il pressing sul nostro Governo, su tutte le istituzioni nazionali e comunitarie, dalla Commissione europea all’Europarlamento, per sensibilizzare sugli effetti  della carne e del latte artificiali.

Abbiamo chiesto e continueremo a batterci per bloccare i finanziamenti alla produzione dei nuovi prodotti alimentari chimici  dietro cui si nascondono interessi miliardari dei nuovi oligarchi che dopo aver conquistato il controllo delle comunicazioni e dell’industria farmaceutica ora  puntano a mettere le mani sul  cibo che è il nuovo business. Non lo permetteremo.

Nuova emergenza, il latte finto - Ultima modifica: 2022-06-08T13:15:43+02:00 da Giorgio Setti

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