Associazioni allevatori, soldi spesi bene

Le risorse che il Ministero e le Regioni mettono a disposizione del nostro sistema sono certamente valorizzate. E danno un consistente aiuto ai nostri allevatori perché possano essere rispondere alle richieste della società e dei cittadini (dall’Editoriale pubblicato su IZ 13.2018)

 

Il Ministero ha confermato, in pieno accordo con le Regioni, l’indispensabile ruolo delle Associazioni allevatori a supporto delle produzioni zootecniche del nostro paese. La notizia del finanziamento per le associazioni territoriali anche per il 2018 non può che essere valutata in questo senso.
Consentitemi un rapidissimo excursus sulle vicende e sull’operato delle nostre associazioni.
Il “sistema degli allevatori” è nato più di 50 anni orsono per diffondere il miglioramento genetico e la pratica della fecondazione artificiale. In questi ambiti tanto è stato fatto e i successi raggiunti dagli allevatori italiani sono ragguardevoli, sempre tra i primi al mondo per qualità delle produzioni e morfologia degli animali.
Tutto ciò ha consentito di superare varie crisi che si sono riproposte nel corso degli anni, e tra i compiti difficili da affrontare per i nostri allevatori non si può dimenticare quello delle quote latte, con le tante difficoltà che ha generato.
Ma la struttura morfologica degli animali, la consistenza delle produzioni per vacca e la qualità del latte hanno consentito agli allevatori di essere ancora importanti attori dell’alimentare italiano.
Certo per far ciò siamo passati dalla ricerca delle quantità alla approfondita attenzione della gestione delle aziende, senza togliere dal centro del nostro lavoro la qualità degli animali ma allargando la visuale a tutto ciò che ci sta intorno, sforzo indispensabile per dar senso economico alle nostre aziende.
Nuove sfide quindi e nuove opportunità, che prima con il piano Ipofertilità a livello nazionale e poi con i vari piani Sata regionali abbiamo affrontato con competenza e professionalità a supporto delle nostre stalle.
Nel futuro
Ora il nostro sistema sta affrontando un complesso momento di riorganizzazione delle strutture territoriali, non essendo giustamente escluso dalla difficoltà di reperire risorse economiche e contributi che affligge il nostro Paese, ma anche in questo momento la professionalità e la competenza dei nostri collaboratori non viene, né, sono convinto, verrà meno, consentendoci di risolvere in tempi inaspettatamente rapidi operazioni come detto complesse ed impegnative. Operazioni che ci preparano ad affrontare le prossime sfide in modo sicuramente più efficiente e convinti di riuscire ancora a dare un sostegno forte alla nostra zootecnia.
Cosa ci aspettiamo dal futuro è presto detto: grande attenzione ai temi della sostenibilità, del benessere animale, della riduzione dell’uso dei farmaci, della sicurezza alimentare. Sono ambiti che non ci vedono certo impreparati. Tutta la filiera delle produzioni zootecniche si sta muovendo in questo senso, e certamente siamo pronti a fare la nostra parte a sostegno degli allevatori, delle filiere del cittadino.
Il progetto Leo
Due esempi che tengo a fare, senza nulla togliere alle tante altre iniziative, consolidate ed innovative, che portiamo avanti, riguardano il Progetto “Leo” e le “Cellule Differenziali”.
Il Progetto Leo è la proposta di Aia nell’ambito delle Sottomisure del Psrn 2014/2020. Si tratta di una piattaforma che riunisce in un’unica banca dati digitale tutte le informazioni relative al comparto zootecnico, che rimane un settore produttivo chiave per l’economia del nostro paese.
Leo è un’iniziativa unica in Europa: informazioni accessibili per favorire lo scambio e la condivisione, la trasparenza di tutta la filiera zootecnica e la sicurezza dei prodotti alimentari. Uno strumento che grazie a quanto già facciamo da tempo ed alle innovazioni che stiamo introducendo consentirà di vincere lee sfide del futuro: sostenibilità, sicurezza, benessere.
Le cellule differenziali
Le Cellule Differenziali, una nuova informazione che i laboratori Aia sono in grado di fornire utilizzando in modo sinergico il prelievo dei campioni di latte di singola vacca dei Controlli Funzionali, rappresentano l’applicazione della più recente tecnologia analitica a supporto dei protocolli di riduzione all’uso del farmaco, di asciutta selettiva, di benessere animale e di sostenibilità delle nostra produzioni.
Rispetto alle “cellule differenziali”, con orgoglio, posso affermare che il nostro sistema allevatori è il primo al mondo a disporre di dati che consentano di applicare in stalla questa innovazione tecnologica. E lo faremo con Si@lleva, il sistema informatico di AIA, entro fine estate.
Numero allevamenti soci: -21%
Ed ecco allora, che le risorse che il Ministero e le Regioni mettono a disposizione del nostro sistema sono certamente valorizzate e danno un consistente aiuto ai nostri allevatori perché possano essere competitivi sui mercati ed attivi nel rispondere alle richieste della società e dei cittadini.
Voglio proporvi due importanti serie di dati; la prima evidenzia che dal 1998 al 2015 gli allevamenti di bovini da latte produttivi in Italia sono calati del 65%, vuol dire che su tre due hanno chiuso. Sono dati che evidenziano la difficoltà di gestire e di mantenere attiva una azienda zootecnica oggi in Italia. Questo ci deve far pensare perché, al di là di processi di concentrazione dovuti al tentativo di ridurre l’impatto dei costi fissi e di selezione dei produttori, va detto che un allevamento che chiude non verrà mai più riaperto. E’ una perdita definitiva, e stiamo perdendo anche in numero di animali.
L’altra serie di dati riguarda gli allevamenti nostri soci, cioè coloro che utilizzano i nostri servizi. Be’, questi sono sì calati, ma in modo decisamente minore; del 21%. Passando dal rappresentare nel 1998 il 40% del totale degli allevamenti al 70% di oggi. Valori ancor più eclatanti se relativi al numero di vacche ed alle produzioni lattiere. Ciò ad evidenziare come il nostro sistema sia effettivamente utile e determinante per la sopravvivenza degli allevamenti.
Un sistema utile
Concludo con un doveroso e sentito ringraziamento agli enti che ci sostengono credendo nella utilità di un sistema che ha dimostrato, e dimostra, di aver fatto del miglioramento genetico e della introduzione, applicazione e diffusione delle innovazioni a sostegno della zootecnica il proprio obiettivo.
Noi, per parte nostra, assicuriamo di mantenere grande attenzione e di fare ogni sforzo possibile per sostenere la nostra zootecnia anche rispetto alle nuove sensibilità della società e dei cittadini.


Fortunato Trezzi.

Nella foto in alto: interni del laboratorio Aral a Crema (Cr).

 

 

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