Scopri l’errore nel volto di Foody

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Foody è la mascotte dell’Expo di Milano. Un disegno realizzato utilizzando soltanto immagini di frutta e ortaggi. E noi del mondo zootecnico non possiamo non far notare l’assenza di ogni riferimento ai prodotti di origine animale. Una omissione che non sembra una svista

La si vede ovunque la simpatica immagine di Foody, la mascotte dell’Expo: in versione fumetto, in versione pupazzo ambulante mosso da un figurante, in versione cartone animato, stampigliata sugli stessi biglietti dell’esposizione. Ma pochi ci fanno caso: in quella immagine c’è un grave errore.

Nel volto di Foody manca qualcosa: la frutta e gli ortaggi sono belli e colorati, ma non ci sono richiami agli alimenti di origine animale. Eppure non avrebbero sfigurato, dal punto di vista estetico o dal punto di vista del messaggio, elementi grafici come una bianca mozzarella, o come un papillon giallo di formaggio, o come la bella pennellata di rosso della carne bovina e suina. Nonostante l’idea di rifarsi ad Arcimboldo.

E se molti potranno minimizzare questa problematica, noi del mondo zootecnico non possiamo ignorarla. Si tratta di un grave errore: il “messaggio” è fuorviante, è risaputo che una dieta equilibrata deve essere varia e quindi non può fare a meno anche di carne, latte, formaggi, uova. O peggio si tratta forse di una volontaria omissione.

Non sembra infatti che la cosa sia una semplice svista. L’errore è ripetuto da mesi sui media, nei layout promozionali e negli incontri pubblici, fin da quando - era il 5 marzo 2014 - la mascotte venne presentata alla stampa. L’errato riferimento alla sola ortofrutta viene riproposto con piena consapevolezza, anzi addirittura enfatizzato, nel cartoon per bambini “Expo Show”, una serie animata di cui sono protagonisti Foody “e i suoi amici”. I filmati sono disponibili su diversi canali Tv e su YouTube già dal 7 marzo scorso.

Il riferimento alla sola ortofrutta viene enfatizzato dal nome e dall’aspetto dei pupazzetti amici del nostro Foody: Josephine Banana, Piera la Pera, Rodolfo il Fico, Gury l’Anguria, Manghy il Mango, Pomina la Mela, i Rap Brothers, Guagliò l’Aglio, Arabella l’Arancia, Max Mais, Chicca la Melagrana e Julienne Zucchina. Sono le star, recita il sito dell’Expo, «di una divertente serie in cui Foody, al quale Claudio Bisio presta la voce, presenta le loro storie con grande sense of humor e una forte attenzione ai temi di Expo Milano 2015. Come in un vero e proprio talent show»… Simpatici ortaggi animati dotati di simpatici nomiglioli. I bambini si divertiranno e intanto coglieranno pure un certo messaggio alimentare. Vegetariani e vegani vi troveranno un sostegno alle proprie convinzioni.

Ma passando al mondo professionale solo i produttori ortofrutticoli potranno guardare con simpatia a queste animazioni. I produttori zootecnici invece non potranno evitare di essere un po’ contrariati. Perché in molti casi si sono impegnati molto per partecipare all’Expo; o perché l’impatto dell’iniziativa sull’educazione alimentare di categorie strategiche di consumatori come bambini genitori e insegnanti è davvero un impatto potente.

Dunque se queste animazioni per bambini vanno avanti tutti i giorni da mesi, se i dodici amici di Foody appartengono tutti e solo al mondo vegetale, allora vuol dire che l’esclusione delle produzioni animali in questo tipo di comunicazione non è un errore involontario ma una scelta ben consapevole da parte degli organizzatori di Expo. Eppure le produzioni animali non giocano certo un ruolo di secondo piano tra i padiglioni della grande kermesse milanese.

Un esempio: soltanto il 29 maggio scorso l’Expo ha celebrato la Giornata del latte, con una grande partecipazione di pubblico e di addetti ai lavori, tra i quali il ministro Maurizio Martina.

Un altro esempio? L’Expo parla di nutrizione equilibrata, si propone di fare educazione alimentare, ma una mascotte composta di sola ortofrutta rende la divulgazione fuorviante: solo i vegetariani e i vegani infatti possono sostenere che gli alimenti di origine animale non giocano un ruolo di primo piano nella nutrizione umana. Lo ricordava solo a metà maggio alla fiera Eurocarne di Verona il nutrizionista e divulgatore Giorgio Calabrese: «La crescita dei bambini senza gli aminoacidi essenziali della carne potrebbe risultare non equilibrata. Ma neppure gli anziani dovrebbero privarsi di giuste porzioni di carne: la loro salute e il loro benessere dipendono dal ferro, dalla vitamina B12 e ancora dagli aminoacidi essenziali della carne. È fuori luogo dunque quella certa tendenza anti-carne che sta prendendo piede oggi». Per non citare l’alimento completo per eccellenza, il latte.

Terzo esempio: giudicheranno azzeccato questo tipo di mascotte protagonisti del settore lattiero caseario in prima fila all’Expo come Granarolo, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Aiago, Montasio? E cosa ne penseranno soggetti leader del comparto carne pure molto attivi alla kermesse milanese come consorzio del San Daniele, McDonald’s, consorzio del Prosciutto di Parma, Inalca, Citterio, Ferrarini?

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