Accordo India-Ue, restano protetti carne e latte in povere

L'accordo di libero scambio tra l'Ue e l'India non impatta su carne bovina, carne di pollo, latte in polvere che restano "protetti" dai dazi

India
Per la protezione delle Ig è prevista un'intesa seoarata tra India e l'Ue ancora da stipulare. Positivi i commenti delle organizzazioni agricole

L’accordo appena concluso tra l’Ue e l’India non impatta, come cancellazione delle barriere tariffarie, su alcuni prodotti agricoli che rimarranno “protetti”: nel caso dell’Unione Europea, come ha specificato il comunicato di Nomisma, «rimarranno in vigore gli attuali dazi su carne bovina, carne di pollo, latte in polvere, oltre che zucchero, riso e grano tenero».

«Spazi di crescita concreti, che però occorre saper conquistare – ha sottolineato Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma – e, soprattutto, coltivare alla luce del fatto che, soprattutto per vino e olio d’oliva, si tratta di prodotti i cui consumi si stanno muovendo parallelamente alla crescita economica e reddituale della popolazione locale e, quindi, ai cambiamenti negli stili di vita: basti infatti pensare che attualmente i consumi di vino non vanno oltre i 250 mila ettolitri (in Italia ne consumiamo 90 volte tanto) e le importazioni coprono meno di un terzo di tale quantitativo».

Nuove opportunità per l’Ue grazie alla classe benestante in India

Per quanto si tratti della nazione più popolosa al mondo insieme alla Cina, la ricchezza è concentrata in un numero ridotto di persone (si stima che l’1% della popolazione indiana più ricca concentri il 40% della ricchezza nazionale), ma esiste una fascia sociale di famiglie composte da professionisti e imprenditori il cui reddito annuo supera i 40mila euro e che assomma oltre 60 milioni di persone.

Si tratta di una “classe benestante”, in crescita da diversi anni e che rappresenta il target ideale di consumatori per il food&beverage made in Italy, tanto che le stesse stime indicano come nel giro di pochi anni tale aggregato dovrebbe raddoppiare in termini di numerosità.

Saldo attivo positivo per l’India nella bilancia commerciale con l’Italia

Ad oggi, l’interscambio commerciale di prodotti agroalimentari tra Italia e India vede una bilancia nettamente a favore dell’India - con un saldo di oltre 450 milioni di euro - da cui importiamo principalmente caffè, tè, spezie, pesce e molluschi congelati, riso.

 L’export italiano in India

Al contrario, il nostro export agroalimentare (appena 142 milioni di euro nel 2024, ma in crescita di oltre il 7% nel cumulato gennaio-novembre 2025) si compone principalmente di cioccolata, caffè, frutta e piante (congiuntamente fanno il 63% delle nostre esportazioni agroalimentari in India) mentre appare ancora residuale - proprio alla luce dei pesanti dazi alla frontiera - l’export di olio d’oliva e vino (che rappresenta il 5% del totale).

Se aggiungiamo anche pasta, formaggi e derivati del pomodoro non arriviamo al 20%, a dimostrazione di come vi siano ampi spazi di crescita per il food &beverage Made in Italy.

Oggi, infatti, le importazioni agroalimentari nel mercato indiano (pari ad oltre 33 miliardi di euro) sono principalmente soddisfatte da grandi produttori di commodity agricole come Brasile, Argentina, Indonesia, Russia, Malesia e Stati Uniti, che da soli coprono la metà degli acquisti da parte dell’India e che riguardano principalmente olii vegetali (di palma, di soia e di girasole), frutta e legumi, che complessivamente assommano il 75% del valore delle importazioni agroalimentari indiane.

Richieste non negoziabili prima dell'entrata in vigore

Cauto il commento di Coldiretti: «Per esprimere una valutazione definitiva sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e India sarà necessario attendere la pubblicazione dei testi giuridici».

Positivo per Coldiretti «il mantenimento di adeguate barriere su settori che avrebbero potuto subire impatti destabilizzanti, considerata l’elevata capacità produttiva dell’India: dal latte, con una produzione che supera i 250 milioni di tonnellate annue, alla carne bovina e bufalina, con oltre 300 milioni di capi oggi destinati prevalentemente ai mercati africani».

Coldiretti ha fatto sapere che ci sono due richieste non negoziabili prima dell’entrata in vigore: la prima riguarda il divieto di importazione di prodotti ottenuti con sostanze vietate nell’Unione europea. La seconda riguarda una forma di etichettatura obbligatoria di origine, con l’indicazione chiara del Paese di provenienza, per garantire piena trasparenza ai cittadini consumatori e una reale tutela del Made in Italy.

Rrispettati  principio di reciprocità negli standard di produzione e sicurezza alimentare

Confagricoltura ha commentato positivamente la chiusura dei negoziati per l’accordo di libero scambio tra Ue e India: «La drastica riduzione, e in alcuni casi l’eliminazione, di gran parte delle tariffe oggi in vigore creerà un’importante occasione per le imprese agricole italiane ed europee».

L’accordo con l’India, come ha sottolineato Confagricoltura, promette di rispettare anche il principio di reciprocità negli standard di produzione e sicurezza alimentare, aspetto che l’organizzazione agricola richiede da sempre in tema di accordi commerciali.

«Parallelamente, l'Ue e l'India stanno negoziando  - ha aggiunto Confagricoltura - un’intesa sulle indicazioni geografiche (Ig), che aiuterà a incrementare le vendite dei prodotti agricoli tradizionali iconici dell'Unione europea in India, eliminando la concorrenza sleale sotto forma di imitazioni».

L'accordo valorizza eccellenze come Prosecco, olio extravergine e Grana Padano

Soddisfatto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini: «Questi cambiamenti aprono un mercato da 1,4 miliardi di consumatori, con un potenziale export italiano di 2-3 miliardi di euro nei prossimi anni, valorizzando eccellenze come Prosecco, olio extravergine e Grana Padano».

Cia apprezza, inoltre, che l’accordo tuteli i settori agricoli più sensibili: nessuna concessione commerciale su carne bovina, pollame, riso e zucchero, mentre tutte le importazioni dall’India dovranno continuare a rispettare i rigidi standard Ue in materia di sicurezza e qualità alimentare.

 

Accordo India-Ue, restano protetti carne e latte in povere - Ultima modifica: 2026-01-28T16:05:05+01:00 da Francesca Baccino

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