La richiesta avanzata dal presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani, di costituire una Cun (Commissione unica nazionale) per il comparto produttivo della carne bovina, sposa completamente la linea sostenuta dal Consorzio lombardo produttori di carne bovina e qualsiasi iniziativa tesa a portare trasparenza e chiarezza nel sistema è per noi benvenuta.
Così Massimiliano Ruggenenti, presidente del Consorzio lombardo produttori di carne bovina, realtà che associa circa 400 allevamenti per una produzione annua di circa 90-100mila capi, interviene nel dibattito lanciato mercoledì scorso dal presidente Mantovani, durante la grande manifestazione di Coldiretti a Milano per chiedere all’Unione europea un cambio di passo in materia di agricoltura e alimentare.
«Da diversi mesi stiamo vivendo uno squilibrio di mercato, con difficoltà di reperire vitelli da ingrasso dalla Francia, tra frontiere chiuse e rotte commerciali che dal Massiccio Centrale vanno verso Spagna e Nord Africa – riassume Ruggenenti –. Tali dinamiche hanno fatto schizzare in alto i prezzi dei ristalli e ridotto il tasso di autoapprovvigionamento di carne bovina dell’Italia. Allo stesso tempo, i listini dei bovini da macello, che pure sono cresciuti, non coprono i costi di allevamento».
La costituzione di una Cun - composta da esperti e operatori del mercato nei segmenti dei ristalli, dei bovini da macello e dei tagli di carne, e affiancata da funzionari ministeriali - potrebbe, secondo il Consorzio lombardo produttori di carne bovina, assicurare rilevazioni trasparenti e imparziali dei prezzi, favorendo il dialogo di filiera e una programmazione in grado di ridurre la volatilità e gli squilibri di mercato che in uno scenario da troppo tempo compromesso potrebbero portare alla chiusura di allevamenti in Italia.










