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Non è certo una situazione facile quella presente per gli allevamenti, con i costi dell’alimentazione, dei fertilizzanti e dell’energia che si sono impennati e la preoccupazione per disponibilità di foraggi e materie prime. I mercati instabili, le vicende internazionali, la siccità hanno pesato, pesano e peseranno anche in futuro, facendo sentire i loro effetti.

Sono problemi che toccano direttamente anche l’industria mangimistica, stretta tra la volontà di garantire quantità e qualità consuete agli allevatori e gli scenari profondamente mutati.

Ma parlare di industria mangimistica solo in termini di produzione di mangimi per le aziende sta diventando un po’ riduttivo. Con i servizi crescenti forniti alle stalle, infatti, i mangimisti diventano dei veri e propri partner degli allevatori, aiutando a trasferire a valle, conoscenza, innovazione e soprattutto assistenza diretta agli allevatori, come sottolinea Lea Pallaroni, direttore generale di Assalzoo.

Non solo. Grande impegno da parte dei mangimifici – e ovviamente parliamo di quelli iscritti all’Albo Mangimisti – è rivolto a gestire in maniera versatile e “dinamica” il concentrato, modulandone le caratteristiche in termini di amido o di proteine in maniera tala da bilanciare gli squilibri qualitativi del foraggio disponibile in azienda. Lo spiega Franco Gatti, direttore tecnico di GIMa, mettendo a fuoco proprio questo aspetto. Ma per i mangimisti aderenti all’Albo ci sono altri obblighi, volti a garantire che il mangime che arriva nelle stalle per alimentare le bovine da Parmigiano Reggiano abbia requisiti si assoluta sicurezza, con limiti a cui sottostare più onerosi di quelli della normale produzione mangimistica, dice Barbara Ricci, che si occupa esattamente dei controlli fatti nei mangimifici aderenti all’Albo.

Non solo mangimi, comunque. I foraggi hanno un peso notoriamente importante per le razioni da Parmigiano Reggiano e, tra i foraggi, è sicuramente l’erba medica la coltura regina. Un prodotto eccellente anno dopo anno è l’obiettivo della Agricola Forte e Luigi Forte racconta come negli anni abbiano investito in tecnologia e protocolli per arrivare a un prodotto finale che mantenga al massimo colore, aroma e proprietà nutrizionali.

Una buona alimentazione, con foraggi e mangimi di qualità, è sicuramente un buon punto di partenza per una mandria sana a produttiva. Ma serve altro. Ad esempio attenzione alta e crescente a protocolli e prassi di stalla che abbiano l’obiettivo della massima sanità. Per aumentare l’efficienza, per ridurre il consumo di farmaci e contribuire alla soluzione del problema delle antibiotico-resistenze.

Molto si è già fatto e molto si sta facendo, e a confermarlo sono due veterinari del servizio pubblico, Carlo Rusconi e Giorgio Micagni; con uno sguardo sulla realtà delle province di Mantova e Cremona il primo e della provincia di Reggio Emilia il secondo.

È certo che la capacità del Parmigiano Reggiano di creare valore per la filiera passa in maniera importante anche dalla massima sanità delle stalle. La conferma viene dai numeri, anche quelli del terzo trimestre 2022, che dicono che le vendite crescono, così come le esportazioni.


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Alleva by Parmigiano Reggiano

Questo mese su AllevaWeb - Ultima modifica: 2022-10-28T09:44:44+02:00 da Margherita di Vito

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