Bresciangrana potrebbe diventare veneta. Alla scadenza del bando per l’affitto d’azienda, è arrivata una sola offerta, quella di Novalat società di Badia Polesine, in provincia di Rovigo, attraverso Nova Casearia, newco interamente controllata.
La proposta è un passo avanti per la società di Cignano di Offlaga che è in crisi da agosto 2026 (vedi qui). L’affitto potrebbe costituire il primo passaggio per un’operazione più ampia. Sullo sfondo, infatti, si profila la possibilità di una successiva acquisizione definitiva di Bresciangrana. A sostegno del progetto potrebbe inoltre aggregarsi una cordata di conferenti e altri operatori del settore, che al momento avrebbero preferito non esporsi direttamente.
Stop alla corrente a Bresciangrana
La crisi di Bresciangrana è sotto gli occhi di tutti oggi perché la fornitura di energia elettrica è nel frattempo stata interrotta per passare a un nuovo gestore a causa di morosità non risolte. Il distacco ha indotto i sindacati a segnalare l’accaduto e i dipendenti presenti al mattino sono stati mandati a casa.
L’interruzione è rientrata dopo alcune ore, con il ripristino della corrente. L’azienda ha precisato che non si è verificato un blocco effettivo delle attività e che uffici, stabilimento e magazzino sono rimasti operativi.
Confronto con Novalat, quasi 50 milioni di fatturato nel 2025
La società veneta opera da circa vent’anni nel commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e uova. Dai 23,3 milioni di euro del 2019 Novalat è arrivata a sfiorare i 50 milioni nel 2025, con un utile d’esercizio superiore ai 38mila euro.
Sul fronte sindacale è già stata formalizzata la richiesta di esame congiunto, la procedura che permetterà di avviare il confronto con le parti coinvolte nell’operazione. I rappresentanti dei lavoratori attendono ora una convocazione ufficiale per conoscere la nuova compagine interessata alla gestione e approfondire le prospettive industriali e occupazionali.








