«In merito alla vicenda Bresciangrana (vedi qui) e alle incognite che riguardano l’azienda lattiero casearia di Cignano di Offlaga, ancora questa mattina mi sono confrontato con il mondo agricolo e le istituzioni del territorio ed è mia intenzione convocare un Tavolo latte ai primi di settembre, alla riapertura del Tribunale di Brescia e al termine della sospensione feriale dei termini processuali, quando, appunto, le vicende amministrative e giudiziarie saranno più chiare».
Lo ha detto oggi l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, che sta seguendo con attenzione l’emergenza di Bresciangrana, realtà del settore lattiero caseario bresciani, i cui nei giorni scorsi hanno annunciato la sospensione del ritiro del latte dei conferenti, per circa 123 tonnellate di latte al giorno, salvo poi aver reso noto che, a partire da lunedì 10 agosto, Bresciangrana sarà nuovamente in grado di acquistare il latte dei suoi circa cinquanta allevamenti conferenti riconoscendo ai produttori un prezzo finito di 0,36 euro/kg.
Il patrimonio lattiero caseario va difeso
«Siamo di fronte a un quadro complesso, in particolare per i produttori di latte conferenti, che devono poter contare su un futuro certo e su remunerazioni allineate all’attuale situazione di mercato – afferma Beduschi -. Il patrimonio lattiero caseario bresciano, al pari di quello regionale, deve essere difeso, per garantire sicurezza economica e finanziaria e assicurare una corretta programmazione. Un Tavolo presieduto da Regione Lombardia e dedicato alla vicenda Bresciangrana potrà aiutare a ricomporre la crisi e a indicare soluzioni mi auguro durature, attraverso un confronto costruttivo con la proprietà, le organizzazioni agricole, le istituzioni territoriali».
Brescia, come ha ricordato Beduschi, è la prima provincia italiana per volumi di latte prodotti, con consegne che fra gennaio e maggio di quest’anno hanno raggiunto le 787.547 tonnellate, con un incremento tendenziale del 2,7 per cento.






