Si avvia verso una conclusione positiva l'iter per attivare la riserva di crisi dell'Unione europea destinata a sostenere gli allevatori italiani colpiti dai danni indiretti provocati dalle misure sanitarie adottate per contenere le malattie animali come la Psa, l'influenza aviaria e la Blue tongue.
Lo rende noto Confagricoltura, che auspica una rapida chiusura della procedura per consentire l'erogazione degli indennizzi alle aziende interessate.
Le risorse europee sarebbero destinate in particolare agli allevamenti suinicoli colpiti dalla peste suina africana (Psa), a quelli avicoli interessati dall'influenza aviaria e agli allevamenti ovicaprini danneggiati dalla diffusione della blue tongue. L'obiettivo è compensare, seppur con ritardo, le perdite subite dalle imprese a causa delle restrizioni sanitarie applicate tra il 2022 e il 2025.
Richiesta presentata già nel 2025
Confagricoltura ricorda di aver sollecitato già nel gennaio 2025 il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a chiedere l'attivazione della riserva di crisi dell'Ue.
La richiesta nasceva dalla necessità di sostenere un comparto zootecnico alle prese con una situazione definita senza precedenti, aggravata dalla contemporanea diffusione di diverse epizoozie e dal proliferare della fauna selvatica.
L'organizzazione evidenzia inoltre come sia stato determinante l'intervento del ministro Lollobrigida presso le istituzioni europee, dove ha sostenuto le richieste del settore facendosi portavoce delle esigenze delle aziende zootecniche italiane e promuovendo l'attivazione delle risorse comunitarie.









