Scatta il semaforo verde della Commissione Agricoltura della Camera al disegno di legge ColtivaItalia. Il provvedimento mobilita oltre un miliardo di euro nel triennio 2027-2029, di cui 300 milioni per gli allevamenti, per rafforzare la competitività del settore primario. Le risorse oltre che per la zootecnia, sono destinate anche all’olivicoltura, al ricambio generazionale, alla ricerca e all’innovazione.
Il via libera al disegno di legge è stato annunciato dal ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, che ne ha sottolineato la portata strategic: «Oggi la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato il ColtivaItalia, un provvedimento che garantisce oltre un miliardo di euro di investimenti in agricoltura. Ringrazio il presidente Carloni e i componenti per il loro lavoro su una legge davvero importante per il settore primario».
Lollobrigida ha definito il provvedimento voluto dal Governo uno degli interventi più rilevanti degli ultimi decenni: «Per importanza non si vedeva in Italia dalla legge Quadrifoglio del 1977».
Il ministro ha, inoltre, ricordato che il Governo ha già destinato al comparto agricolo investimenti per 16,8 miliardi di euro e che, secondo le stime elaborate da The European House - Ambrosetti, tali misure potrebbero generare nel lungo periodo un impatto economico complessivo pari a 248 miliardi di euro.
Novecento milioni destinati a settori diversi, tra cui la zootecnia da carne
La parte più consistente delle risorse è destinata alla strategia per la sovranità alimentare, che potrà contare su 900 milioni di euro. Di questi 300 milioni finanzieranno il programma "Allevamento Italia", finalizzato a ridurre la dipendenza dalle importazioni di vitelli e a rafforzare la produzione nazionale di carne bovina, con particolare attenzione alla linea vacca-vitello. Nel corso dell'esame parlamentare gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali.
Altri 300 milioni saranno destinati al Fondo Sovranità alimentare per sostenere la coltivazione di frumento, soia e altre produzioni considerate strategiche ma attualmente deficitarie.
Ulteriori 300 milioni saranno invece dedicati al Piano olivicolo nazionale, con l'obiettivo di favorire il reimpianto degli oliveti attraverso varietà resistenti e il recupero della capacità produttiva delle aziende.
Sostegno alle imprese colpite da epizoozie e fitopatie
Il provvedimento contiene anche misure a favore delle aziende agricole colpite da epizoozie nel corso del 2025. Le imprese interessate potranno beneficiare di una moratoria di dodici mesi sul rimborso della quota capitale delle rate di mutui e finanziamenti in scadenza nel 2026.
Per ottenere la sospensione sarà sufficiente presentare un'autocertificazione che attesti una riduzione del volume d'affari di almeno il 20% oppure una diminuzione della produzione pari ad almeno il 30% rispetto all'anno precedente.
Nel caso delle cooperative agricole, sarà considerata valida anche una riduzione di almeno il 20% delle quantità conferite o della produzione primaria rispetto all'anno precedente.
Arriva il commissario straordinario per la Xylella
Tra le novità introdotte durante l'iter parlamentare figura l'istituzione di una struttura commissariale per il contrasto alla Xylella. Il commissario straordinario avrà il compito di coordinare e monitorare le attività delle autorità locali, promuovere la ricerca e adottare eventuali provvedimenti urgenti per contenere la diffusione della fitopatia. La struttura resterà operativa fino al 31 dicembre 2028 e sarà finanziata con 3 milioni di euro.
Contratti di filiera per stabilizzare il mercato del grano
Per favorire una maggiore stabilità dei mercati agricoli vengono stanziati 10 milioni di euro destinati ai contratti di filiera del frumento.
La misura prevede un credito d'imposta compreso tra il 20% e il 40%, in funzione della durata degli accordi, che potranno variare da tre a cinque anni. I contratti consentiranno di fissare il prezzo per l'intero periodo di validità, riducendo l'esposizione alle oscillazioni dei mercati e garantendo maggiore certezza di reddito agli agricoltori.
Giovani e donne al centro del ricambio generazionale
Uno dei pilastri del provvedimento riguarda il ricambio generazionale. Per favorire l'ingresso di giovani e donne nel settore agricolo vengono stanziati 150 milioni di euro destinati a facilitare l'accesso al credito delle imprenditrici agricole e degli imprenditori tra i 18 e i 41 anni.
A questa misura si aggiunge il programma per l'assegnazione delle terre agricole. L'Ismea metterà infatti a bando 8.417 ettari che potranno essere concessi in comodato gratuito per dieci anni ai giovani tra i 18 e i 41 anni, con la possibilità di riscattare i terreni al termine del periodo versando il 50% del valore iniziale.
Recupero delle terre abbandonate
Il provvedimento interviene anche sul tema delle superfici agricole inutilizzate. I Comuni saranno chiamati a mappare le terre abbandonate o silenti e potranno assegnarle in concessione o affitto.
L'obiettivo è contrastare la frammentazione fondiaria, riportare alla coltivazione superfici oggi improduttive, aumentare la produzione agricola e contribuire al presidio delle aree interne. La misura punta, inoltre, a contrastare lo spopolamento rurale e a ridurre il rischio di dissesto idrogeologico.
Ricerca, digitalizzazione e nuove assunzioni al Crea
Alla ricerca e all'innovazione vengono destinati 14,5 milioni di euro. Le risorse serviranno anche a rafforzare il ruolo del Crea, che potrà assumere 50 nuove unità di personale dedicate alle attività di ricerca.
Sono previsti investimenti nelle aziende agricole sperimentali del Crea e negli istituti agrari per favorire la diffusione di tecnologie avanzate, tra cui agricoltura di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica innovativa e meccatronica.
Meno burocrazia e procedure più rapide
Il disegno di legge introduce inoltre un pacchetto di misure di semplificazione amministrativa. Tra le principali novità, le istruttorie svolte dai Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa) diventeranno immediatamente esecutive per tutte le pratiche che non richiedono valutazioni discrezionali, con l'obiettivo di velocizzare l'accesso agli aiuti pubblici e ridurre i tempi burocratici.
Pratiche sleali e controlli sulla pesca
Tra le modifiche approvate figura anche l'introduzione della diffida nell'ambito della normativa sulle pratiche commerciali sleali.
La novità consentirà agli organi ispettivi di adottare un approccio meno sanzionatorio nei casi in cui l'illecito sia sanabile. Le imprese potranno regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni, previo pagamento di una sanzione ridotta.
Infine, viene rafforzato il Nucleo centrale per la pesca marittima, che intensificherà i controlli sui certificati di cattura relativi ai prodotti ittici importati in Italia, con verifiche più capillari lungo tutta la filiera.





