Non tutti gli allevamenti di bovini da carne sono inseriti in una vera e propria filiera. Dove le varie fasi produttive, dall’ottenimento dei vitelli da ingrassare, al loro allevamento, alla macellazione, siano supportate da un’azione strutturata e collettiva, con i conseguenti intuibili vantaggi per l’azienda zootecnica.
Bene, l’allevamento di Cesare Bertini, situato a Veronella (Vr), fa parte appunto di una organizzazione di questo tipo. Spiega l’imprenditore: “Importiamo i vitelli dalla Francia tramite la società Parmafrance, che è riuscita ad assicurare l’approvvigionamento di bovini da ingrassare anche nei periodi nei quali la cosa era molto difficile”. E la prima fase della filiera già così ha dimostrato di ben funzionare.
Inoltre, e passiamo alla seconda fase, “facciamo parte di una organizzazione di produttori, la Op Assobovini, che razionalizza le quantità e la qualità del prodotto nostro e di altri allevatori, ottimizzandole in base alle richieste del macellatore; fra l’altro Assobovini si occupa della certificazione Sqnz”.
Assobovini riunisce 13 aziende di allevamento, tra Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, per un valore della produzione di circa 125 milioni di euro, con oltre 36.500 bovini maschi e 25.500 femmine.
Terza fase: “Infine portiamo gli animali alla macellazione allo stabilimento Inalca di Castelvetro, che assicura il ritiro del prodotto”.
Tutte e tre queste fasi del processo produttivo, dice Bertini, “procedono in sinergia e con obiettivi comuni, col vantaggio per me allevatore di avere sia la sicurezza dell’ottenimento dei vitelli da ingrassare cosa di cui tanti allevatori, soprattutto negli ultimi tempi, non hanno goduto; sia la sicurezza della collocazione degli animali da poi macellare, e anche per questo aspetto conosco tanti allevatori che conferendo a macellatori sparsi e scollegati tante volte si espongono all’incertezza”.
A Cesare Bertini sarebbe bastata questa impostazione per avere diritto al premio Allevatore dell’Anno 2025. Ma non è tutto.
Questo imprenditore infatti si distingue anche per la propria sensibilità verso il benessere animale (i bovini vengono allevati su grigliato e non su lettiera, con gli intuibili vantaggi in termini di igiene) e per la propria attenzione nei confronti di sostenibilità ed economia circolare (i reflui zootecnici vengono destinati a un impianto biogas, di cui l’azienda si è dotata solo da pochi mesi).

Anche grazie alla collaborazione del figlio Fabio, Cesare Bertini alleva 550-580 bovini, tra incroci Charolais x Salers e Aubrac. Il carro unifeed, semovente orizzontale, compie tre giri al giorno, condotto solo da manodopera familiare.
La razione alimentare degli animali prevede, fra i propri ingredienti, paglia, polpe secche pellettate, farina di mais e di soia, semola, distiller, sali, vitamine e ovviamente silomais. Quest’ultimo ingrediente rappresenta il 50% circa della razione, ne vengono distribuiti 8,5-9 kg capo giorno.
Inalca è lo sponsor del premio “Allevatore dell’Anno” assegnato a Cesare Bertini










