Stati generali della zootecnia a Fieragricola, più produzione sostenibile e redditività

Valorizzazione delle produzioni e tutela della redditività i leit-motiv dell’evento organizzato da Veronafiere in partnership con Assalzoo

produzioni
I relatori dell'evento "Gli Stati generali della zootecnia" a Fieragricola: da sinistra Gianmichele Passarini, Claudio Mazzini, Massimo Forino, Serafino Cremonini, Davide Calderone, Ettore Prandini, Lorenzo Levoni, Lara Sanfrancesco, Federico Bricolo, Massimo Zanin, Patrizio Giacomo La Pietra, Donatella Prampolini, Alberto Buttarelli, Daniele Erasmi, Tommaso Battista, Raffaele Drei, Alberto Statti
Occorre anche investire di più nella comunicazione per aiutare il consumatore A distinguere le informazioni corrette dalle fake news

È necessario incrementare la produzione della zootecnia e il tasso di autoapprovvigionamento nazionale mantenendo elevati standard di benessere animale, sostenibilità e qualità delle produzioni. Ma occorre anche investire di più nella comunicazione, affinché il consumatore possa conoscere il reale valore dei prodotti italiani e distinguere le informazioni corrette dalle fake news.

Queste le priorità indicata da tutti i rappresentanti della filiera delle produzioni zootecniche, dalla mangimistica alla distribuzione, agli Stati generali della zootecnia organizzati il 6 febbraio scorso da Veronafiere in partnership con Assalzoo (l’Associazione dei produttori di mangimi).

Gli Stati generali nascono per superare la frammentazione del passato in una filiera che, come ha sottolineato il presidente di Assalzoo, Massimo Zanin, genera un valore aggregato di 180 miliardi di euro, pari all’8% del Pil coinvolgendo più di 800mila imprese e 1,5 milioni di occupati.

Numeri che meritano una visione più strategica visto che,ad eccezione delle filiere avicole da carne e uova, la zootecnia in Italia sconta una netta dipendenza dall’estero in termini di  approvvigionamento.

«Il settore bovino dipende dall’estero per il 65% del nostro fabbisogno nazionale, il settore suino per il 40%, il latte per il 10-15%, mentre il pesce arriva dall’estero per il 75% del nostro fabbisogno – ha spiegato Zanin –. Abbiamo l’obiettivo di aumentare le produzioni nazionali, ma la crescita della zootecnia non può prescindere da sostenibilità ambientale, benessere e salute animale. Dobbiamo investire, ristrutturare, innovare per avere filiere più efficienti anche allo scopo di consentire una più equa distribuzione del valore fra i componenti della catena di approvvigionamento».

Come ha ribadito Zanin, serve ora un piano strategico, un documento di indirizzo che possa essere un elemento di interlocuzione con le istituzioni nazionali e internazionali.

Occorre assicurare un giusto reddito alla zootecnia italiana

«La nostra filiera zootecnica è diventata – ha precisato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – un punto di riferimento per la qualità nel mondo dal punto di vista produttivo, del benessere animale e della tutela dell’ambiente. Noi siamo l'agricoltura che emette meno in termini di emissioni in atmosfera rispetto a tutto quello che avviene negli altri paesi a livello globale. Occorre – ha aggiunto Prandini – uno sforzo comune per valorizzare i sacrifici fatti in questi anni dagli oltre duecentomila allevamenti nazionali, assicurando loro un giusto reddito, a partire dall’affermazione del principio di reciprocità negli scambi commerciali. Fondamentale anche sostenere il mondo agricolo nell’impegno a governare meglio il valore aggiunto che crea e a redistribuirlo in modo più equo».

Alberto Statti, della giunta nazionale di Confagricoltura, ha spiegato come, in un comparto come quello zootecnico, dove il processo di concentrazione è sempre più spinto, occorra guardare a un modello più efficiente, dialogando e confrontandosi con l’intera filiera. «Abbiamo ancora spazi di crescita  attraverso i fondi stanziati nel “Coltiva Italia” e possiamo – ha ricordato Statti – ridurre il tasso di approvvigionamento dall’estero».

Per Gianmichele Passarini, vicepresidente della Cia «è fondamentale difendere anche la redditività dei produttori, investire su sanità e ricerca, assicurare un fondo specifico al lattiero caseario in difficoltà»».

«Come sistema delle cooperative dobbiamo aiutare i produttori ad aumentare la produzione  in un momento in cui stanno cambiando gli equilibri mondiali anche sul versante della produzione alimentare – sostiene Raffaele Drei, presidente di Fedagripesca Alleanza Cooperative Italiane-Agroalimentare –. L’Italia ha scelto la linea della qualità, dobbiamo porre attenzione alle produzioni interne e sostenere le esportazioni del made in Italy».

Come ha sottolineato Tommaso Battista, presidente di Copagri, la filiera funziona quando si può contare su accordi scritti multipli, triennali, prezzi che siano chiari, quantità programmate e condivisione dei rischi.

Necessario investire sull’innovazione per ridurre sprechi e costi

Il presidente di Assocarni (Associazione nazionale industria e commercio carni e bestiame)  Serafino Cremonini ha commentato positivamente il passaggio del disegno legge “Coltivaitalia” che favorisce l’aumento dei capi nati e allevati in Italia e riduce la dipendenza dai ristalli esteri, mentre Massimo Forino, direttore di Assolatte, ha puntato il dito sul tema dell’informazione negativa nei confronti del settore del latte e sulla demonizzazione delle proteine animali.

Per Lorenzo Levoni, vicepresidente di Uniceb (Unione italiana filiera delle carni), è, invece, necessario «investire sull’innovazione sia tecnologica che organizzativa per ridurre gli sprechi e cercare di contenere i costi. Un altro elemento importante è rafforzare il valore identificativo delle nostre produzioni».

Lara Sanfrancesco, direttore di Unaitalia (Associazione delle carni avicole e delle uova), ha proposto di chiedere al Governo «l’introduzione dell’obbligo dell’indicazione dell’origine sui prodotti anche per i prodotti consumati fuori casa, nel canale ho.re.ca».

Stanziati 4,5 miliardi di euro per i contratti di filiera in zootecnia

La missione di ridurre la dipendenza dall’estero sta a cuore anche alla politica, come ha ribadito il sottosegretario all’Agricoltura, Patrizio Giacomo La  Pietra. «Abbiamo messo a disposizione risorse significative arrivando a 4,5 miliardi di euro per sostenere i contratti di filiera nel settore zootecnico. Ma non è tutto: abbiamo assicurato 2,5 miliardi per l’agrisolare e prossimamente aggiungeremo ulteriori 800 milioni. Nel decreto “Coltivaitalia”, abbiamo stanziato 300 milioni per aumentare la produzione interna della carne bovina, oltre a 300 milioni per altre filiere deboli. I problemi di carattere sanitario rappresentano un ostacolo, ma per metà marzo verranno eliminate le restrizioni per la Psa (Peste suina africana) in Lombardia e Piemonte e dalla metà di questo mese saranno eliminate le restrizioni per la Dermatite nodulare contagiosa dei bovini, Sardegna a parte dove i vincoli resteranno in vigore. Abbiamo dato risposte anche per fronteggiare l’influenza aviaria e in tal senso abbiamo predisposto una specifica campagna vaccinale».

Contro il calo dei consumi alimentari più qualità a prezzi più bassi

Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, ha sottolineato che «l'85% dei consumi alimentari domestici transitano attrraverso la distribuzione moderna ma anche che secondo i dati di chiusura del 2025 per i consumi a volume indicano un segno negativo».

Bisogna quindi puntare su trasparenza e accessibilità perché il consumatore, sempre più attento a «prodotti italiani che sono sinonimo di qualità. Pertanto, le produzioni italiane dovrebbero aumentare per dare ai clienti la possibilità di accedere a un prodotto di qualità a un prezzo accessibile».

Claudio Mazzini di Ancc-Coop ha parlato di «fragilità di un sistema poco aggregato per cui bisogna lavorare per ridurre i costi intermedi non necessari». Daniele Erasmi, presidente di Fiesa Confesercenti, ha evidenziato che «la fiducia dei consumatori non si gioca solo sul prezzo ma sul valore del servizio e della competenza e quindi occorre investire su formazione e professionalità dei negozianti e di chi sta a contatto con la consumatore».

Stati generali della zootecnia a Fieragricola, più produzione sostenibile e redditività - Ultima modifica: 2026-02-09T14:52:24+01:00 da Francesca Baccino

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