Il prezzo del latte alla stalla riconosciuto agli allevatori scende a 47 centesimi al litro per il trimestre aprile–giugno 2026, ma l’industria si impegna a ritirare le disdette dei contratti. Questo il contenuto dell’accordo informale raggiunto oggi al Tavolo latte convocato di urgenza al ministero dell’Agricoltura, per superare la crisi di mercato da titolare del dicastero, Francesco Lollobrigida. Il precedente gentleman agreement stipulato nel dicembre scorso aveva fissato un prezzo della materia prima di 0,54 centesimi a litro a gennaio, 0,53 a febbraio e 0,52 a marzo.
L’intesa è valida nel Nord–Italia per i quantitativi aziendali che non superano la produzione del 2025, mentre per le produzioni eccedenti di ogni singola azienda verrà preso come riferimento il valore del latte rilevato dalla Camera di commercio di Milano–Lodi.
Le irregolarità saranno segnalate congiuntamente dalle associazioni agricole all’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari.
«Oggi al ministero dell'Agricoltura – precisa una nota del ministero – si è riunito il tavolo del Latte a cui sedevano le associazioni agricole in rappresentanza del settore zootecnico e le associazioni rappresentative dell'industria casearia e faceva seguito all'incontro di ieri tra il ministro Lollobrigida e i rappresentanti delle imprese casearie. Il tavolo aveva ad oggetto il rinnovo dell'accordo tra produttori di latte e i trasformatori siglato a dicembre, e i componenti del tavolo hanno trovato un nuovo punto di accordo ritenuto da entrambe le parti soddisfacente».
Spirito di squadra e senso di responsbilità
«L’accordo raggiunto è un risultato importante frutto del lavoro di Coldiretti e dell’importante impegno del ministro Lollobrigida che ha consentito di riportare equilibrio in una fase estremamente critica per il settore – afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini –. Il prezzo per 3 mesi a 47 centesimi al litro, più qualità e più iva, e il ritiro delle disdette rappresentano un segnale concreto di responsabilità lungo la filiera. Ora è fondamentale garantire il pieno rispetto degli impegni presi e continuare a lavorare per assicurare agli allevatori un giusto reddito, evitando che le tensioni di mercato e le pratiche sleali mettano a rischio il futuro delle nostre stalle e di un patrimonio strategico del Made in Italy«.
Per Confagricoltura si tratta di «un’intesa incentrata sul senso di responsabilità di tutti gli attori della filiera, che si impegnano per il rispetto di quanto concordato».
«Il comparto del latte bovino – si legge nella nota di Confagricoltura – è in crisi: i prezzi in calo per la sovrapproduzione, non solo italiana, l’aumento dei costi per gli allevatori accentuati dalle tensioni commerciali mondiali e dalle guerre incidono in modo significativo sulla tenuta delle imprese zootecniche. Anche a livello europeo l’Italia si è fatta portavoce delle difficoltà, insieme ad altri Paesi produttori, chiedendo iniziative di promozione per i prodotti lattiero caseari».
Secondo la Cia, che ha parlato di «spirito di squadra» è importante anche «restare uniti e saldi a tutela degli allevatori: vigiliamo sul rispetto degli impegni presi e assicuriamo compattezza nel ricorrere all’Icqrf». Per la Cia quanto concordato in via informale è sufficiente a richiamare tutti lungo la filiera a una grande responsabilità condivisa nei confronti del comparto lattiero–caseario, costantemente danneggiato da iniquità nei prezzi e importazioni a basso costo.
«Con grande sacrificio e senso di responsabilità abbiamo deciso – ha commentato il presidente di Copagri, Tommaso Battista – di accogliere la proposta e la mediazione del ministro dell’agricoltura per un nuovo accordo sul prezzo del latte che punti sulla sinergia e sulla concertazione tra le parti, così da contribuire superare le prossime difficoltà con un patto di filiera».
«Particolarmente rilevante è l’impegno, arrivato su pressing della Copagri, a rendere il tavolo permanente, con un nuovo incontro da convocare entro maggio, così da appianare sempre più le incomprensioni che avevano portato alle significative criticità dello scorso gennaio – ha aggiunto Battista – esprimendo soddisfazione per quello che definisce un vero e proprio patto di lealtà».








