
«Siamo 200 soci custodi di un paesaggio che va dalle colline al cielo. Ogni anno raccogliamo 136 milioni di litri di latte. Una linfa vitale che trasforma la fatica in eccellenza: ben 100 mila forme di Grana Padano Dop, 460 mila forme di Asiago Dop, 80 mila forme di altri formaggi e 10 milioni di litri di latte alimentare prodotti ogni anno. Questi sono i pilastri di una storia iniziata 25 anni fa: un’opera sociale che sostiene famiglie, protegge gli ecosistemi e nutre il futuro di questo territorio. Abbiamo imparato che la qualità ha bisogno di due cose: il rigore della tecnica e la pazienza dell’attesa. Tutto questo è Latterie Vicentine».
Così il presidente di Latterie Vicentine, Alessandro Mocellin, ha presentato, lo scorso 1° marzo, il nuovo caseificio dedicato alla produzione di Grana Padano nel quartier generale di Bressanvido, in provincia di Vicenza, celebrando anche il venticinquesimo della cooperativa nata dalla fusione tra Alvi e la Cooperativa Produttori Latte Schio.
Una capacità produttiva di 140mila forme di Grana Padano
Un polo produttivo come pochi in Italia, realizzato con un investimento di oltre 17 milioni di euro, che si sviluppa su una superficie coperta complessiva di 9.157 mq, articolata in 3402 mq destinati alla produzione di Grana Padano Dop, 2039 mq di magazzino per formaggi stagionati, 3021 mq per confezionamento e logistica e 695 mq di uffici e aree tecniche.
L’intervento ha comportato il trasferimento della produzione da Bassano del Grappa a Bressanvido, con l’obiettivo di concentrare in un unico sito le lavorazioni principali, migliorando efficienza organizzativa e sostenibilità. La capacità produttiva complessiva dello stabilimento di Grana Padano è di 140mila forme. La struttura dispone di 48 caldaie, tre affioratori, una salina con capienza di 7.500 forme e un magazzino in grado di ospitare fino a 80mila forme di formaggio stagionato.
Una tavola rotonda sul ruolo strategico delle Dop
Oltre al taglio del nastro anche una tavola rotonda dedicata al ruolo strategico delle Dop nel sistema agroalimentare italiano. «Ribadiamo il nostro impegno strategico – ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida – al fianco del settore lattiero-caseario. Non ci vogliamo e non possiamo sostituirci alle aziende, a chi quotidianamente inventa e produce, ma camminiamo insieme».
Tra gli interventi anche quelli di Renato Zaghini, presidente del Consorzio del Grana Padano, Antonio Auricchio, presidente di Afidop (Associazione dei formaggi italiani dop), e Ivano Chezzi, presidente del Gruppo GranTerre.
«Il progetto di Latterie Vicentine – ha detto il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani – si caratterizza per un forte contenuto sociale e per la capacità di dare lavoro e produrre una crescita positiva per la collettività».
L’assessore all’Agricoltura del Veneto, Dario Bond, non ha celato, però, le difficoltà del settore latte in questo momento annunciando un progetto: «Siamo convinti che le aziende venete, così come gli allevamenti, solo assieme possono lavorare e crescere. Bisogna pensare, quindi, ad un fondo mutualistico capace di sostenere le imprese nei momenti di difficoltà come questo. E, facendo pressing sull’Europa, possiamo istituire uno strumento di sostegno capace di restituire agli allevatori fino a 9 centesimi al litro».







