L’intesa commerciale tra il presidente degli Usa, Donald Trump, e il presidente dell’Argentina, Javier Milei, mette a rischio la tutela delle Dop italiane ed europee perché apre alle imitazioni statunitensi degli stessi prodotti tutelati dall’Ue. Le imitazioni di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma e Prosciutto di San Daniele prodotte negli Usa verrebbero, infatti, in base all’accordo bilaterale tra Washington e Buenos Aires, liberalizzate e protette proprio in Argentina.
A lanciare l’allarme Coldiretti e Filiera Italia: «L’intesa commerciale stipulata tra Usa e Argentina apre il mercato sudamericano ai falsi a stelle e strisce – dal Grana al Parmesan, dalla Fontina al Gorgonzola, dall’Asiago al Pecorino fino alla Mortadella – cancellando di fatto la protezione accordata dal Mercosur alle eccellenze a indicazione d’origine italiane ed europee».
Con l’accordo, gli Usa ottengono in Argentina la protezione di una serie di nomi generici che imitano le principali specialità Ue. In pratica viene meno quella parte dell’accordo Mercosur firmato proprio dall’Argentina (assieme a Brasile, Paraguay e Uruguay e al momento in stand by in attesa della valutazione chiesta dall’Europarlamento alla Corte di Giustizia dell'Unione europea) che prevede una tutela rafforzata per 347 Dop e Igp europee, tra cui 58 italiane
Che cosa prevede l’intesa Usa-Argentina
Nell’ambito dell’intesa con Buenos Aires gli Stati Uniti elimineranno i dazi doganali su oltre 1.600 prodotti argentini, mentre l’Argentina si impegna a cancellarli su oltre 200 prodotti americani, tra cui macchinari, mezzi di trasporto e prodotti farmaceutici e chimici. Il governo argentino garantisce, quindi, corsie agevolate e accesso preferenziale per prodotti come medicinali, prodotti chimici, macchinari, dispositivi medici e veicoli.
L’intesa favorisce, inoltre, l’accesso al mercato per la carne argentina, aumentando la quota di importazione di carne bovina esente da tariffe a 100mila tonnellate, vale a dire cinque volte di più di quanto previsto finora. Il presidente americano ha spiegato che questo consentirà ai consumatori statunitensi di acquistare la carne a prezzi più bassi. Ma l’apertura ha scatenato le proteste degli allevatori americani, buona parte dei quali sono elettori di Trump.
Entrando nel dettaglio degli effetti sull’Ue, in base all’intesa tra Usa e Argentina saranno tutelati Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana, Parmesan, Pecorino e Provolone made in Usa, nonché i nomi generici di prodotti come burrata e mascarpone prodotti in Nord America. L’intesa coinvolge anche i salumi, che potranno essere chiamati Bologna, Capicola/Capicollo, Chorizo, Mortadella, Pancetta, Prosciutto e Salame anche se prodotti negli Stati Uniti.
La liberalizzazione contrasta, tuttavia, con quanto previsto dall’intesa Ue-Mercosur, che si propone invece di tutelare le stesse denominazioni protette dei prodotti realizzati in Europa e in Italia. In pratica i produttori americani potranno liberamente esportare in Argentina utilizzando denominazioni che richiamano le eccellenze agroalimentari italiane protette dal marchio Ue.
Che cosa prevede l’accordo tra l’Ue e i Paesi del Mercosur
L’accordo Mercosur, di cui l’Argentina fa parte, è stato firmato il 17 gennaio 2026 ad Asunción, in Paraguay, e prevede la progressiva cancellazione dei dazi sul 91% degli scambi tra le due aree. L’eliminazione delle tariffe dovrebbe favorire soprattutto le esportazioni di beni industriali europei. In cambio, il blocco latino-americano otterrà agevolazioni su alcune esportazioni agricole. Nell’ambito dell’accordo dovrebbero venire riconosciute e tutelate anche le Indicazioni geografiche europee, vietando imitazioni e termini, simboli, bandiere o immagini fuorvianti.
Il danno dell’italian sounding e la mancanza di reciprocità
Gli Stati Uniti sono già in testa alla classifica dei maggiori produttori di italian sounding, con un valore che supera i 40 miliardi di euro e che vede nei formaggi il prodotto di punta, secondo l’analisi Coldiretti. Il via libera argentino rafforza ulteriormente i rischi per l’agroalimentare italiano legati all’accordo Mercosur, come hanno fatto sapere Coldiretti e Filiera Italia, anche alla luce dell’assenza del principio di reciprocità e della mancanza di una clausola di salvaguardia automatica. Ciò consentirebbe l’importazione a dazio zero di prodotti che non rispettano le stesse regole imposte agli agricoltori europei, dall’uso di prodotti fitosanitari vietati da anni nella Ue al mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e della tutela ambientale.
Ridotti i dazi cinesi sui prodotti lattiero-caseari Ue
La Cina ha ridotto i dazi antidumping annunciati sui prodotti lattiero-caseari importati dall’Unione europea, fissando aliquote comprese tra il 7,4% e l’11,7% per i prossimi cinque anni. Un ridimensionamento significativo rispetto alle tariffe provvisorie precedentemente in vigore, che oscillavano tra il 21,9% e il 42,7%. La decisione arriva dopo mesi di tensioni commerciali tra Cina e Ue, innescate dall’indagine europea sui sussidi pubblici ai veicoli elettrici cinesi.
Per l’Italia la misura rappresenta un’opportunità di rilancio: secondo Coldiretti e Filiera Italia il taglio dei dazi sui formaggi segna una svolta per sostenere la crescita sul mercato asiatico, dopo il rallentamento registrato negli ultimi anni proprio a causa delle frizioni commerciali.
Il potenziale resta elevato. Le stime elaborate su dati Istat indicano che nel 2024 le esportazioni di formaggi italiani in Cina hanno raggiunto un valore di 71 milioni di euro, con un incremento del 207% rispetto al 2020. Un trend di forte espansione che testimonia l’interesse crescente del mercato cinese per i prodotti caseari italiani, soprattutto nelle fasce premium.
In questo contesto, la stabilità tariffaria potrebbe favorire un consolidamento della presenza europea e italiana nel Paese asiatico, dove la diffusione dei consumi di formaggio è ancora in una fase iniziale, ma è trainata dall’aumento del reddito e dall’apertura verso modelli alimentari occidentali.








