Carne bovina: secondo il rapporto Ismea aumentano i consumi domestici

carne bovina
Il rapporto sul comparto carne bovina, da poco elaborato e pubblicato da Ismea e relativo al primo trimestre 2018, rivela un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni    

Per la carne bovina, il 2018 parte con una buona notizia: i consumi domestici aumentano. Gli acquisti di carne bovina da parte delle famiglie italiane nei primi tre mesi dell'anno crescono del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Non solo: aumenta anche, e del 5%, la spesa per questi acquisti, segno che i prezzi al consumo sono in aumento e che gli italiani scelgono tagli più pregiati.
A segnalare questa che è un'autentica inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni è un rapporto sul comparto carne, da poco elaborato e pubblicato da Ismea e relativo al primo trimestre 2018.
Anche il mercato all'origine sta dando segnali positivi. A partire dalle vacche da macello – una tipologia che interessa direttamente gli allevamenti da latte – il cui prezzo aumenta nel primo trimestre del 2018, arrivando a superare 1,2 euro per kg (quotazione a peso vivo), ma soprattutto si mostra, mediamente, del 18% superiore allo stesso periodo del 2017. Questo confronto tra un anno e il precedente si chiama "tendenziale" proprio perché, essendo depurato da effetti stagionali, indica la tendenza in atto di quel dato.
Più complessa – sempre secondo l'analisi Ismea – la situazione di mercato dei vitelloni, il tipico prodotto dell'allevamento da carne italiano. Per questa tipologia di capi, il prezzo nel periodo considerato scende di mese in mese, portandosi da una quotazione di poco oltre i 2,40 euro al kg registrata a gennaio, a poco sotto i 2,30 euro al kg (valori sempre considerati a peso vivo) rilevata a marzo. C'è però da aggiungere che in questi mesi iniziali dell'anno un calo di prezzo è considerato fisiologico e dunque atteso. Ma se si va a vedere il dato tendenziale – cioè il confronto con il primo trimestre dell'anno precedente – la variazione è positiva e mediamente al di sopra del 2%.

Per sapere dei costi di produzione, nel numero di capi allevati in Italia e delle importazioni, leggi l'articolo completo su Informatore Zootecnico n° 14.

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