L’Ia, “sfera di cristallo” per le stalle di oggi e di domani

L'Ia in primo piano a Passione Veneta”, la manifestazione promossa dall’Arav (Associazione regionale allevatori del Veneto) e dall’Aia

Arav
Il gruppo degli allevatori premiati dall’Arav al termine del Convegno
Il convegno organizzato dall’Aia e dall’Arav a Vicenza Millennials dairy farmers: la Information technology - It al servizio del ricambio generazionale e della redditività delle stalle venete”

«L’Intelligenza artificiale (Ia) non è altro che un’implementazione dell’intelligenza umana. E, grazie ai dati raccolti quotidianamente nelle stalle dainostri allevatori è possibile predire cosa accadrà nel futuro e porre le basi per un modo di fare impresa più efficiente, sostenibile e capace di stare sul mercato anche in un’ottica di ricambio generazionale».

Con queste parole Riccardo Negrini, coordinatore scientifico del progetto Leo open data, realizzato dall’Aia e dal partenariato, è intervenuto sabato 1° marzo scorso in Fiera a Vicenza, in occasione del convegno “Millennials dairy farmers: la Information technology - It al servizio del ricambio generazionale e della redditività delle stalle venete” nell’ambito di “Passione Veneta”, la manifestazione promossa dall’Arav (Associazione regionale allevatori del Veneto) e dall’Aia, dedicata alla zootecnia e ai formaggi Dop che si è svolta dal 28 febbraio al 2 marzo 2025 in collaborazione con le cooperative Lattebusche, Caseificio Sociale Ponte di Barbarano, Latteria Soligo, Latterie Vicentine, nonché i Consorzi del Grana Padano e dell’Asiago, Aprolav, Azove e Unicredit.

Il Progetto Leo, la banca dati al servizio degli allevatori

«Tutto ciò è reso possibile – ha spiegato Negrini – grazie al lavoro quotidiano degli allevatori di oltre 19mila stalle italiane, che formano il Sistema allevatori e danno gambe al progetto Leo, una grande banca dati aperta al servizio degli stessi allevatori. Questi numeri sono il nostro maggior patrimonio e da tempo abbiamo iniziato a valorizzarli mettendoli in rete con altre grandi banche dati: i controlli funzionali e i dati meteo dell’Aeronautica militare, per garantire il benessere animale nelle stalle, individuando valori specifici in base alle caratteristiche della stalla e del clima in un preciso luogo. E, ancora, mettendo i nostri dati in rete con quelli degli Istituti zooprofilattici, per agire preventivamente sull’insorgenza di importanti malattie, tra le quali la Blue Tongue. Dall’incrocio con i dati delle cellule somatiche è possibile ridurre il rischio mastite».

Attraverso le informazioni di uno specifico satellite è possibile persino, come ha aggiunto ancora Negrini, far pascolare i propri animali nel territorio più adatto, conoscendo la disponibilità di alimento e facendo una serie di ragionamenti anche di tipo economico.

Giovani, innovazioni e produttività

Il ricambio generazionale si sta facendo strada, come ha spiegato il direttore della direzione Agroalimentare della Regione Veneto, Alberto Zannol: «Con il Psr 2014-2022 i nuovi insediamenti sono stati 2.750, dei quali 346 relativi al settore zootecnico. Nelle aree non montane i nuovi insediati sono stati il 35%, mentre nelle zone montane arrivano a circa il 50%. E gli investimenti su cui gli allevatori puntano maggiormente sono l’ammodernamento dei fabbricati e le attrezzature dedicate al benessere animale».

Progettualità e innovazione sono indispensabili per garantire la sopravvivenza degli allevamenti. La tecnologia, però, va gestita opportunamente, come ha evidenziato Samuele Trestini, docente del dipartimento Tecnico e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova: «Rendere più efficienti le stalle sotto il profilo tecnologico comporta degli aspetti positivi, che possiamo declinare nel miglioramento delle condizioni di vita dell’allevatore  nell’aumento della produttività del lavoro dipendente».

I numeri per crescere ulteriormente nel segno dell’innovazione e sfruttando anche l’intelligenza artificiale, comunque, sembrano esserci tutti, come ha illustrato il direttore dell’Arav, Walter Luchetta: «In Veneto abbiamo 1.046 allevamenti di bovine da latte in controllo funzionale, corrispondenti all’80% delle bovine allevate nella regione, di cui 347 gestiti da imprenditori nati dal 1980 in poi».

Tra le criticità è innegabile, però, che vi sia ancora parecchia strada da fare contro la cattiva informazione, che danneggia aziende e consumatori, come ha sottolineato Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura del Senato: «Nel nostro Paese non mancano quanti vorrebbero che l’agricoltura tornasse indietro di un secolo almeno, senza considerare i progressi fatti nell’ambito del benessere animale e della qualità delle produzioni, oltre alla riduzione costante nell’uso di fitofarmaci ed antibiotici. Bisogna credere e puntare sul ricambio generazionale, ma questo si trova di fronte un muro, quello di coloro che continuano a sostenere che le stalle inquinano più dell’industria: non solo una fake news, ma un’assurdità anche dal punto di vista scientifico».

In mostra le eccellenze venete e le razze bovine o ovicaprine

“Passione Veneta” ha visto alternarsi la mostra mercato dei formaggi ed eccellenze venete e dell’agricoltura contadina con il mercato di Campagna Amica Vicenza, i laboratori didattici per famiglie proposti dalla Coldiretti Vicenza e la Fattoria di Italialleva, con l’esposizione delle razze bovine e ovicaprine. Al termine del convegno, concluso dal vicepresidente dell’Aia, Claudio Destro, il presidente dell’Arav, Floriano De Franceschi, e il direttore Luchetta hanno consegnato un esclusivo riconoscimento agli allevatori che si sono distinti in termini di risultati dei controlli funzionali 2024.

Il vicepresidente dell’Aia, Claudio Destro, nel finale con un intervento a tutto campo

Gli allevatori premiati per il benessere animale sono statim Massimo Campostrini di Sant’Anna d’Alfaedo (Vr) - razza Bruna, Giulia Società agricola s.s. di Mogliano Veneto (Tv) - razza Pezzata Rossa, Paccagnella Società agricola di Grisignano di Zocco (Vi) - razza Rendena, Massimo Fabris di Segusino (Tv) - razza Frisona fino a 100 vacche, Gegania Società agricola di Marchioron Alessio di Gazzo (Pd) - razza Frisona da 100 a 200 vacche, Il Giglio Società agricola di Bettinardi di Bressanvido (Vi) - razza Frisona con oltre 200 vacche. Il premio per la fedeltà, dopo 55 anni di raccolta dati nell’ambito dei controlli funzionali, è andato a Giovanni Brotto di San Pietro in Gù (Pd), classe 1939.

L’Ia, “sfera di cristallo” per le stalle di oggi e di domani - Ultima modifica: 2025-03-27T16:31:49+01:00 da Francesca Baccino

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