Come spesso avviene sull'Informatore Zootecnico, anche qui in questo numero 14.2026 i contenuti del dossier provengono da docenti e ricercatori delle maggiori università italiane. Hanno collaborato l'Università di Milano (con due interventi, il primo dei quali assieme a Crea e Izsler), l'Università di Bologna e la Cattolica di Piacenza.
Il dossier è dedicato alla fase cruciale della mungitura. E inevitabilmente finisce per discutere di questa operazione facendo riferimento alle opportunità aperte dalle nuove tecnologie: robotizzazione, utilizzo di sistemi intelligenti, machine learning, precision livestock farming... Però senza l'angoscia di farne l'apologia, anzi: per esempio il quarto articolo del dossier ne arriva a mettere in luce un aspetto critico, ossia il lieve aumento delle cellule somatiche riscontrato dalla Cattolica nel caso di impiego dei robot di mungitura, nel confronto con la mungitura convenzionale.
Ma di sistemi intelligenti, machine learning e plf discute anche un altro gruppo di articoli di questo numero 14 di IZ: la coppia di interventi firmati dall'Università di Bologna, dedicati non più alla mungitura ma al benessere animale. Anche in questo caso nessuna apologia a priori delle super-tecnologie digitali, dal momento che a queste un articolo accosta uno strumento meno informatizzato ma più osservazionale: l'analisi del comportamento.
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