Le risorse previste dal disegno di legge C. 2670 “Coltiva Italia”, in particolare quelle destinate alla linea vacca-vitello, intervengono sul nodo centrale del settore, favorendo l’aumento dei capi nati e allevati in Italia e riducendo la dipendenza dai ristalli esteri.
Così ha commentato Assocarni (Associazione nazionale industria e commercio carni e bestiame) il provvedimento intervenendo il 20 gennaio scorso in audizione presso la XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati per quanto riguarda le misure dedicate al comparto bovino. Si tratta in particolare di circa 300 milioni di euro stanziati per il triennio 2026-2028 nell'ambito dei contratti di filiera per il rilancio della linea vacca-vitello in Italia. afforzare la produzione nazionale, coprendo l'acquisto di manze, la nascita di vitelli (incroci carne/latte) e l'accrescimento fino a 500 kg.
Nel corso dell’audizione Assocarni ha ricordato che l’Italia produce circa il 37% del proprio fabbisogno di carne bovina e che negli ultimi dieci anni hanno chiuso circa 19 mila stalle, con un impatto diretto sulla capacità produttiva nazionale e sulla stabilità della filiera.
«Coltiva Italia affronta in modo strutturale il tema della capacità produttiva nazionale - ha dichiarato Serafino Cremonini, presidente di Assocarni -. Rafforzare la nascita e l’allevamento dei capi in Italia è una condizione indispensabile per dare stabilità alla filiera e rendere l’allevamento una scelta imprenditoriale sostenibile».
Assocarni confida anche che durante l’iter parlamentare possano essere introdotti accorgimenti tecnici per migliorare l’efficacia delle misure previste.
Il contributo del beef on dairy sulla produzione della carne bovina
Assocarni ha, inoltre, evidenziato il contributo degli allevamenti da latte alla produzione di carne bovina e il potenziale ruolo del beef on dairy, sottolineando la necessità di accompagnare il modello con meccanismi di flessibilità che consentano di riallocare le risorse tra le diverse linee di intervento all’interno del comparto bovino, evitando squilibri tra i segmenti della filiera.
Nel corso dell’intervento è stata, infine, ribadita l’importanza delle misure per il ricambio generazionale, considerate essenziali per garantire la continuità produttiva e la sostenibilità economica del settore.










