Un pacchetto articolato di misure europee per fronteggiare la crisi del comparto lattiero-caseario, aggravata dal crollo del prezzo del latte spot nazionale che in un anno ha perso oltre il 50% del suo valore. È quanto l’Italia presenterà al prossimo Consiglio Agrifish, sulla base delle cinque proposte illustrate dal ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, nel corso del Tavolo sul latte convocato il 21 gennaio scorso con le rappresentanze del settore agricolo e della trasformazione.
Al centro della strategia italiana c’è la richiesta di attivare un programma europeo di finanziamenti per la riduzione volontaria della produzione di latte con il riconoscimento di un indennizzo economico agli allevatori che decidono di contenere i volumi produttivi.
Una misura già sperimentata e ritenuta oggi uno degli strumenti più efficaci per riequilibrare il mercato in una fase di eccesso di offerta.
Accanto alla gestione dell’offerta, il pacchetto di proposte prevede il via libera agli aiuti per l’ammasso privato nel settore dei formaggi, del burro e del latte Uht, con l’obiettivo di contribuire alla stabilizzazione dei prezzi e di sostenere la tenuta finanziaria delle imprese più esposte alla volatilità del mercato.
Un ulteriore pilastro riguarda la creazione di un Fondo europeo di aiuti agli indigenti che faccia riferimento ai formaggi di qualità maggiormente diffusi e rappresentativi a livello territoriale, così da garantire un impatto reale sul mercato e, allo stesso tempo, rispondere a esigenze di carattere alimentare e sociale.
Sul fronte della domanda, l’Italia solleciterà l’avvio di campagne straordinarie di promozione dei prodotti lattiero-caseari per valorizzarne il contenuto nutrizionale e la sostenibilità, stimolare i consumi interni ed enfatizzare la qualità dei formaggi Dop e Igp.
L’obiettivo è duplice: rafforzare il mercato interno e consolidare la presenza dei prodotti europei sui mercati internazionali.
In questo contesto, un ruolo attivo sarà affidato anche all’Ice (Italian trade agency), chiamata a supportare ulteriori attività di promozione dei prodotti lattiero-caseari attraverso campagne dedicate e presenze collettive nelle principali fiere internazionali di settore.
«Trovare soluzioni al calo del prezzo del latte»
«Il settore lattiero-caseario è un settore strategico per il settore agroalimentare italiano – ha detto Lollobrigida – e negli ultimi anni sta registrando risultati incoraggianti. Ovviamente il compito del ministero è sostenere l’intera filiera e trovare, insieme ai produttori, soluzioni possibili alla diminuzione del prezzo del latte. Lo faremo intervenendo su due fronti, il primo è quello dell’offerta. C’è la necessità di costituire un sistema di incentivi per raggiungere il giusto livello di offerta di latte».
Un approccio che affianca alla regolazione dell’offerta un’azione mirata sul lato dei consumi. «Il secondo fronte – ha aggiunto Lollobrigida – è quello della domanda, dobbiamo sostenere con apposite campagne la domanda di latte, cibo genuino e di qualità».
Necessaria un’azione strutturale come un’Ocm latte
Dal mondo cooperativo è arrivato un segnale di sostegno all’impostazione del ministero: «Auspichiamo – ha detto il presidente di Fedagripesca Confcooperative, Raffaele Drei –, che vengano anche attivati in sede comunitaria alcuni strumenti essenziali per la gestione della produzione, come lo stoccaggio e la riduzione del potenziale produttivo, previsti nel fondo per la gestione delle crisi dell’attuale Pac».
Drei ha inoltre ricordato la necessità di difendere il settore da comportamenti speculativi lungo la filiera sottolineando l’impegno delle cooperative per riuscire a rispettare gli accordi già assunti nel precedente Tavolo latte. Drei ha, inoltre, rilanciato la proposta di un’Ocm latte confermando la necessità di un intervento strutturale».
«Il problema non può essere affrontato dall'Italia da sola»
La crisi del comparto lattiero-caseario è stata anche al centro a dell’intervento del ministro Lollobrigida durante il question time del 22 gennaio scorso al Senato: «Oggi il settore lattiero caseario sta vivendo una fase di incertezza con un aumento dell’offerta mondiale e una sostanziale stabilità dei consumi. Stati Uniti e Unione europea sono i principali driver del mercato globale e nei primi dieci mesi del 2025 la produzione di latte risulta in aumento del 2% negli Stati Uniti e dell’1% nell’Unione europea. Allo stesso modo la produzione di latte in Italia, secondo i dati Agea, è risultata in lieve crescita nei primi dieci mesi del 2025: più 0,6% secondo la rete di rilevazione di Ismea».
Dall’autunno 2025 il prezzo del latte alla stalla in Italia ha iniziato a diminuire chiudendo l’anno a 54,9 euro per 100 litri, in calo del 4,6% su base annua. Il ministro ha ricordato l’accordo raggiunto a dicembre sul prezzo che ha consentito di limitare l’impatto della crisi sui redditi degli allevatori.
Tuttavia, come ha sottolineato Lollobrigida «Il problema non può essere affrontato dall’Italia da sola. Proporremo una serie di misure utili ad affrontare la congiuntura, cercando di ragionare con l’Europa per avere ipotesi di stoccaggio che tolgano dal mercato i quantitativi in eccesso con la polverizzazione o con la trasformazione, ragionando di una diminuzione della produzione con incentivi agli agricoltori che siano di carattere compensativo, con una promozione e un’azione strategica che torni soprattutto a spiegare che l’utilizzo di prodotti caseari e di latte porta benessere anche alla salute, oltre che alle nostre imprese».
Misure nazionali già attivate a sostegno della filiera latte
Il pacchetto di proposte, come indicato in una nota del ministero dell’Agricoltura, si inserisce in una strategia più ampia che punta a garantire un futuro di crescita settore lattiero-caseario.
Le iniziative da presentare a Bruxelles si affiancano, infatti, alle misure nazionali già attivate per sostenere i consumi e la filiera. Tra queste, il programma “Latte nelle scuole”, finanziato con 6,9 milioni di euro annui, e il finanziamento previsto per il 2025, pari a 33 milioni di euro, destinato all’acquisto di formaggi per il fondo indigenti: di questa dotazione 14 milioni di euro riguardano i formaggi Dop e 18 milioni di euro i formaggi a pasta dura. Un impegno che, secondo quanto annunciato, verrà rinnovato anche nel 2026.






