Latte spot, il 2025 chiude con valori in picchiata, non solo in Italia

Il 29 dicembre scorso il latte spot nazionale è stato quotato 31,75 centesimi al kg, il 47,4% in meno rispetto allo stesso mese del 2024

Ancora meno sono stati pagati il latte tedesco e quello francese d'occasione. Quest'ultimo è sceso addirittura ai 23 centesimi al kg a fine dicembre 2025

Prezzo del latte spot nazioinale, mai così in basso negli ultimi anni: i dati del Clal indicano un listino di 34,08 centesimi al kg a dicembre 2025 per il latte d’occasione, quello libero dai contratti. Significa che è stato pagato il 45% in meno rispetto allo scorso anno.  Ai minimi anche il latte spot tedesco che a dicembre 2025 non arrivava ai 28 centesimi al kg.

La  Cciaa di Mi-Mb-Lodi nella seduta del 29 dicembre, l'ultima dell'anno, ha quotato ancora in ribasso il valore del latte spot sia italiano che estero. Come riporta Assolatte, l’associazione delle industrie del settore lattiero caseario, è stato quotato 31,75 centesimi al kg, il 47,4% in meno rispetto allo stesso mese del 2024.

In picchiata anche il listino del latte spot tedesco che nello stesso periodo è stato pagato 24,75 centesimi al kg, ossia il 56,6% in meno rispetto all’anno precedente. La materia prima d’occasione francese è costata ancora meno, 23 centesimi al kg a fine dicembre 2025.

Arrivano anche le disdette unilaterali dei contratti

Se i  prezzi del latte spot continuano a scivolare verso il basso a complicare il quadro sono le disdette unilaterali dei contratti e l’assenza di garanzie sul ritiro del latte con il risultato che spesso la materia prima viene buttata, come ha fatto sapere Copagri Lombardia.

Sul problema delle disdette dei contratti è intervenuta la capogruppo del Pd in commissione agricoltura della camera, Antonella Forattini.  «In sede di approvazione della legge di bilancio 2026, la Camera ha approvato  - ha spiegato - un ordine del giorno che riconosce le criticità del comparto lattiero-caseario e impegna il Governo ad adottare misure di salvaguardia e compensazione. Un atto politico che conferma come il problema sia noto e riconosciuto. Tuttavia, tra gli impegni formali e la realtà delle stalle si è aperto un divario evidente. Gli accordi non vengono rispettati, le tutele non arrivano e intanto il latte viene buttato, con un danno economico, ambientale e sociale enorme. Dietro ogni litro di latte ci sono lavoro, investimenti e dignità. Continuare a rinviare o a nascondersi dietro il mercato significa accettare che a pagare siano sempre gli stessi: gli allevatori».

Anche il direttore di Confagricoltura Pavia, Alberto Lasagna, si mostrato preoccupato di fronte al problema dei contratti disdettati dalle industrie lattiero-casearie: «Una crisi da gestire al livello di un’emergenza, come se fosse la peste suina, prima che la criticità si diffonda. Gli allevatori italiani hanno aumentato la produzione per colmare il calo nel mercato del Nord Europa e, contemporaneamente, il Grana Padano ha vissuto una fase di forte domanda. Il risultato è che i caseifici hanno prodotto oltre le quote per intercettare la domanda, ma questo ha avuto ripercussioni sui prezzi, crollati in pochi mesi del 30%. Così il settore si è trovato con contratti a prezzo prefissato disdetti e una sovraproduzione di latte invenduto».

 

Latte spot, il 2025 chiude con valori in picchiata, non solo in Italia - Ultima modifica: 2026-01-08T18:46:11+01:00 da Francesca Baccino

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