Fabio Mantovani è il nuovo presidente dell'Aral, l’Associazione regionale allevatori della Lombardia. La sua nomina è avvenuta all’unanimità da parte del rinnovato Consiglio Direttivo, composto da Elena Arrigoni, Gabriele Borella, Matteo Foi, Stefano Gandolfi, Raffaele Leni, Giovanni Mazzetti, Michele Ramella, Alessandro Rota, Alessandro Scartapacchio e Andrea Tosi, oltre che da Giovanni Martinelli e Sandro Bambini che assumono la carica di vicepresidenti.
«Lavoreremo con determinazione per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze dei nostri allevatori – ha dichiarato il neopresidente Mantovani, rappresentante della provincia di Mantova, succedendo al lodigiano Gian Enrico Grugni – Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente il ruolo istituzionale dell'Aral, perché si consolidi come strumento di tutela e valorizzazione del grande agroalimentare lombardo e italiano».
Dal presidente uscente Grugni è arrivato un messaggio di saluto al termine di un mandato particolarmente intenso: «Questi tre anni sono stati un’esperienza straordinaria, per la quale desidero ringraziare chi ha riposto in me la propria fiducia. Insieme a una squadra competente e motivata abbiamo ottenuto risultati importanti, migliorando significativamente le performance dell’associazione. Aral, con i suoi 320 dipendenti, è una realtà solida e sono certo che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per la zootecnia lombarda».
Un settore in crescita: i numeri dell’attività 2025
L’elezione di Mantovani ha concluso l’assemblea generale ordinaria, svoltasi presso l’agriturismo Ca’ del Facco a Salvirola (Cremona), alla presenza del presidente di Coldiretti Lombardia Gianfranco Comincioli e del direttore tecnico dell'Aia (Associazione italiana allevatori) Andrea Bassini. L’assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2025 e quello previsionale 2026, oltre a esaminare l’intensa attività svolta dall’associazione nell’ultimo anno.
Cuore dell’operatività dell'Aral sono i controlli funzionali, che prevedono la raccolta e la gestione dei dati relativi alle performance produttive e riproduttive degli animali allevati.
In questo settore, come sottolineato dal direttore generale Andrea Ferla, nel 2025 l’associazione ha operato in 3.764 allevamenti, con oltre 545.000 fattrici controllate, di cui la grande maggioranza nel comparto bovino da latte (2.962 allevamenti e oltre 499.000 capi). Complessivamente sono stati eseguiti 28.405 controlli. Nell’ultimo quinquennio il numero medio dei capi ha registrato una crescita pari al 6,5%.
Prosegue inoltre la diffusione dei robot di mungitura, oggi presenti con 1.038 unità in 444 allevamenti. Mantova si conferma leader con il 30,4% del totale, seguita da Cremona (25,4%) e Brescia (19,7%). Tuttavia, negli ultimi anni si osserva un fisiologico rallentamento della crescita: dal +22% del 2021 si è passati al +7% nel periodo 2024-2025. Particolarmente significativo l’incremento delle aziende dotate di due robot, cresciute del 93% tra il 2020 e il 2025. Complessivamente, le vacche gestite con sistemi robotizzati hanno raggiunto il 12,1%.
Laboratori e qualità: attività ai massimi storici
Il 2025 si è caratterizzato anche per una forte crescita dell’attività dei laboratori dell'Aral, suddivisi nelle aree latte, roalimentare e microbiologia, che operano in stretta integrazione. Nel corso dell’anno sono stati analizzati oltre 4,5 milioni di campioni.
In particolare, il laboratorio controlli funzionali ha raggiunto un nuovo record con 4.264.730 campioni analizzati, in aumento di oltre 86.000 unità rispetto al 2024: il dato più elevato nella storia dell’associazione.
Rilevante anche il lavoro sulla determinazione delle cellule differenziali, effettuato sull’88% dei campioni, con l’obiettivo di trasformare questo dato in un indicatore dal valore sempre più strategico per la gestione aziendale.
Prosegue inoltre l’attività di controllo sulla qualità del latte, con 119.664 campioni analizzati nel 2025, a conferma della crescente attrattività dei servizi dell'Aral. L’obiettivo è ampliare ulteriormente i volumi garantendo tempi di risposta sempre più rapidi.
In crescita anche il laboratorio di microbiologia, che ha registrato 55.006 campioni analizzati (+11,2%), mentre il laboratorio agroalimentare ha confermato il trend positivo degli ultimi anni con circa 67mila campioni analizzati.








