Semaforo verde della Commissione europea all’utilizzo del Renure, il fertilizzante ricavati dagli effluenti zootecnici, in deroga alla direttiva Ue sui nitrati (direttiva Ue 676 del 1991) che non consente di superare, nella distribuzione in campo, i 170 kg di azoto per ettaro l’anno.
Bruxelles ha ufficialmente approvato l'impiego del Renure, acronimo di Recovered Nitrogen from Manure, come fertilizzante con l’obiettivo di utilizzare i nutrienti ricavati da letami e digestati per ridurre la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di prodotti chimici di sintesi. Un passaggio che segue l’approvazione del Comitato Nitrati del 19 settembre scorso e l’avvallo di Parlamento e Consiglio europeo.
Renure: effluenti zootecnici sottoposti a trattamenti avanzati
Il Renure viene definito dalla Commissione come un fertilizzante ottenuto da effluenti zootecnici sottoposti a trattamenti avanzati, come il digestato ottenuto dal biogas, nei quali i nutrienti vengono recuperati e trasformati in forme minerali in grado di sostituire i fertilizzanti convenzionali.
Un prodotto con caratteristiche chimiche e agronomiche comparabili a quelle dei concimi di sintesi, rapidamente assimilabile dalle colture e con un rischio di inquinamento delle acque inferiore rispetto all’uso di letami o liquami tal quali.
Si potrà sostituire una quota di concimi chimici con il Renure
Un emendamento all’Allegato III della direttiva Ue sui nitrati, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Uione europea del 10 febbraio 2026, consente agli Stati membri di autorizzare l’impiego di fertilizzanti Renure oltre il limite dei 170 chilogrammi di azoto per ettaro all’anno (vedi OJ_L_202600288_IT_TXT).
Significa che agricoltori e allevatori potranno sostituire con il Renure una quota dei concimi chimici di sintesi utilizzati anche se potranno essere impiegati solo prodotti ottenuti da processi industriali in grado di garantire una qualità costante in termini di elevata quota di azoto minerale e ridotto contenuto di carbonio organico.
La commissaria all’Ambiente Jessika Roswall ha sottolineato come «con l’adozione di queste nuove regole sul Renure, l’Europa stia trasformando i rifiuti in valore, riducendo le importazioni di fertilizzanti, sostenendo la competitività degli agricoltori e rafforzando la nostra autonomia strategica, salvaguardando al contempo l’acqua e l’ambiente».
Impiego facoltativo, saranno i singoli Stati membri a decidere
L’autorizzazione all’uso di fertilizzanti Renure, tuttavia, è facoltativa e subordinata alle scelte dei singoli Stati membri, che dovranno recepire l’emendamento nel diritto nazionale e applicare adeguate salvaguardie ambientali.
Dovrà essere assicurata la protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati di origine agricola, soprattutto nelle zone vulnerabili, dove l’uso del Renure dovrà dimostrare di esere adeuguato gli obiettivi ambientali della direttiva Ue sui nitrati.








