Sorgo vincente col refluo: il liquame porta a un aumento di produzione. L’esperienza di un contoterzista lodigiano / IL VIDEO

L'utilità agronomica della distribuzione in campo dei liquami trova una conferma in questa esperienza di coltivazione del sorgo. Come mostra il video, realizzato da Servizio & Qualità, la coltivazione di sorgo che ha avuto a disposizione del refluo alla fine produce piante alte quasi il doppio rispetto a quelle cresciute senza refluo

È zootecnica la necessità non solo di svuotare le vasche liquami ma anche di valorizzare (agronomicamente) gli stessi reflui. Ma è zootecnica pure l'intenzione di ottenere la massima produzione di campo dalla coltivazione di foraggio, in questo caso sorgo. Ora, l'utilità agronomica della distribuzione in campo dei liquami trova una conferma in questa esperienza di coltivazione del sorgo.

Come mostra questo video, realizzato da un contoterzista del Lodigiano, la coltivazione di sorgo che ha avuto a disposizione 60 tonnellate per ettaro di refluo finisce per offrire piante alte quasi il doppio rispetto a quelle (evidenti al centro dell'inquadratura del filmato) coltivate senza refluo, che sono più basse e più gialle.

 

Il video è stato realizzato, e gentilmente fornito all'Informatore Zootecnico, dall'azienda contoterzista Servizio & Qualità srl, di Borgo San Giovanni (Lo). Sito internet:  http://www.servizioqualita.com  .

 

Ma ecco le parole con le quali gli stessi tecnici di Servizio & Qualità descrivono la situazione:

«Questo filmato vuole dimostrare come una coltura, in questo caso il sorgo, seminata dopo aver iniettato 60 t/ha di refluo, possa avere uno sviluppo doppio rispetto al testimone nel quale non è stato iniettato il refluo. Le piante di sorgo più alte hanno avuto a disposizione 60 t/ha di refluo; quelle che vediamo al centro dell'inquadratura, invece, sono cresciute senza refluo e sono più gialle e basse.

Una volta che abbiamo capito l’importanza di aumentare l’efficienza del refluo dobbiamo anche saper produrre un refluo di qualità:

- il digestato degli impianti di biogas è un prodotto omogeneo e ricco di sostanze nutritive, può arrivare a contenere il 5 per mille di azoto totale oltre ad altre sostanze organiche e quindi facilmente assorbibili dalle piante;

- nel refluo zootecnico la qualità, nella stragrande maggioranza dei casi, viene meno per via dell’acqua piovana dei cortili e dei tetti che, entrando nelle vasche interrate, fa diventare acqua sporca questo elemento così importante economicamente e agronomicamente; da qui la convinzione (?) errata che il refluo non possa sostituire il concime chimico.

In realtà le metodologie per ottenere l’efficienza del refluo partono dal prodotto ricco di sostanze nutrienti, distribuzione omogenea attraverso ripartitori Vogelsang o similari. Attenzione alla profondità di interramento, che non deve superare la capacità di esplorazione dell’apparato radicale delle piante. Anche la distanza delle ancore o dei dischi ai quali sono collegate le discese del refluo è molto importante: questi elementi non devono essere distanziati oltre i 35 cm (su due ranghi) altrimenti si vedrebbe l’effetto onda, soprattutto nei cereali autunno vernini.

Le quantità distribuite non possono essere solo quelle dettate dall’urgenza di svuotamento delle vasche e della disponibilità dei campi, ma devono essere programmate. L’abbassamento delle vasche all’apertura primaverile deve avvenire con una distribuzione modesta perché la distribuzione del refluo, essendo effettuata lontano dalle semine, avrà una bassa efficienza. A ridosso delle semine (del mais) si ripeterà la distribuzione per poi entrare nel mais (6a-8a foglia) con sarchiatrice e con un dosaggio intorno alle 50 t/ha.

Non dimentichiamoci che un buon refluo contiene anche sostanza organica, che negli anni cambia la struttura del terreno insieme a tecniche di minima lavorazione.

Necessarie sono le analisi del refluo, per conoscerne le caratteristiche che determineranno le quantità da distribuire».

L’appezzamento di sorgo mostrato da questo filmato era stato lavorato/fertilizzato, prima della semina, anche con interramento reflui più lavorazione del terreno. Più in particolare su questo terreno erano state effettuate prove agronomiche che avevano messo a confronto da una parte l’interramento dei reflui, dall’altra una striscia di 3 metri come testimone (sulla quale alla fine, come mostra il filmato, sono cresciute piante di sorgo di taglia molto inferiore rispetto a quelle fertilizzate con reflui). Ma vediamo con quali parole Servizio & Qualità descrive questi antefatti:

«In questo appezzamento erano state fatte alcune prove di concimazione a tutto campo con una mano leggera di concime chimico che l’agricoltore riteneva sufficiente per fare un buon raccolto. Su circa 3 ettari è stata distribuita con iniezione una quantità di circa 60 t/ha di refluo con una concentrazione di azoto totale dello 0,45% (4,5 kg/t).

Per verificare l’efficienza del refluo sull’appezzamento è stato lasciato un testimone di 3 metri: il  filmato mostra quanto diversamente qui si sia sviluppata la coltura. Appare chiaramente che la produzione cresciuta sul terreno al quale era stata aggiunta la concimazione organica (iniezione refluo di 60 t/ha), è stata il doppio rispetto al testimone.

Il terreno da anni viene lavorato in minima lavorazione con l’aggiunto del refluo; il refluo, che contiene sostanza organica, migliora ulteriormente la sua struttura. Comunque rimane vincente la tecnica di abbinare “distribuzione-interramento-lavorazione” con la semina diretta. In questo caso abbiamo usato il digestato con una percentuale di azoto ammoniacale intorno allo 0,23% e di azoto organico pari allo 0,22%.

Il lavoro è stato fatto con un cantiere composto da rimorchio-balia a bordo campo e con le botti che la alimentavano. La botte con l’attrezzo munito di ancore per l’iniezione del refluo si approvvigionava dalla balia. Ancora una volta abbiamo dimostrato che con l’energia che c’è in azienda si può produrre in modo molto soddisfacente rispettando l’ambiente e abbattendo i costi».

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