Tutte le innovazioni per la zootecnia in otto video

Dai carri unifeed alle macchine per la gestione dei foraggi, dai robot di mungitura alle tecnologie per monitorare i dati di stalla e gli strumenti per aumentare il benessere animale. Nei video dell'innovazione in zootecnia preparati da nova Agricoltura tutte le novità più interessanti per realizzare la "stalla del futuro"

Innovazione, tecnologie all’avanguardia, automazione in stalla, raccolta dei foraggi con macchine intelligenti. Sono alcuni dei temi per la zootecnia che L'informatore Zootecnico ha proposto in occasione dell'ultima edizione di Fieragricola, svoltasi a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio. E lo ha fatto con una serie di video proiettati da monitor collocati all’interno dell’area espositiva Edagricole, che descrivevano nel dettaglio alcune delle fasi più importanti della produzione zootecnica declinate nell’ambito dell’innovazione. E' stato creato un ideale “allevamento del futuro”, attuato mediante ricostruzioni, tutorial e testimonianze di allevatori, per permettere ai visitatori di entrare nel "tunnel dell’innovazione”. Ora riproponiamo qui gli otto filmati per chi non ha potuto essere presente alla rassegna scaligera.

Raccolta foraggi

Tecnologia: è un must anche in materia di foraggi, che sono sempre più georeferenziati, analizzati, mappati. Con l’obiettivo di aumentare da una parte la produttività della coltivazione e dall’altra le informazioni che dal campo arrivano alla stalla. Non sfugge alla regola il momento più delicato della foraggicoltura: la raccolta. Sia che si tratti di trinciatura del mais per costituire l’insilato, sia che si tratti di fienagione. Sia che l’agricoltore utilizzi macchine di proprietà sia che si rivolga ai contoterzisti. E così nelle aziende agro-zootecniche più moderne vediamo sempre più spesso in azione per raccogliere foraggi macchine dotate di una efficienza e una rapidità che sino a pochi anni fa erano impensabili. Arricchite da elevati livelli di meccatronica, piene di optional come ad esempio i rilevatori Nir. (Guarda il video)

zootecnia

Carri miscelatori

Particolarmente tumultuosa e pirotecnica l’innovazione tecnologica nel campo dei carri miscelatori, le macchine che preparano l’unifeed e lo distribuiscono ai bovini. Fra le ultime novità proposte dalle ditte costruttrici c'è la trazione elettrica al posto del motore diesel; la messa a disposizione di carri compatti, di dimensioni medio piccole; l’adozione del laboratorio portatile Nir per l’analisi dell’alimento; l’automazione del carico pilotata da appositi software. Di rilievo le innovazioni volte a facilitare l’operatività in allevamento. Come i carri di che abbinano le ridotte dimensioni a una grande manovrabilità, adatti dunque al lavoro nelle stalle di minori dimensioni. O come quelli in grado di spostarsi agevolmente e non lentamente su strada, interessanti per esempio per quegli imprenditori zootecnici che devono gestire più di una stalla. Oppure i carri che spostano il motore, o il vano strumentazioni, in posizioni più facilmente raggiungibili dall’operatore. Per non parlare delle macchine con forti dotazioni di meccatronica, che delegano alla computerizzazione il compito di controllare l’esecuzione di diverse operazioni o di suggerire all’allevatore le eventuali opzioni. (Guarda il video)

Robotizzazione

Il momento più avanzato dell’innovazione tecnologica in zootecnia è intuitivamente quello della robotizzazione delle operazioni di stalla. Sia che si tratti dei classici robot di mungitura, sia delle nuove macchine super-automatizzate e indipendentemente semoventi che intervengono nella fase di alimentazione delle bovine. Fra le realizzazioni più avanzate, o più diffuse, i robot di mungitura in grado non soltanto di prelevare il latte con il massimo dell’igiene e del rispetto degli animali, ma anche di realizzare diverse operazioni di “zootecnia di precisione”, rilevando numerose prestazioni o situazioni di ogni capo. O i robot spingiforaggio, che muovendosi da soli parallelamente alla mangiatoia tornano ad avvicinare al muso delle bovine l’unifeed che si è spostato troppo lontano. Oppure quei piccoli carri unifeed in grado di spostarsi autonomamente in allevamento, guidati da una rotaia o dal contatto soltanto magnetico con una striscia metallica immersa nel pavimento. Fanno la spola tra la “cucina” (ossia i locali addetti allo stoccaggio del fieno, del silomais e degli altri ingredienti dell’unifeed, dove sempre in modo automatizzato vengono caricati), e le mangiatoie, dove distribuiscono la razione ai bovini in base a una programmazione predefinita del razionamento. Questi robot per la distribuzione dell’unifeed hanno volume ridotto, ma potendo lavorare 24 ore su 24 riescono a servire anche mandrie numerose. (Guarda il video)

Zootecnia di precisione

Un attivometro e un ruminometro applicati al collare di ogni vacca possono inviare al computer dell’allevatore dati giornalieri sull'attività di ogni capo e sulla sua ruminazione, indici che a loro volta possono fornire alert sulla presenza di un calore o sulla presenza di problemi fisiologici. È una delle principali applicazioni della "zootecnia di precisione", o plf (precision livestock farming). Una nuova disciplina che si è imposta da pochi anni nel campo delle produzioni animali. Disciplina che si rifà, in linea generale, a un diagramma di flusso come il seguente: rilievo di informazioni sullo stato di ogni singola vacca, tramite appositi e diversi sensori (collari, pedometri, riprese fotografiche, pesature, lattometri, ecc...); trasmissione via wi-fi delle informazioni dall’animale al computer aziendale; elaborazione dei dati da parte di quest’ultimo in base a programmi definiti secondo i criteri nutrizionistici o veterinari o di buona gestione aziendale; e infine l’immediata trasmissione degli output del computer all’allevatore per un suo pronto intervento o decisione. (Guarda il video)

Qualità del latte e caseificazione

Ci sono diverse possibilità per indagare a fondo sui rapporti tra la qualità del latte bovino e l’efficacia della sua trasformazione in formaggio. Una di queste è concentrarsi sulle procedure adottate nella produzione del Parmigiano Reggiano. Una possibilità di applicarsi al problema particolarmente utile e completa, perché è anche interdisciplinare: dà molto peso alla prima fase della produzione di un latte di qualità, la fase dell’alimentazione delle bovine e quindi della ricerca – già in campo – di un foraggio di altrettanto elevata qualità. In particolare fieno. Parla da solo il disciplinare di produzione del consorzio di quel formaggio, che prevede particolari attenzioni nell’alimentazione delle bovine da latte: che il razionamento sia basato sull’impiego di foraggi del territorio, che nella razione giornaliera almeno il 50% della sostanza secca dei foraggi sia apportata da fieni, che non si utilizzino insilati. Solo così si potrà caseificare con latte crudo, senza conservanti, rispettando la tradizione e ottenendo alla fine un formaggio di elevata e riconosciuta qualità. (Guarda il video)

Foraggicoltura e zootecnia di montagna

Come gestire e migliorare i sistemi foraggeri in ambiente collinare e montano. E di conseguenza: come mettere in rapporto questo tipo di foraggicoltura con l’allevamento delle bovine da latte, nello stesso ambiente? Fra le diverse risposte che si potrebbero dare a queste domande, in questo video ne abbiamo approfondita una, quella messa a fuoco dal Crpa di Reggio Emilia nell’Appennino reggiano, presentando anche l’esperienza applicativa dei foraggicoltori soci della Latteria sociale San Giorgio di Cortogno. E quindi: prove di confronto tra varietà ed ecotipi di erba medica, per cercare i più produttivi e idonei. Indicazioni sulle graminacee alternative alla loiessa più produttive nella fascia climatica della montagna, per la costituzione di erbai specializzati e per arricchire i medicai vecchi con graminacee traseminate competitive son le spontanee. Miglioramento dell’auto approvvigionamento di sostanza secca della razione. Studio della qualità dei foraggi. Programmazione dell’utilizzo dei foraggi per rendere massima la digeribilità della razione e minimo il costo alimentare. (Guarda il video)

Benessere animale, come combattere lo stress da caldo

In questo filmato si parla di rispetto del benessere animale, nell’allevamento delle bovine da latte, prendendo in esame uno dei principali aspetti del problema: la lotta allo stress da caldo. Dalle caratteristiche costruttive che la struttura della stalla dovrebbe presentare per evitare al proprio interno indesiderati accumuli di calore, fino ad azioni attive a vantaggio degli animali, come quelle offerte dai ventilatori o dagli impianti di bagnatura e raffrescamento. (Guarda il video)

Il biogas e il digestato al centro dell’azienda agricola

In questo filmato si possono vedere momenti di fertilizzazione del suolo con digestato prodotto da impianto a biogas, anche in contemporanea alla lavorazione del terreno. Inoltre, si ricorda un caso di intensificazione colturale sostenibile: la doppia coltura da biomassa. Interessanti in particolare le immagini di fertilizzazione di copertura del mais, sempre con digestato, abbinata alla sarchiatura. Altra tecnica innovativa mostrata è la fertilizzazione di copertura con digestato e con posa del liquame interfila con calate. Si sottolinea che il riciclo del digestato come nutriente, utilizzandolo nella fertirrigazione, significa realizzare una gestione efficiente dell’azoto, ottenere fertilizzanti organici rinnovabili. E quindi perseguire un’agricoltura efficiente, circolare e sostenibile. (Guarda il video)

fertirrigazione

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