IL CONVEGNO

Vincere le aflatossine con le aflatossine?

Il Gruppo 24 Ore a Rovigo

Vincere le aflatossine con le aflatossine? Il paradosso, soltanto apparente, è una delle soluzioni emerse dal convegno «Aflatossine mais, meglio prevenire» svoltosi lo scorso 11 febbraio in una affollatissima sala consiliare presso la Camera di commercio di Rovigo. Al convegno, organizzato dalle riviste “Terra e Vita” e “Informatore Zootecnico” del Gruppo 24 Ore, Amedeo Reyneri del dipartimento di Agronomia dell'Università di Torino ha subito chiarito: «Per le aflatossine si è parlato di 'calamità': il termine non mi piace perché siamo di fronte a un problema legato a estati ciclicamente molto calde e poco piovose dunque destinato a ripetersi, meglio approcciarsi al problema in modo strutturale visto che di problema strutturale si tratta».

Ma come prevenire le aflatossine in campo? Molteplici le risposte: è necessario correggere le pratiche di coltivazione e di stoccaggio, controllare i residui al suolo, preferire ibridi precoci, seminare tempestivamente, combattere lo stress idrico e attuare difese puntuali.

«Visto che i momenti più a rischio per lo sviluppo del fungo sono fioritura e maturazione è importante anticipare queste fasi» ha spiegato Reyneri. Statisticamente il giorno più caldo dell'anno in Pianura padana è il 14 luglio, meglio, quindi, che la fioritura avvenga in giugno grazie a semine precoci. Contro la piralide fondamentale il trattamento con tricoderma, una forma di biocontrollo. E, infine, l'uovo di Colombo: combattere gli aspergilli tossigeni con aspergilli non tossigeni: «Non c'è un'unica soluzione, ma una serie di soluzioni integrate».

Giorgio Cester, dirigente della Regione Veneto per l'unità di progetto Veterinaria, ha lamentato l'assenza di direttive nazionali che spostino verso l'alto i parametri massimi tollerati. Paolo Guardiani del Cap di Piacenza ha, invece, sottolineato come il problema dell'assimilazione dei contaminanti da parte delle vacche da latte potrebbe portare a dare maggior peso, nell'alimentazione degli animali, ad altri cereali come il sorgo, l'orzo e il frumento. Senza trascurare, però, l'utilizzo di argille per dimezzare gli inquinanti.

Il convegno si è concluso con un'animata tavola rotonda cui hanno partecipato Giangiacomo Bonaldi Gallarati Scotti, presidente di Confagricoltura Veneto, oltre a Flavio Furlani, vicepresidente della Cia Veneto e a Pierluigi Guarise, presidente Consorzi Agrari d'Italia («Il vero problema è il tempo di permanenza del prodotto sui piazzali»). Sono intervenuti anche Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto, cauto sui limiti: «Prima la salute dei consumatori», che ha invocato un'assicurazione multirischio, Marco Pirani di Progeo e il presidente di Aires Gianfranco Pizzolato.
A margine anche Luca Bellotti, della commissione Agricoltura della Camera: «I limiti sono stati stabiliti dagli uomini, possono essere modificati».

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