Latte, Usa: offerta in aumento, quotazioni in picchiata

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E il governo invita i produttori di latte a iscriversi all’Mpp-Dairy, il programma di protezione dei margini

L’escalation della politica Usa sui dazi, in una competizione commerciale con la Cina, ci porta o dare uno sguardo al mercato lattiero caseario statunitense. La produzione di latte dei primi due mesi del 2018 ha superato i 16 milioni di tonnellate, l’1,83% in più rispetto allo stesso periodo del 2017.
I produttori di latte sono molto preoccupati, però, per la frenata dei prezzi: -27,2% nel primo bimestre del 2018 su base tendenziale, con i listini di febbraio scesi a 27,32 €/100 chilogrammi. Solo a novembre il latte veniva pagato 34 euro, secondo i dati raccolti da Clal.it.

Fig. 1 - Usa, confronto triennale delle produzioni mensili di latte.
Fonte: National Agricultural Statistics Service. Elaborazioni Clal.

Questo ha portato il Segretario all’Agricoltura degli Stati Uniti, Sonny Perdue, a spingere i produttori di latte a prendere in considerazione l’iscrizione al nuovo e migliorato Programma di protezione dei margini per il lattiero caseario latticini (Mpp-Dairy, Milk Protection Program), che fornirà una migliore protezione ai produttori di latte in caso di eccessi di volatilità, come è avvenuto in questo inizio anno. Il progetto si estenderà anche ai caseifici di trasformazione della materia prima.

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Fig. 2 - Usa, prezzo medio del latte crudo alla stalla.
Fonte: Ams Usda Dairy Markets News. Elaborazioni Clal.

L’andamento ribassista dei prezzi ha messo in difficoltà le stalle e ha diffuso una forte preoccupazione da parte degli allevatori, che ha spinto appunto il governo di Washington a modificare il Milk Protection Program. Il programma, nella fattispecie, è articolato in modo da proteggere i produttori pagandoli quando la differenza tra il prezzo nazionale del latte intero e il costo medio nazionale del mangime (il margine) scende sotto un certo importo in dollari, individuato dal produttore.

Fig. 3 - Stati Uniti, prezzo mensile dei prodotti esportati in Me (Usd/100kg).
Nota: Prezzo = valori/volumi. Prodotti considerati: latte sfuso e conf., Smp, Wmp, latte condensato, yogurt, formaggi.
Fonte: Elaborazione Clal su dati Gtis - aggiornato al 07/04/2018.

Allo stesso tempo, l’export sta dando buoni risultati, trascinato dal dollaro molto competitivo rispetto ad altre valute e, appunto, dai prezzi bassi del mercato che rendono conveniente per i paesi importatori acquistare prodotti Made in Usa.
Prendiamo, ad esempio, le quotazioni del formaggio: 2.882 € alla tonnellata il prezzo negli Usa (6 aprile), 2.942 in Oceania, 3.273 in Ue, 3.007 all’asta del Global Dairy Trade. Lo stesso vale per il burro (4.113 euro/ton negli Usa contro i 4.900 euro dell’Ue), della Wmp (2.643 €/t in Usa, 2.656 €/t al Global Dairy Trade), del latte (27 €/100 kg in Usa, 35,07 euro la media in Ue), della polvere di siero (432 €/t in Usa, 750 euro in Ue) sono mediamente più bassi rispetto al resto del mondo.

Nota: Prezzo = valori/volumi. Prodotti considerati: latte sfuso e conf., Smp, Wmp, latte condensato, yogurt, formaggi. Fonte: Elaborazione Clal su dati Gtis - aggiornato al 07/04/2018.
Fig. 4 - Stati Uniti, export totale in equivalente latte (Me), per area geografica di destinazione (cumulato mensile).
Nota: prodotti considerati: latte sfuso e conf., Smp, Wmp, latte condensato, yogurt, formaggi.
Fonte: elaborazione Clal su dati Ihs, aggiornato al 07/04/2018.

Da qui la crescita delle esportazioni statunitensi di prodotti lattiero caseari nei primi due mesi di quest’anno: +12,7% in quantità e +1,2% in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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L’export di formaggi Made in Usa cresce del 12,2% in quantità e del 9,7% in valore. È molto positivo anche l’incremento della vendita di Smp in quantità (+16,7%), al quale tuttavia non corrisponde una crescita in valore (-4,4 per cento).
Gli accordi internazionali. Sul versante del Nafta, l’accordo di libero scambio per l’area nordamericana, messo in discussione del presidente americano Trump, si può notare che l’export di prodotti lattiero caseari americani verso il Messico ha un andamento positivo (+21% la vendita dei formaggi, +6% l’export di Smp, +20% la polvere di siero), mentre il primo bimestre del 2018 vede diminuire sensibilmente le vendite in Canada (-41% le vendite di formaggi e -13% i flussi di polvere di siero dagli Usa).
Non sono ancora disponibili i dati dell’export di marzo, ma nel primo bimestre del 2018 sono cresciute le esportazioni verso la Cina per diversi prodotti: formaggi (+58%), polvere di siero (+1%), latte per l’infanzia (+182 per cento). Diminuito, invece, l’export di Smp verso Pechino: -42% nel primo bimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

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