Stable Kit, il “cane da guardia” che monitora l’aria delle stalle

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Una rete di sensori avvisa quando la concentrazione di determinate sostanze nell’aria potrebbe rendere la stabulazione insalubre e suggerisce cosa fare per riportare i valori nella norma

Un sistema capace di monitorare in tempo reale 24 ore su 24 i parametri ambientali all’interno delle stalle e inviare allerte quando i valori superano una soglia predefinita. Ma anche in grado di raccogliere i dati su una piattaforma cloud protetta ed elaborarli per poi permettere ai tecnici di suggerire all’allevatore quali azioni compiere per riportare i livelli nella norma. Si chiama Stable Kit ed è uno strumento composto da una rete di sensori IoT (Internet of Things) realizzato dalla start up genovese Cynomys, facile da installare e da utilizzare, presentato in anteprima alla fiera dell’innovazione digitale Smau di Milano.

L’importanza di un ambiente salubre nelle stalle

stalleMantenere l’ambiente delle stalle sano favorisce la crescita ottimale degli animali, limita le emissioni di gas nocivi, garantisce un luogo di lavoro salubre e aumenta la produttività complessiva dell’allevamento.

Per questo è fondamentale tenere sotto controllo i valori di temperatura, umidità, anidride carbonica, metano, ammoniaca e acido solfidrico. Questi parametri sono anche quelli per cui l’Unione europea ha stabilito delle concentrazioni massime nell’aria delle stalle nel regolamento che tutela il benessere animale e che tutti gli allevatori sono tenuti a rispettare. A cui si possono aggiungere gli indici di luminosità e rumore, anch’essi importanti per garantire agli animali un ambiente confortevole.
Ad esempio, il legislatore europeo ha deciso che il valore di ammoniaca negli allevamenti di polli deve essere inferiore a 20 parti per milione, quello dell’anidride carbonica a 3.000 ppm, la temperatura deve essere compresa fra 3 e 30° C e l’umidità relativa inferiore al 70%.

«Negli allevamenti suinicoli è molto importante controllare la quantità di ammoniaca per scongiurare l’insorgere di patologie a livello respiratorio o un rallentamento della crescita dei capi – spiega Enrico Carta, amministratore delegato e responsabile tecnico ed informatico di Cynomys – se le condizioni ambientali non sono ottimali il ciclo produttivo può allungarsi anche di due mesi, comportando un aumento dei costi per l’allevatore».

Intervenire in maniera efficace e tempestiva

«Se il livello di ammoniaca dovesse salire oltre la soglia – continua Carta – il nostro sistema manda un’allerta sullo smartphone, sull’ipad o sul pc dell’allevatore e noi suggeriamo come intervenire per abbassarlo: per esempio si può sostituire la lettiera o modificare l’alimentazione, magari riducendo la quantità di proteine nella razione, che come noto favoriscono la produzione di NH3, oppure aumentare l’aerazione dell’ambiente».

Per i bovini uno dei parametri più importanti è il metano, prodotto attraverso i microorganismi coinvolti nel processo di digestione: opportunamente tarato per una stalla bovina, Stable Kit manda un’allerta se la concentrazione di CH4 supera un determinato valore e i tecnici di Cynomys suggeriscono le azioni da compiere per abbassarla.

Anche la luminosità può avere effetti positivi o negativi sul benessere e sullo sviluppo degli animali. Ad esempio, se la luce artificiale somministrata per 24 ore al giorno non è certo raccomandabile, i raggi ultravioletti contenuti nella luce solare distruggono i germi e stimolano la produzione di vitamina D. Si può configurare Stable Kit con i parametri di illuminazione ideali in base alle esigenze dell’allevamento e ricevere un avviso se non vengono mantenuti dentro la stalla.

Stable Kit: facile da installare e da usare

stalleOggi il dispositivo creato da Cynomys è ancora un prototipo, testato nell’azienda agricola Merlo Bianco di Stefano Nerboni sita in località Merana (Al) all’interno di una stalla di 180 metri quadrati che ospita 23 capi adulti e 8 giovani di capre camosciate delle Alpi, dalle quali si ricava robiola. «Entro la fine dell’anno saremo pronti per la commercializzazione – precisa Fabiana Surace, responsabile comunicazione di Cynomys ed esperta di questioni ambientali – abbiamo anche inoltrato la domanda per ottenere il brevetto del dispositivo e siamo in attesa che l’iter si completi».

Stable kit è facile da installare e per nulla invasivo: si posiziona su una parete della stalla con un nastro biadesivo o se si preferisce con dei ganci. L’unica “necessità” è la presenza di una presa per collegare il cavo di alimentazione. Lo strumento è dotato di schede preconfigurate in base all’ambiente da monitorare quindi non ha bisogno di taratura ed è subito pronto all’uso. Il costo si aggira intorno a 500 euro, comprensivi dell’hardware e del primo anno di manutenzione dei sensori che ogni 12 mesi vanno ritarati o sostituiti.

Un supporto sempre a fianco degli allevatori

«Molti allevatori che avevano installato dispositivi simili lamentavano il fatto di essere stati abbandonati a loro stessi con i dati da interpretare – afferma Surace – Cynomys invece, oltre allo strumento offre un servizio che supporta e assiste gli imprenditori nelle decisioni da prendere».
Le informazioni raccolte dai sensori sono processate con algoritmi specifici che per valutare le tendenze a breve e medio termine utilizzano modelli matematici previsionali. L’allevatore allertato può agire tempestivamente per correggere situazioni potenzialmente dannose.

Negli allevamenti più piccoli, quelli di aziende agricole che organizzano visite guidate e magari hanno anche una rivendita dei prodotti ottenuti dalla lavorazione del latte o della carne, Stable Kit si trasforma anche in strumento di marketing: infatti, nelle stalle si può installare un pannello luminoso che permette a clienti e visitatori di consultare il valore dei vari parametri ambientali e quindi verificare la qualità del latte, del formaggio, della carne o dei salumi che andranno ad acquistare.

Cynomys, una start up per l’agricoltura 4.0

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Un esempio di schermata del sistema Stable Kit

Cynomys è una start up nata lo scorso aprile composta da tre soci: Enrico Carta, amministratore delegato, responsabile tecnico e informatico con oltre 14 anni di esperienza come responsabile e consulente nel campo dell’Ict; Fabiana Surace, responsabile comunicazione, con esperienza nel trattamento delle acque reflue, nella purificazione e nelle tecnologie delle membrane e conoscenze di gestione ambientale, del rischio ecologico e del trattamento dei rifiuti; Ambra Milani, responsabile ricerca e sviluppo e relazioni internazionali, ha svolto un dottorato di ricerca in sviluppo ed applicazione di micro-sensori in ambienti ostili e vanta esperienze professionali in gestione dello sviluppo sostenibile in Gran Bretagna, Francia e Spagna. Cynomys è il nome scientifico del “cane della prateria” un genere di mammiferi appartenenti all’ordine dei roditori, diffusi nelle praterie americane. Nonostante il nome, non sono canidi, bensì roditori, della stessa famiglia delle marmotte.

È stato scelto come nome della start up dai fondatori perché la particolarità di questi animali è l’emissione di un fischio caratteristico in presenza di una minaccia per tutto il clan (famiglia o gruppo stanziato in un determinato territorio). Così come lo Stable Kit invia un’allerta all’allevatore se qualche parametro di stalla non rispetta i limiti stabiliti. Per informazioni: www.cynomys.it; info@cynomys.it

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