Dinamica Generale: Nir nella Precision Feeding

nir
Analisi in tempo reale, facili e accurate. Con questo strumento, è possibile ridurre in modo sensibile la variabilità dell’unifeed con impatto diretto sul macro-costo dell’alimentazione e sul relativo ritorno economico

L’alimentazione rappresenta di gran lunga la maggior voce di costo nella produzione di latte. Oltre a essere la parte preponderante del costo di produzione in qualsiasi allevamento, la realizzazione delle razioni unifeed è caratterizzata da un elevato rischio di scostamento rispetto alle ricette teoriche formulate dall’alimentarista in particolare per la variazione del contenuto di sostanza secca dei foraggi insilati con una implicazione e un impatto sensibile sia sulla salute che sulla produzione degli animali in lattazione. La regolare verifica della sostanza secca degli alimenti è un controllo di processo che permette un tempestivo ribilanciamento della razione consentendo di somministrare agli animali la razione effettivamente formulata dall’alimentarista.

Ne deriva quindi un potenziale notevole beneficio economico per l’allevamento sia in termini di migliori performance produttive che di minori sprechi di alimenti costosi.

L’attuazione in azienda di sistemi di precision feeding, per effetto della riduzione della variabilità nella gestione del processo alimentare, possono risultare elementi tecnologici-gestionali con un sensibile impatto sul risultato economico delle aziende da latte.

Obiettivo principe nella gestione del programma alimentare di ogni allevamento da latte dovrebbe essere quello produrre razioni unifeed che siano in linea con quanto formulato dall’alimentarista in modo che gli animali ricevano giorno dopo giorno razioni costantemente bilanciate. Tuttavia nella realtà dei fatti molte sono le variabili che determinano sensibili scostamenti nella reale composizione di una razione somministrata in mangiatoia. Ridurre questa variabilità rappresenta un obiettivo molto importante per la salute e la produttività della mandria, ma soprattutto per il conto economico dell’allevamento.

Impatto della variazione della sostanza secca

Una corretta gestione dell’alimentazione deve essere basata in primis sulla valutazione del reale contenuto di sostanza secca degli alimenti in modo tale che la quantità “tal quale” di ogni alimento impostata sul programma di gestione del carro, sia tale da fornire la quantità di sostanza secca realmente definita nelle ricette. In moltissime delle razioni utilizzate in Italia si ha la presenza di alimenti con elevate percentuali di acqua, questo sia nel caso dei foraggi insilati che in quello dei sottoprodotti dell’industria agro-alimentare.

Oltre che essere molto umidi tali alimenti presentano il rischio di avere nel corso del tempo di stoccaggio variazioni anche notevoli del loro contenuto di sostanza secca.  Spesso tali alimenti sono esposti alle intemperie e, per effetto delle precipitazioni, posso avere variazioni giornaliere molto elevate. Un eccellente programma alimentare dovrebbe quindi basarsi sulla capacità di tener conto di tali variazioni e apportare di conseguenza gli opportuni aggiustamenti; questi ultimi diventano estremamente importanti per tutti quegli alimenti il cui contenuto di sostanza secca risulta inferiore al 40%. In tal caso ogni variazione anche modesta della sostanza secca determina la necessità di una sensibile e tempestiva correzione del quantitativo “tal quale” da caricare nel carro miscelatore.

Metodi classici per determinare la s.s.

La frequenza con cui si determina il reale contenuto di sostanza secca degli alimenti umidi varia molto da allevamento ad allevamento. Nel caso di utilizzo di insilati tale frequenza dovrebbe essere minimo bi o tri-settimanale. Mentre alcuni allevamenti riescono a raggiungere questo obiettivo, la maggior parte effettua tale verifica solo una o due volte al mese. Evidentemente, minore è tale frequenza, maggiore sarà il rischio che non si tenga conto delle effettive variazioni del contenuto di umidità degli alimenti e che le razioni non siano ben bilanciate.

I più comuni metodi per la determinazione in allevamento della sostanza secca dei foraggi sono l’utilizzo del Koster Tester o di un fornetto a microonde. Entrambi i sistemi sono efficaci ma richiedono un tempo di utilizzo di circa 20-30 minuti e devono essere necessariamente monitorati al fine di evitare che il campione si bruci. Tali limitazioni di ordine pratico rendono poco utilizzati programmi di controllo di processo efficaci per realizzare una adeguata gestione dell’alimentazione su base quotidiana.

Nir, tecnologia versatile e innovativa

La tecnologia Nir (Near infra-red) è ormai da tempo disponibile sul mercato al fine di misurare accuratamente e velocemente la sostanza secca degli alimenti utilizzati nelle razioni unifeed.  Tali strumenti sono in grado di fornire analisi anche per nutrienti quali la fibra, le proteine e l’amido. Questo tipo di analisi on-farm fornisce quindi la possibilità di “aggiustare” le razioni in tempo reale nel momento stesso in cui le razioni unifeed vengono realizzate. Tali strumenti possono essere infatti montati direttamente sul carro miscelatore semovente o sulle pale di carico dei foraggi nel caso dei carri trainati, oppure si può decidere per l’impiego di strumenti portatili.

Quali opportunità

Quali opportunità si possono avere dall’utilizzo di una tale tecnologia?

- Ottenere test su foraggi prelevati direttamente dai siti di conservazione.

- Ottenere un risultato in tempo reale in meno di 60 secondi

- Fare analisi molto più spesso, quante volte si desidera, senza extra costi

- Fare rapidamente variazioni della razione in modo proattivo

- Monitorare la variazioni nel tempo della sostanza secca e dei nutrienti dei foraggi al fine di conoscere meglio la realtà dei foraggi a disposizione dell’allevamento.

- Monitorare la qualità dei foraggi, concentrati e sottoprodotti acquistati sul mercato.

- Effettuare analisi della sostanza secca dei foraggi dopo eventi piovosi al fine di apportare le necessarie e adeguate modifiche ai quantitativi da caricare in razione.

Quali vantaggi

- Quali benefici dall’utilizzo di questa tecnologia?

- Maggiore costanza giorno dopo giorno nelle razioni fornite agli animali.

- Tale maggiore costanza si traduce facilmente in più latte e/o maggiori titoli del latte; da esperienze di campo tale beneficio à stimabile tra 0,5 a 1,5 kg di maggior produzione giornaliera per capo.

- Miglioramento della salute della mandria.

- Rapido ritorno sull’investimento, specialmente nel caso di grandi allevamenti (inferiore ad 1 anno).

Considerazioni economiche

Il contenuto di sostanza secca di un insilato di mais può variare molto e anche in modo repentino, non essendo rari i casi di trincee di silomais il cui tenore di sostanza secca vari di oltre 10 punti percentuali nel corso dei diversi mesi di utilizzo. Molta della variazione, specialmente per i valori inferiori è spiegabile in buona parte dalle precipitazioni atmosferiche che alterano sensibilmente il parametro in oggetto. Non va inoltre dimenticato che in trincee di grandi dimensioni il tenore di sostanza secca può essere altrettanto variabile andando dalla base verso la sommità della trincea stessa.

Questa considerazioni sono tanto più importanti se si guarda alla grande inclusione di questo foraggio nelle razioni e che quindi anche solo due o tre punti percentuali di differenza di sostanza secca possono risultare in una significativa variazione della sostanza secca totale offerta agli animali in mangiatoia.

Se ad esempio la razione contiene 25 kg di tal quale di silomais, con una sostanza secca del 33%, ciò significa fornire 8,25 kg di sostanza secca da silomais.

Ora, per ogni variazione di 1 punto percentuale di tale sostanza secca si avrà un sovra o sotto-dosaggio di 0,25 kg di secco, cosi che se la sostanza secca scende al 28%, e non si attua una opportuna correzione della ricetta, ne risulterà che i 25 kg di tal quale forniranno solamente 7 kg di sostanza secca da silomais. Ciò risulterà in una minore disponibilità di alimento in mangiatoia e uno squilibrio nella composizione della razione!

Gli alimenti concentrati e i foraggi secchi sono acquistati su base tal quale e presentano generalmente un contenuto di sostanza secca elevato, variabile tra l’85 e il 95%. Ovviamente ciò non toglie che se due partite dello stesso alimento presentano diversi contenuti di sostanza secca, la partita con il contenuto di secco maggiore avrà anche un maggiore valore economico.

Ora, anche se le variazioni di sostanza secca di questi alimenti sono decisamente inferiori a quelle illustrate nel caso dei foraggi insilati, è comunque vero che tali alimenti, in particolare i concentrati proteici, sono tra quelli più costosi all’interno delle razioni, e quindi la variazione di sostanza secca può avere una ripercussione economica importante per l’allevatore.

Ad esempio nel caso di una farina di estrazione di soia che costa 400 € per ton, avere una differenza di 5 punti percentuali di sostanza secca (es 88% vs 93%) significano circa 25 € di differenza di valore tra le due partite. Se tale alimento viene inserito a 3,5 kg di secco per capo giorno ciò significa una differenza di 0,09 € per vacca al giorno!

Nel caso di acquisto di foraggi e alimenti umidi, la differenza può diventare ancora più evidente. Se ad esempio si acquista un sottoprodotto umido a 60 € per ton di tal quale, 5 punti percentuali di sostanza secca (30% vs 35%) possono significare 29 € di differenza per ton di secco. Se tale alimento ha un’inclusione in razione di 4,5 kg di secco ciò significa una differenza di 0,13 € per vacca al giorno!

Conclusioni

Un’accurata determinazione del contenuto di sostanza secca degli alimenti (specialmente nel caso dei foraggi insilati e dei sottoprodotti umidi) permette di poter fare le necessarie correzioni delle quantità di alimenti da includere in razione con un significativo e positivo impatto economico per l’allevamento. Nuove tecnologie basate su analisi Nir per un maggiore e migliore controllo del processo di preparazione degli alimenti nel carro miscelatore offrono attualmente la possibilità di poter misurare la sostanza secca di tali alimenti e in tempo reale ritarare la preparazione delle razioni per gli animali, facilmente, in modo accurato, riducendo sensibilmente la variabilità con impatto diretto sul macro-costo dell’alimentazione e relativo sensibile ritorno sull’investimento in breve tempo.

 

(*) L’autore è consulente Dairy Granda Team.

 

L’articolo completo di box, tabelle e grafici è pubblicato su Informatore Zootecnico n. 18/2016

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