Spandimento liquami, nuova tempistica in Friuli

Fermi restando i 90 giorni e i 120 giorni complessivi di divieto, viene proposta un'interruzione del divieto della durata di 7 giorni. Quindi il periodo di divieto sarà esteso fino al 5 febbraio 2017 per alcune tipologie di effluenti e fino al 6 marzo 2017 per altre

(Adriano Del Fabro)

La Giunta regionale del Friuli VG ha deciso una diversa decorrenza del divieto di spandimento dei letami, dei liquami, delle acque reflue e dei concimi azotati nelle zone considerate vulnerabili ai nitrati. Tale modifica incontra le richieste del mondo agricolo per compensare i giorni dei mesi di settembre e ottobre durante i quali le condizioni del terreno non hanno permesso lo spandimento in campo dei reflui di allevamento e dei materiali assimilati.
Dall'esame dei dati dell’Osmer sulla piovosità della zona di pianura rientrante nella delimitazione delle zone vulnerabili ai nitrati, risulta che, mediamente, sono stati registrati 15 giorni inadatti allo spandimento. In parte, nel 2016, il ritardo nelle distribuzioni di effluenti è dipeso da un anomalo protrarsi del ciclo vegetativo della soia tra settembre e ottobre in varie aree, complici in particolare le elevate temperature medie di settembre. Le condizioni meteorologiche di novembre risultano complessivamente caratterizzate da temperature sufficientemente alte e precipitazioni poco frequenti e, dall'analisi delle previsioni meteorologiche del medio periodo, si ritiene che tale situazione possa protrarsi anche nella seconda quindicina di novembre.
In conseguenza di questo, le condizioni dei suoli della pianura friulana sono tali - terreni sufficientemente asciutti e ridotta possibilità di pioggia - da poter considerare minima la possibilità di percolazione in falda dei nitrati; pertanto si è ritenuto auspicabile sfruttare questa finestra temporale favorevole che consente una sospensione del divieto. In questo modo le aziende interessate avranno la possibilità di ridurre ulteriormente i volumi di effluenti stoccati, evitando problemi che potrebbero verificarsi nel caso in cui l'andamento climatico invernale rendesse inadatti allo spandimento i giorni successivi alla fine del periodo di divieto autunno-invernale.
Fermi restando i 90 giorni e i 120 giorni complessivi di divieto, viene proposta quindi un'interruzione del periodo di divieto della durata di sette giorni. Conseguentemente, il periodo di divieto sarà esteso fino al 5 febbraio 2017 per alcune tipologie di effluenti e fino al 6 marzo 2017 per altre. Sono fatti salvi i divieti di spandimento sui terreni gelati, innevati o saturi d'acqua, nonché nei giorni di pioggia e nel giorno successivo a eventi piovosi significativi (maggiori di 10 millimetri), previsti per evitare il percolamento in falda e il compattamento del terreno, per i letami e liquami. Rimane inoltre fermo il divieto di spandimento dei liquami e materiali assimilati tra il 1° novembre e il 29 gennaio nei terreni non destinati a prati, cereali autunno-vernini, colture ortive e legnose agrarie con inerbimento permanente.

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