Premi Pac latte, un vincolo in meno

Per avere accesso a questi aiuti, la vacca non sarà più obbligata a essere iscritta ai Libri genealogici e ai controlli funzionali

Di Stefano Boccoli

Dopo molte polemiche, sarà forse stato il ricorso presentato al Tar del Lazio da parte di Confagricoltura e Cia a dare la spallata finale a una norma recente quanto controversa. Parliamo dei criteri per accedere ai premi Pac latte. Con un decreto del febbraio scorso (Decreto n. 1420 del 26 febbraio 2015) il Mipaaf aveva infatti introdotto una disposizione inedita che recitava così: "... i premi previsti per le vacche da latte sono destinati ai produttori di latte per i capi appartenenti ad allevamenti iscritti, nell’anno di riferimento della domanda, nei Libri genealogici o nel Registro Anagrafico delle razze bovine ed iscritti ai controlli funzionali latte…". In pratica, dunque, l'erogazione di una misura di politica agricola comunitaria, valida per tutta Europa, veniva in Italia vincolata a un adempimento non obbligatorio e non presente nei regolamenti comunitari.

Per questo, parte del mondo agricolo italiano, è insorto a protestare. Protesta che è culminata con il deposito, da parte di Confagricoltura e Cia, di un ricorso al Tar. A questo punto interviene il ministro Maurizio Martina. Che scrive a Sergio Chiamparino, presidente di quella Conferenza delle Regioni che aveva già in animo di proporre per il 2016 un cambiamento della norma contestata, chiedendogli di anticipare quella stessa proposta di variazione. Chiamparino ha allora portato la questione in Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il cambiamento della norma.

Ma cosa è cambiato? Innanzitutto, ovviamente, è stato tolto il vincolo contestato. Dunque, per avere accesso ai premi Pac latte, la vacca in questione non avrà l'obbligo di essere iscritta ai Libri genealogici e ai controlli funzionali.

E poi è stato introdotto un vincolo diverso, legato alla qualità del latte. Che si sintetizza così: i premi previsti per le vacche da latte sono destinati ai produttori per i capi che abbiano partorito nell'anno di presentazione della domanda e i cui vitelli sono identificati e registrati secondo la legge, e appartenenti ad allevamenti che rispettino, nell'anno di presentazione della domanda, almeno due dei tre seguenti requisiti qualitativi e igienico sanitari: 1) tenore di cellule somatiche (per ml) inferiore a 300.000; 2) tenore di carica batterica a 30 °C (per ml) inferiore a 40.000; 3) contenuto di proteina superiore al 3,35%.

Nel caso in cui siano in regola due dei parametri di cui sopra, il terzo dovrà comunque rispettare i seguenti limiti: tenore di cellule somatiche (per ml) inferiore a 400.000, tenore di carica batterica a 30 °C (per ml) inferiore a 100.000, contenuto di proteina superiore a 3,20%.

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