Pascoli, nuovi criteri per il loro mantenimento

La circolare 82630 del 30 ottobre 2017 Agea stabilisce che in caso di allevamento ubicato nel comune delle superfici pascolate o nei comuni limitrofi, il controllo del mantenimento delle superfici agricole in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione è eseguito “utilizzando la nuova funzionalità messa a disposizione dalla Bdn”. A partire dal primo gennaio 2018

Con una recente circolare, Agea va a integrare e parzialmente modificare i criteri per il mantenimento dei pascoli. In particolare, come spiegano dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, era necessario rettificare la precedente procedura per rendere più efficace i controlli ma anche per ovviare ad alcune perplessità emerse nel corso dell’ultimo audit che sulla questione si è tenuto alla Corte dei Conti europea. Dunque, a decorrere dal 1 gennaio 2018, la circolare Agea 82630 del 30 ottobre 2017 stabilisce che in caso di allevamento ubicato nel comune delle superfici pascolate o nei comuni limitrofi, il controllo del mantenimento delle superfici agricole in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione è eseguito “utilizzando la nuova funzionalità messa a disposizione dalla Bdn relativa alla registrazione dei pascoli intraziendali e alle movimentazioni degli animali”. Dove per “Bdn” si intende la Banca dati nazionale, il cui accesso online è presso il sito del Sistema informativo veterinario: www.vetinfo.sanita.it.
La circolare va anche a chiarire che i pascoli intraziendali sono costituiti dalle superfici pascolate che si trovano nell’ambito del comune nel quale è ubicato l’allevamento o nei comuni limitrofi, per i quali non è previsto l’obbligo di registrare in Bdn la movimentazione dei capi. Proprio per tale motivo, gli agricoltori che intendono percepire i contributi agricoli devono obbligatoriamente registrare la movimentazione degli animali al pascolo intraziendale con la nuova funzionalità dedicata, in cui l’agricoltore specifica il periodo di permanenza degli animali al pascolo, senza la necessità di compilare il modello IV. La movimentazione verso il pascolo intraziendale è prevista per le specie bovina, ovicaprina ed equina e – precisa la circolare – per tutte e tre le specie è necessario che i capi siano identificati singolarmente.
Viene infine spiegato che, vista la nuova procedura, la verifica del carico Uba/ha si esegue rapportando la consistenza dei capi presenti al pascolo interaziendale, la quale a sua volta viene desunta utilizzando la funzionalità Bdn, alle superfici dichiarate come pascolate.

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