Bresciangrana, caseificio colpito dal sisma del 2012 e ancora non risarcito

I politici cremonesi, bresciani e bergamaschi sollecitano Renzi, Martina e Maroni per il caseificio. Firmata una petizione. Il direttore del consorzio Grana Padano Stefano Berni: "Se la giustizia è uguale per tutti, allora Bresciangrana deve essere risarcito. La politica rimedi all'errore della burocrazia"

“La politica cremonese, bresciana e bergamasca ha fatto quadrato attorno all’ingiustizia che sta interessando il caseificio Bresciangrana, colpito duramente dal terremoto del maggio 2012 con danni che ammontano a circa 2 milioni di euro, ma dimenticato dalla burocrazia di allora: è l'unico caseificio danneggiato tra quelli della Lombardia e dell’Emilia che non ha ricevuto alcun indennizzo per colpa di una svista di qualche burocrate distratto. E' un problema molto serio che coinvolge 65 stalle e una settantina di famiglie delle province di Brescia, Bergamo e Cremona, e va risolto perché quanto è avvenuto non solo è ingiusto ma è anche anticostituzionale. Ecco perché abbiamo coinvolto 21 tra parlamentari, consiglieri e assessori regionali di tali province e inviato una petizione al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e al Governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni. Attendiamo quanto prima lo sblocco di questa situazione per riportare la giustizia ad operare con equità”.

Con queste parole Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio tutela Grana Padano, annuncia l’azione intrapresa a sostegno del caseificio Bresciangrana di Offlaga (Bs), presieduto dal bergamasco Silvio Colosio, da parte di 21 politici tra parlamentari, consiglieri e assessori regionali insieme al Consorzio Tutela Grana Padano per sollecitare al Governo una celere risposta ad una situazione che sta arrecando serie difficoltà al caseificio Bresciangrana, pesantemente colpito dal terremoto dell’Emilia e della Lombardia nel Maggio 2012, unico tra tutti gli altri caseifici emiliani e lombardi a non essere ancora stato indennizzato dalle previste provvidenze pubbliche.

“La politica si deve fare carico di ciò che, seppur in modo involontario, la burocrazia ha colpevolmente dimenticato – prosegue Berni - e tale dimenticanza vale poco meno di 2 milioni di euro. Questo è il valore dell'indennizzo pubblico commisurato al danno ricevuto da Bresciangrana con gli stessi parametri di tutte le altre decine di caseifici già da molto tempo indennizzati, tenendo presente che per Bresciangrana il danno cui deve far fronte il pubblico è limitato perché Bresciangrana è uno dei pochi caseifici che aveva avuto l'accortezza di assicurarsi almeno parzialmente e l'assicurazione la sua parte l'ha già fatta proprio perché è risultato inequivocabile che il danno fosse stato causato dal terremoto”. “Non è possibile né corretto e tantomeno costituzionale – aggiunge Stefano Berni - che Bresciangrana a distanza di oltre due anni rispetto a tutti gli altri non abbia ricevuto neppure un euro dalle istituzioni che hanno destinato ingenti risorse a favore delle imprese terremotate. La politica lombarda di Brescia, Bergamo e Cremona si è unita e chiede all’unisono al Governo azioni concrete per riportare la giustizia in una situazione incredibile ed ingiustificabile. A tutti i firmatari di questa petizione va la nostra più sentita gratitudine. Confidiamo che questo ennesimo appello finalmente venga recepito e che tutto trovi lieta ed equa conclusione".

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